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Felice Romani
Aureliano in Palmira

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  • ATTO PRIMO
    • Scena dodicesima. Arsace mestamente seduto sopra un sasso, e Zenobia di dentro
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Scena dodicesima. Arsace mestamente seduto sopra un sasso, e Zenobia di dentro

 

Arsace
Eccomi, ingiusti Numi,
oppresso e prigionier! come un sol giorno
la sorte mia cangiò! soffrir costante
potrei tutto l’orror de’ mali miei...
Ma Zenobia... ah! Zenobia! io ti perdei.
Chi sa dirmi, o mia speranza,
se mai più ti rivedrò?
Ah la vita che m’avanza
te chiamando i perderò.

Zenobia
(di dentro)
Arsace... Arsace mio...

Arsace
Qual voce!

 




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