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Felice Romani
Aureliano in Palmira

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  • ATTO SECONDO
    • Scena ottava. Oraspe con gran numero di Palmireni e Persiani
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Scena ottava. Oraspe con gran numero di Palmireni e Persiani

 

Oraspe e Guerrieri
Vieni, o prence: è già compita
di Palmira la rovina:
cadde, oh Dio! la tua Regina
in poter del vincitor.

Arsace
Ah! che sento... ahimè, che pena!
Ah! si corra... o cor, costanza!
Perché darmi, o ciel, speranza,
e piombarmi in nuovo orror!

Pastori
Resta, o prence: ah contro il fato
non ha forza uman valor.

Oraspe e Guerrieri
Vinceremo e Roma e il fato
se ci guida il tuo valor.

Arsace
Non lasciarmi in tal momento,
bel pensier di gloria e amor.
Se mi segui nel cimento
lieta è l’alma e balza il cor.
(volgendosi ai guerrieri)
A seguitarmi in campo
ognun di voi si appresti:
abbia Palmira scampo,
salva Zenobia resti,
e forse l’Asia intera
si tolga a Roma ancor.

Pastori
Ah! se ritorni in campo
forse non hai più scampo,
e con Zenobia perdi
i tuoi bei giorni ancor.

Arsace e Guerrieri
Ah! sì, ci guida in campo,
trovi Zenobia scampo,
e colla patria resti
libera l’Asia ancor.

 


Atrio della reggia abitata dal vincitore.

 




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