Grandi
Nel tuo core unita sia
la clemenza col valor!
Siam tuoi figli. Augusto, oblia
che sei nostro vincitor.
Aureliano
(alle guardie, che partono)
I prigionieri a me.
Grandi
(Che mai risolve?)
Publia
(Che mi lice sperar?)
Aureliano
(Onta non faccia
un estremo rigore al nome mio.
Degna vendetta è un generoso oblio.)
(Escono Arsace, Zenobia ed Oraspe.)
Mirate; ognun per voi perdono implora:
ed d’ottenerlo ancora
speme vi resta. Eterna fede a Roma
in faccia al vinto e al vincitor giurate;
liberi siete, ed a regnar tornate.
Zenobia
(Oh generoso!)
Arsace
(Oh grande!)
Publia
(Oh magnanimo eroe!)
Zenobia
Vincesti. A Roma
giuro salda amistà.
Arsace
Giuro in tua mano
pace al Tebro e tributo ad Aureliano.
Aureliano
Copra un eterno obblio
ogni passato errore:
vi stringa a noi l’amore,
che le vostr’alme unì.
Tutti i cori, Publia,
Licinio e Oraspe
Torni sereno a splendere
all’Asia afflitta il dì.
Zenobia
Il giuramento mio
porterò sempre in core;
lo custodisca amore,
che le nostr’alme unì.
Tutti
Torni sereno a splendere
all’Asia afflitta il dì.
Arsace
Amico a te son io,
sarò Romano in core:
serbi il gran voto amore,
che le nostr’alme unì.
Tutti
Torni sereno a splendere
all’Asia afflitta il dì.
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