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Felice Romani
Ugo conte di Parigi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta. Ugo circondato da cavalieri francesi
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Scena sesta. Ugo circondato da cavalieri francesi

 

CORO
Bada. Fatal ti fia
si cieca securtà;
l'abisso al piè ti sta
pensa a ritrarti.

UGO
D'insana gelosìa che posson farti?

CORO
Più di nemico aperto
pavento il traditor.
Tu non conosci ancor
Folco qual sia.

UGO
Saldo la mia virtù scudo mi fia.
Non temete ov'io non temo
di Lotario è giusto il figlio:
al mio braccio, al mio consiglio
tutto ei deve, e ben lo sa.
Se obliarlo ancor potesse...
se in altrui sua ponesse...
il mio cor di sé contento,
odio mai non nutrirà...
Oscurata in un momento
la mia gloria non verrà.

CORO
Generoso! il ciel conceda
che più chiara ognor si veda,
né sia premio la sventura
di sì pura fedeltà.

UGO
Ah! mi tolga la fortuna
quanti in me favori aduna.
Se non grande, almeno amato
Ugo in terra ancor sarà...
Cara Adelia, in ogni stato
il tuo cor mi resterà.

I cavalieri accomiatati da Ugo si ritirano.




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