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Felice Romani
Ugo conte di Parigi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena undicesima. Ugo, Luigi, Bianca, Folco
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Scena undicesima. Ugo, Luigi, Bianca, Folco

 

LUIGI
Dell'Aquitania il regno
minacciano i Normanni, e pronta aita
la cadente regina a noi richiede.
Alla tua salda fede,
al tuo senno, al tuo braccio, Ugo, io commetto
la gloriosa impresa.

UGO
Ed io l'accetto.

LUIGI
Quando fia sgombro e libero
all'Aquitania il varco,
dille ch'io stesso assumere
saprò più grato incarco;
quel di guidar costei
securamente a lei,
ch'or vieta a me di compiere
fatal necessità.

BIANCA
(Fremo.)

FOLCO
(Si turba.)

ADELIA
(Io palpito.)

UGO
(Tremante Adelia è tanto!)

BIANCA
E solitaria e vedova
senza una figlia accanto...
sarà la madre ancora?...

LUIGI
A lei ne andrà la suora.

BIANCA
Ella ne andrà!...

ADELIA
(Raffrenati.)

BIANCA
Senza di me ne andrà?

FOLCO
(Ella si scopre.)

UGO
E dubiti
d'Ugo tu forse?... Parla!

LUIGI
A lui fidando Adelia,
a sposo egli è fidarla.

BIANCA
A sposo!

ADELIA
(Oh ciel!)

UGO
(Che ascolto?)

FOLCO
Non anco un anno è volto
che lui sceglieva a genero
l'estinto genitor.

LUIGI
E la sua brama a compiere
pronto son io.

BIANCA
Tu!... quando?

LUIGI
In questo medesimo.
Io gliene fo comando.

UGO
Ed io?...

BIANCA
Tu pria .... tu dei,
se cavalier tu sei,
partir, pugnare e riedere
d'un regno salvator.

UGO
Adelia!

ADELIA
Udisti?

FOLCO
(a Luigi)
(A fingere segui per poco ancor.)

Tutti in segreto.

ADELIA
(ad Ugo)
E giunto l'orribile istante temuto...
Se core hai magnanimo, pronunzia un rifiuto,
l'amore nascondi,
seconda i miei detti...
Se insisti, se accetti,
te... perdi con me.

UGO
(ad Adelia)
Oh! quale nell'anima mi poni scompiglio!
Che temi? che palpiti? qual vedi periglio?
Nasconder del core gli affetti non soglio,
palesi li voglio: son degni di te.

BIANCA
(Che penso? che medito?... qual volgo sospetto;
qual furia, qual demone, mel suscita in petto?
Si scacci: è tremendo: mi desta terrore.
Delirio è d'un core ch'è fuori di sé.)

LUIGI
(a Folco)
Qual cor può comprendere la smania ch'io sento?
Scoprir vo la perfida, scoprirla pavento:
a tórmi la benda, e sciogliermi il velo,
funesto il tuo zelo servigio mi fe'.

FOLCO
(a Luigi)
Ti acqueta, dissimula: per prova saprai
che fosti coi perfidi tu credulo assai.
Dal tuo disinganno, da questa scoperta
dipende la certa salvezza del re.

LUIGI
Ugo!... Udisti?

UGO
Udii.

LUIGI
Più grato
te credeva a tal favore.

UGO
Grato, io sì...

ADELIA
(interrompendolo)
Non io. Donato sol da me sarà il mio core

BIANCA
(Io respiro.)

LUIGI
E a te lo chiedo
d'Ugo in nome: e posso io credo...

BIANCA
Nulla puoi sul cor di lei...

UGO
Né al suo cor far forza io vo.

LUIGI
Lei ricusi.

UGO
Il deggio.

LUIGI
Il déi?
(prorompendo)
Traditori! or còlti io v'ho.

TUTTI
Qual favella!

LUIGI
E omai svelata
l'empia fiamma che nudrite.

UGO
Io! che sento?

ADELIA
(Sventurata!)

UGO
Io!

LUIGI
(alle guardie)
Sì: lo custodite.

TUTTI
Che mai tenta?...

UGO
Quale oltraggio?...
D'insultarmi hai tu coraggio?
A tal onta ardisci espormi,
osi tu tal fallo appormi?
Chi mi accusa?

LUIGI
(accennando Bianca)
Quel pallore, quel terror ti denunziò.

TUTTI
(Giusto cielo!)

BIANCA
(Oh, mio furore!)

UGO
(Ah! qual vel mi si squarciò!)

BIANCA
Sì, superbo... il vero ascolta.
L'amo...

ADELIA
Ah! taci...

BIANCA
Io lo ripeto.
L'amo, sì: ma né una volta
gli ho svelato il mio segreto...
Mai noi seppe; il ciel ne attesto...
S'avvi error, mio tutto egli è.

LUIGI
Mentitrice!

CORO
(Oh! funesto.)

LUIGI
Mal lo scusi.

UGO
M'odi, o re!
Sa ciascun, tu stesso il sai,
di qual tempra è d'Ugo il core,
se mentir potrebbe mai
per lusinga o per timore.
Giuro, o re, per l'onor mio
vòlto ad altra è il mio pensier.

TUTTI
La palesa.

UGO
(veggendo il timor d 'Adelia)
Non poss'io.

BIANCA
(Vòlto ad altra!)

LUIGI
Menzogner!

BIANCA
(ad Ugo)
Non mentir: palesa il vero...
Io l'esempio a te ne diedi...
io saprei del mondo intiero
per te l'ira disfidar.
Di cambiar così fingendo
la mia mente invan tu credi:
nulla v'ha per me d'orrendo,
nulla più del dubitar.

UGO
(a Bianca)
Sciagurata! ah! tu non sai,
qual ferita a me recasti!
Non avessi osato mai
tu, crudel, di favellar!
Della Francia lo sgomento,
l'onta mia, la tua ti basti.
Di più tristo e crudo evento
ch'io non t'abbia ad accusar.

LUIGI
(a Bianca)
Forsennata! è il ver palese:
sì, purtroppo invan lo tace.
Altre colpe ed altre offese
io vi debbo rinfacciar.
Il mio trono è insidiato,
è distrutta la mia pace...
Ma, ch'io resti invendicato,
coppia rea, non lo sperar.

ADELIA
Cessa... parti... ah! non si dia
scena al regno ancor più trista...
Morta io fossi, ah! morta pria
che la madre abbandonar!

FOLCO
Vieni, o sire: ti allontana:
lor perfidia appieno hai vista...
Questa coppia audace, insana
noi saprem punir, frenar.

CORO
(Ah! non anco il ciel placato
con un regno sventurato.
Ah! del padre il fato orrendo
segue il figlio a minacciar.)

FOLCO
Rendi il ferro.

UGO
(spezza la spada)
Io tal lo rendo.

FOLCO
(Incomincio a trionfar.)

Tutti partono. Ugo è condotto tra le guardie.

Prigione ove è rinchiuso Ugo.




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