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Felice Romani
Ugo conte di Parigi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena dodicesima. Ugo solo
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Scena dodicesima. Ugo solo

 

UGO
Aure di morte io qui respiro ognora!...
Ma pur m'è caro il rammentar che Adelia
per me d'amor sospira...
Ah! m'ebbi ognor presente in questo loco
il che il labbro mio
tremante a lei porgea l'estremo addio;
ella la man mi strinse e un solo accento
profferire il dolor non le permise:
ma oppressa dal martiro
tutto il suo dir converse in un sospiro.
Tacqui allor, l'abbandonai...
E il bene, l'idol mio
come indietro il piè lasciava,
mi fermava, e lei chiamando
esclamava sospirando,
infelice è questo cor!
Cara Adelia, idolo mio,
infelice è questo cor.
Ma di tante ingiuste pene
n'avrà un Nume alfin pietà,
tornerò qual pria, ma Adelia
forse mia più non sarà!
Se ad altro amore
ti astrinse il Fato,
i tuoi bei di
non turberò.
Ma almen dirai
colui che amai,
virtù nudrì,
onor serbò;
e lui da forte
con la mia morte
chi mi tradì,
salvar saprò.
Chi giunge?




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