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BIANCA
Bianca!
UGO
Tu!
BIANCA
Stupir ne déi?
Bianca non dorme. A tal siam giunti omai
che né sbarre, né carcere, né ferri
più divider ne ponno.
UGO
Oh! che favelli?
Siam divisi per sempre.
BIANCA
Uniti siamo...
uniti, sì, non paventar. Qui Bianca
più di Luigi impera; i ceppi tuoi
per me cadranno e tosto; e guerra a morte
intimeremo ai miei nemici e ai tuoi.
UGO
Ch'io divenga ribelle? e dir mel puoi?
Con questa macchia in fronte
me non vedrà la Francia.
BIANCA
Ed io l'avrei
forse minore, se il trionfo nostro
fosse men certo! Pur, se il vuoi,
la spada
resti oziosa, e a queste mura inique
volgiam, se giova, fuggitivi il tergo:
vieni: securo albergo
ci fian miei stati. D'Aquitania
il regno
è tuo da questo istante.
UGO
Un regno, o Bianca...
un regno non usurpo... io lo difendo.
BIANCA
Amor tel dona.
UGO
Il doni altrui.
BIANCA
Che intendo?
Tu lo sdegni?... parla... forse
perché a Bianca lo dovresti?
UGO
Ben lo sai. Già un anno corse
che ad altr'uom lo
promettesti.
BIANCA
L'obliai, sì, l'obliai...
Né creduto avrei giammai
che dovessi in questo istante
rammentarlo a Bianca tu.
Ah! tu sei d'un'altra amante!
Ah! non déi celarlo più.
UGO
Più nol celo. Ah! m'odi...
in volto
qual furore ti scintilla?
BIANCA
È sorpresa... ma... t'ascolto.
Ami? chi?... son io
tranquilla.
UGO
No, noi sei: ti sforzi invano.
Sempre ignoto, sempre arcano
esser debbe a te l'oggetto
che il destin m'impose amar.
Ah! ti basti che d'affetto
non potrei giammai cambiar.
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