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Felice Romani
Ugo conte di Parigi

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  • ATTO SECONDO
    • Scena seconda. Emma, Luigi, indi coro di cavalieri
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Scena seconda. Emma, Luigi, indi coro di cavalieri

 

LUIGI
Lasciami... il sen materno
è vile usbergo a un re.

EMMA
No, non ti lascio,
teco son io. D'Ugo io non temo il ferro...
d'altri nemici io tremo. Oh, figlio mio!
Il tradimento ti uccideva il padre.

LUIGI
E a me serbato il suo destino, o madre.
Funesto dono io m'ebbi,
funesto dono in Bianca.

EMMA
E dal tuo fianco
voll'io scostarla. Il mio voler fu vano...
credesti a Folco. Ah! tolga il ciel che un giorno
non ti sia più funesto il suo consiglio.

LUIGI
(ai cavalieri che entrano)
Che fia? Vinti siam noi?

CORO
Cessò il periglio,
scampo ne vien concesso
d'onde si attese meno...
il tuo nemico stesso
tenne i ribelli a freno...
tutti deposte han l'armi,
e solo ei move a te.
Miralo.

TUTTI
È desso.




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