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UGO
O re! vengo a scolparmi.
Io né di Bianca al core,
né al regal seggio aspiro: al tuo cospetto
la donna io guido ch'io sceglieva in pria
che la sua man concessa
mi avessi tu. Vedila.
LUIGI e CORO
Adelia!
ADELIA
Io stessa.
Dell'innocenza sua mallevadrice
a te ne vengo. Ai prieghi miei soltanto
d'amarmi ei tacque, ed a tacer ne astrinse
timor di Bianca.
UGO
Dall'irata suora
salvala or tu. Nelle materne braccia
fa che ritorni illesa; ove sospetto
di me ti resti, e prigionier mi vogli,
io depongo l'acciaro.
LUIGI
Ah! lo ritogli.
Prova mi dai, lo sento,
che il mio sospetto sgombra:
pure a fugarne ogni ombra
vieni all'altar con me.
Sacro e solenne rito
consacri il giuramento
ch'io non sarò tradito,
ch'ella fia sposa a te.
UGO
Io tel prometto.
LUIGI
Abbracciami.
EMMA e ADELIA
Oh! gioia!
CORO
Oh! dì beato!
ADELIA
Un prego sol consentami,
sire, il tuo cor placato...
Bianca...
LUIGI
Ai materni lidi
fido drappel la guidi
dagli occhi miei lontana
al nuovo dì ne andrà.
CORO
Lo meritò l'insana...
stancò la tua bontà.
LUIGI
Quanto mi costi a svellere
lo stral che m'ha ferito,
quanto mi resti a gemere
solo quest'alma il sa.
Un dì vedrà la barbara
quale sdegnò marito;
ed il suo cor medesimo
vindice mio sarà.
TUTTI
L'offese tue dimentica,
i suoi furori oblia.
Non ella al paro immemore
di tue virtù vivrà.
Vieni: ed il ben de' popoli
piena mercé ti sia;
mille avrai cor che t'amino,
se amarti il suo non sa.
Vestibolo che mette a domestico oratorio: alcuni
monumenti qui e là per la scena. È notte.
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