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| Salvatore Cammarano Poliuto IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena seconda. Tempio di Giove. Callistene, Severo, Felice, Paolina, sacerdoti e popolo armenio
Al sacrifizio che può dai cardini
Tu dell'Armenia a te fedel.
La tua possanza seguaci stolti d'un falso nume,
Sia maledetto del gran tonante e fra tormenti, gli sia negata la tomba ancor, si, si, si, Di lui non resti
Magistrati, guerrieri, popolo, delle celesti vedette il giorno! Io l'affrettai, non v'ha del tempio istesso.
(ad un cenno di Callistene
È ver.
(indicando Nearco fra le guardie) Quest'empio è nemico degli Dei: securo avviso n'ebbi che aggiunse, uno a tanti seguaci
(a Severo)
E la confermo.
(da sé)
Io?
SI, in nome di colui
Ed io potrei potrei quest'alma? Inorridisco! il sangue chiedimi,
Taci? Entro il più nero carcere l'indegno trascinate, ecc.
(le guardie circondano Nearco, che muove intrepido per uscire.
(da sé) Oh numi!
Quel neofito da voi richiesto ...
Ebben?
Son io.
Tu stesso!
Ah! perfido!
Tu?
Io.
Tu?
Io stesso.
(a Poliuto)
Troncherà, si, supplizio infame
(da sé) Qual preghiera al ciel rivolgo? Tutti irati son gli Dei! ch'altro Dio non, v'ha, no, altro Dio non v'ha per me.)
(da sé) Dio, proteggi l'umil servo ... A morir per te qui vengo, Quel ardore che il sen m'infiamma
Nel delubro ancor rimbomba, ecc.
sì, fra gli estinti, sì, sì, a te, ecc.
(da sé) Qual preghiera al ciel rivolgo? Tutti irati son gli dei! ch'altro Dio non v'ha per me, ecc.
gloria e vita in grembo á Dio! porgan laudi al Creator; al Creator, gloria al Creator, al Creator, ecc. s'apparecchia in ciel per te!
Pena eterna fra gli estinti, eterna,
Questo ardor che il sen m'infiamma Tutto ardor del ciel non è, ecc.
impadronirsi di Poliuto)
No, crudeli ... no, crudeli ...
E che pretendi?
S'obbedisca.
A morte.
... lo difendi!
A morte.
Lo difendi ...
Egli è reo.
Ah! padre!
(a Callistene) Deh! Tu ... ah! tu ... (prostrandosi a Severo)
Che pretendi?
Che!
... la mia smania ...
... gemente ...
.. il duolo ...
... a' piedi miei!
Ah!
Qui morrò, se a me tu nieghi la sua vita ...
Ed io potrei?
Tu, per me, costui tu preghi! ecc.
Il fui
Che parli?
Ah! nol sono.
Ah! sposo mio!
Sciolgo, esecro il nodo infame onde un giorno a te m'ha stretto, questo dio bugiardo, infame ...
TUTTI Ah!
Tu? Ah! va ...
l'audace, ecc.
Ah! che facesti! innocente io sono ...
Ed io dovrò?
Va ...
Ah!
Va. mi fia d'ogni altra gioia maggior ...
No, gl'infelici non hanno un Dio! È sol mia colpa il destino mio! Ah! se alcun di voi pietà conosce,
m'è dato in breve ... Ella abborrirmi, E ognor funesto, non cangia tempre il mio destino persecutor, ecc. No, no, me sventurato! Son io per sempre morto all'amor.
Sia maledetto chi reca insulto del gran Tonante al sacro culto. Muoia deserto e muoia fra tormenti, gli sia negata la tomba ancor, ecc.
tu di costanza arma quel cor, ecc.
o figlia, a te rimane un padre ancor, fra le mie braccia ricovra, o figlia, ancor ti resta un genitor, ecc.
Ah!
Sia maledetto chi reca insulto del gran Tonante al sacro culto. Muoia deserto e muoia fra tormenti, gli sia negata la tomba ancor. La polve iniqua sperdano i venti ... Di lui non resti che infamia e orror, ecc.
(Poliuto e Nearco partono fra le guardie)
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