|
SINISCALCO
Venga ciascun qual fulmine
agli ordini ch'io dono;
rispetto alla mia carica,
Gran Siniscalco io sono:
la principessa imposemi
l'ordine d'ordinar,
dunque... umilmente uditemi,
ordino... il desinar.
PEDRIGO
(Ahi! Ahi! qui vien
l'imbroglio:
non so che dir, che far.)
GIANNI
(Gonfio è costui d'orgoglio,
ma gli dovrà passar.)
SINISCALCO
Ebben? Ciascuno è immobile!
Il locandier non viene!
PEDRIGO
(facendosi avanti)
(Qui perorar conviene.)
SINISCALCO
Dov'è colui?
PEDRIGO
Son qua.
(con sommo imbarazzo)
Signor... poiché l'onore...
mi ha fatto d'onorarmi...
avrò l'onor maggiore...
di dirle e protestarmi...
che il pranzo... da pranzare...
l'albergo... d'albergare...
stanze, cucina e conto
tutto era pronto... ma...
SINISCALCO
Che ma?
PEDRIGO
(accennando Gianni)
Quel galantuomo
per me risponderà.
SINISCALCO
(sorpreso e sdegnato)
Eterni Dei! Quest'uomo
chi è, che vuol, che fa?
GIANNI
(alzandosi e presentandosi al Siniscalco con grande
disinvoltura)
Di Parigi io son borghese;
corro il mondo a passo a passo:
mi diverto alle mie spese,
con nessuno il capo abbasso,
sol se incontro un'osteria
io la vado a visitar.
PEDRIGO
Visitato ha pur la mia,
e occupato il desinar.
SINISCALCO
Come!... come!... Vada via:
o con me l'avrà da far.
PEDRIGO
(a Gianni)
Intendeste?
GIANNI
Intesi: e resto.
PEDRIGO
Si può dar?...
SINISCALCO
Va via, buffone.
GIANNI
Dopo il pranzo.
SINISCALCO
Sorti presto
dalla porta o dal balcone.
GIANNI
La gentil proposizione
mi è impossibile accettar.
SINISCALCO
(Poffar Bacco! 'sti
borghesi
hanno teste molto strambe.
Siniscalco, forte in gambe.
Non lasciarti sopraffar.)
GIANNI
(Mai non vidi e non intesi
un bel giuoco al par di questo;
se al principio eguale è il resto,
gran risate che ho da far!)
PEDRIGO
(Parta o resti, quel ch'io presi
più non rendo ad ogni modo:
locandiere, muso sodo,
non istarti a sgomentar.)
(odesi rumor di carrozze.)
SINISCALCO
Esci, vola; ecco i corrieri
che precedono sua altezza.
GIANNI
La vedrò ben volentieri:
amo molto la bellezza.
SINISCALCO
Ed insisti?...
GIANNI
Di restare.
SINISCALCO
E pretendi?...
GIANNI
Desinare.
SINISCALCO
(a Pedrigo)
Oh! cospetto! La vedrai...
Tu, briccon, la pagherai...
PEDRIGO
Io che ci entro, poveretto?
SINISCALCO
È tua colpa... è tuo difetto...
PEDRIGO
(a Gianni)
Per pietà, signor borghese...
SINISCALCO
Ambedue farò impiccar.
Sì, furfanti, si, fra poco
tanto eccesso fia punito:
un par mio non va schernito,
chi son io vi vo' insegnar.
(Tanta bile in me si desta,
che mi sento soffocar.)
GIANNI
Io, signor, non prendo foco;
l'ira nuoce all'appetito,
ed il pranzo stabilito
indigesto mi può far.
(Una scena come questa è difficile a trovar.)
PEDRIGO
Messer Gianni, è lungo il gioco...
mi ponete a mal partito.
Eccellenza, ei mi ha tradito...
lui dovete condannar.
(Ah! se salvo la mia testa
un miracolo mi par.)
(partono)
Cortile nella locanda.
|