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Felice Romani
Gianni di Parigi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena settima. Siniscalco, Pedrigo, Gianni. Gianni sta seduto tranquillamente in disparte. Pedrigo tenta di celarsi più che può fra il seguito del Siniscalco
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Scena settima. Siniscalco, Pedrigo, Gianni. Gianni sta seduto tranquillamente in disparte. Pedrigo tenta di celarsi più che può fra il seguito del Siniscalco

 

SINISCALCO
Venga ciascun qual fulmine
agli ordini ch'io dono;
rispetto alla mia carica,
Gran Siniscalco io sono:
la principessa imposemi
l'ordine d'ordinar,
dunque... umilmente uditemi,
ordino... il desinar.

PEDRIGO
(Ahi! Ahi! qui vien l'imbroglio:
non so che dir, che far.)

GIANNI
(Gonfio è costui d'orgoglio,
ma gli dovrà passar.)

SINISCALCO
Ebben? Ciascuno è immobile!
Il locandier non viene!

PEDRIGO
(facendosi avanti)
(Qui perorar conviene.)

SINISCALCO
Dov'è colui?

PEDRIGO
Son qua.
(con sommo imbarazzo)
Signor... poiché l'onore...
mi ha fatto d'onorarmi...
avrò l'onor maggiore...
di dirle e protestarmi...
che il pranzo... da pranzare...
l'albergo... d'albergare...
stanze, cucina e conto
tutto era pronto... ma...

SINISCALCO
Che ma?

PEDRIGO
(accennando Gianni)
Quel galantuomo
per me risponderà.

SINISCALCO
(sorpreso e sdegnato)
Eterni Dei! Quest'uomo
chi è, che vuol, che fa?

GIANNI
(alzandosi e presentandosi al Siniscalco con grande
disinvoltura)
Di Parigi io son borghese;
corro il mondo a passo a passo:
mi diverto alle mie spese,
con nessuno il capo abbasso,
sol se incontro un'osteria
io la vado a visitar.

PEDRIGO
Visitato ha pur la mia,
e occupato il desinar.

SINISCALCO
Come!... come!... Vada via:
o con me l'avrà da far.

PEDRIGO
(a Gianni)
Intendeste?

GIANNI
Intesi: e resto.

PEDRIGO
Si può dar?...

SINISCALCO
Va via, buffone.

GIANNI
Dopo il pranzo.

SINISCALCO
Sorti presto
dalla porta o dal balcone.

GIANNI
La gentil proposizione
mi è impossibile accettar.

SINISCALCO
(Poffar Bacco! 'sti borghesi
hanno teste molto strambe.
Siniscalco, forte in gambe.
Non lasciarti sopraffar.)

GIANNI
(Mai non vidi e non intesi
un bel giuoco al par di questo;
se al principio eguale è il resto,
gran risate che ho da far!)

PEDRIGO
(Parta o resti, quel ch'io presi
più non rendo ad ogni modo:
locandiere, muso sodo,
non istarti a sgomentar.)
(odesi rumor di carrozze.)

SINISCALCO
Esci, vola; ecco i corrieri
che precedono sua altezza.

GIANNI
La vedrò ben volentieri:
amo molto la bellezza.

SINISCALCO
Ed insisti?...

GIANNI
Di restare.

SINISCALCO
E pretendi?...

GIANNI
Desinare.

SINISCALCO
(a Pedrigo)
Oh! cospetto! La vedrai...
Tu, briccon, la pagherai...

PEDRIGO
Io che ci entro, poveretto?

SINISCALCO
È tua colpa... è tuo difetto...

PEDRIGO
(a Gianni)
Per pietà, signor borghese...

SINISCALCO
Ambedue farò impiccar.
Sì, furfanti, si, fra poco
tanto eccesso fia punito:
un par mio non va schernito,
chi son io vi vo' insegnar.
(Tanta bile in me si desta,
che mi sento soffocar.)

GIANNI
Io, signor, non prendo foco;
l'ira nuoce all'appetito,
ed il pranzo stabilito
indigesto mi può far.
(Una scena come questa è difficile a trovar.)

PEDRIGO
Messer Gianni, è lungo il gioco...
mi ponete a mal partito.
Eccellenza, ei mi ha tradito...
lui dovete condannar.
(Ah! se salvo la mia testa
un miracolo mi par.)
(partono)

Cortile nella locanda.




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