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Felice Romani
Gianni di Parigi

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  • ATTO PRIMO
    • Scena tredicesima ed ultima. Gianni, Oliviero e detti
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Scena tredicesima ed ultima. Gianni, Oliviero e detti

 

GIANNI
Cacciarmi! Più gentile
io credo la beltà.

La Principessa e Gianni si esaminano vicendevolmente.
Intanto Oliviero si appressa a Lorezza e si trattiene
scherzosamente con lei.

PRINCIPESSA
(Non m'inganno: il prence è quello:
a' miei sguardi invan si cela:
quel sembiante assai lo svela
pien
di grazia e nobiltà.)

GIANNI
(Ah! se come il volto ha bello,
egualmente ha bello il core,
sospirar, languir d'amore
a' suoi piedi mi vedrà.)

SINISCALCO
(S'ella è sana di cervello,
se d'onor le voci ascolta,
tutte quante in una volta
il briccon le pagherà.)

PEDRIGO
(Chi sa mai dove il flagello
a cader andrà fra poco?
Se sua altezza prende foco
male assai per tutti andrà.)

OLIVIERO
Non fuggite, o viso bello,
d'ingannar non son capace:
sono, è vero, un po' vivace,
ma fedele alla beltà.

LOREZZA
Signorino, andiam bel bello,
io non credo al vostro omaggio:
so che amor nel cor d'un paggio
presto viene, e presto va.

GIANNI
Chiedo scusa se mi avanzo
alla buona e con franchezza;
ma sapendo che da pranzo
qui non c'è per vostra Altezza,
io la prego d'aggradire
quel ch'io faccio preparar.

SINISCALCO
Insolente! hai tanto ardire?

GIANNI
Gentilezza anzi mi par.

SINISCALCO
Principessa, lo sentite?
Proferite... decidete...
Qual partito prenderete?

PRINCIPESSA
Il partito... d'accettar.

TUTTI
Accettar!

PRINCIPESSA
Non altramente
far poss'io, signor borghese,
per risponder degnamente
ad invito si cortese,
che gradirlo di buon core,
e del pranzo profittar.

SINISCALCO
Veglio o sogno?

GIANNI
Oh! qual favore!

PEDRIGO e LOREZZA
(Mi comincio a confortar.)

PRINCIPESSA
Nel suo scherzo lo seconda,
ma scoprirsi alfin dovrà.

GIANNI, OLIVIERO e LOREZZA
Non si trova in tutto il mondo
grazia unita a tal bontà.

SINISCALCO
Io stupisco e mi confondo:
è impazzita in verità.

PEDRIGO
Ciò vuol dire chiaro e tondo
che gran mal non ci sarà.

TUTTI
Finché il pranzo e la mensa si appresta,
l'appetito fra' giuochi s'inganni;
passa il tempo con rapidi vanni
dove alberga la gioia e il piacer.

PRINCIPESSA
(Non vi è idea più bizzarra di questa:
vo' lo scherzo seguire e tacer.)

GIANNI e OLIVIERO
(Vieni amore, concorri alla festa,
e seconda il gentile pensier.)

SINISCALCO
(Se sua altezza ha perduta la testa,
ch'io la perda egualmente è mestier.)

PEDRIGO e LOREZZA
(Finalmente passò la tempesta,
e possiamo cogli altri goder.)




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