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GIANNI
Sì, mio ben: tu mia sarai,
mia per sempre, eternamente...
Non può il cor, non può la mente
tanta gioia contener.
Il rigor, gli affanni immensi
del destin più crudo e rio
tutto, ah, tutto andrà in oblio
nell'eccesso del piacer.
Quand'io ti stringerò
a questo amante cor,
allor io ti dirò
quanto penai finor.
Tu mi sarai mercé
del lungo mio soffrir...
Viver vogl'io con te,
con te vogl'io morir.
PRINCIPESSA
Che vi par, Siniscalco,
di sì bell'apparecchio?
SINISCALCO
Anch'io sorpreso
ne son con voi: magnifico mi pare.
Ma... altezza, il desinare...
PRINCIPESSA
(come sopra)
Impossibil mi sembra
che ordinato tal pranzo abbia sì presto.
SINISCALCO
Sorpreso anch'io ne resto;
maggior di sé lo fece
di servirvi la brama...
Ma il desinar, madama...
GIANNI
(al Siniscalco)
Io vi ringrazio,
che servirmi d'interprete volete.
PRINCIPESSA
Andiam.
(avviandosi alla tavola)
SINISCALCO
(Respiro alfin.)
PEDRIGO
Posto prendete.
(siede, e fa seder Gianni alla destra,
e il Siniscalco alla sinistra)
GIANNI
Procuriamo che il pranzo sia più gaio col canto. Che vi par,
Siniscalco, del pensiere?
SINISCALCO
Io son d'altro parere: quando mangio non canto.
GIANNI
Ebben: mangiate.
Ascolterete almen.
SINISCALCO
(sempre mangiando)
Si, si: cantate.
GIANNI
Comincia tu, Oliviero,
la canzon del poeta provenzale.
Una strofa per un ne canteremo.
PEDRIGO
E noi risponderemo
con allegra ballata alla canzone.
OLIVIERO
Io son pronto.
PEDRIGO
(ai villani e villanelle ecc.)
Silenzio ed attenzione.
Oliviero comincia la canzone. Dopo la prima strofa le
villanelle vanno lietamente ballando.
OLIVIERO
«Mira, o bella, il trovatore
a tuoi piedi:
tutto in lui t'esprime amore:
tu nol vedi.
Deh lo guarda un sol momento;
deh lo ascolta con pietà...
questo dolce sentimento
fa più bella la beltà.
Ah! s'è ver che il trovatore
sia fedele,
non avrà la bella il core
più crudele.
Una timida incertezza
sol ritrosa ancor la fa...
Una dolce sicurezza
del rigor trionferà.»
Finita la canzone tutti si alzano: cessano le danze.
PRINCIPESSA
Bravo, signor borghese!
Ben scelta è la canzone, ed eseguita
d'una maniera assai sentimentale.
Che vi par, Siniscalco?
SINISCALCO
Non c'è male.
Ma il desinar, altezza,
il desinar fu cosa sorprendente:
comincio veramente
a ricredermi un poco...
amico, avete proprio un bravo cuoco.
GIANNI
Altezza, quanto io feci
è nulla al paragon di quanto merta
il rango e la beltà di cui splendete:
ogni pregio si oscura ove voi siete...
Ma dei momenti vostri
abusar non vorrei. Termini, amici,
con generale brindisi la festa,
e si dia lode alla bontà di lei,
che della sua presenza
onorò questo luogo, e della nostra
umile mensa non è stata schiva.
Viva la Principessa!...
TUTTI
(bevendo intorno)
Evviva, evviva.
OLIVIERO, SINISCALCO, PEDRIGO,
LOREZZA e CORO
Persona più amabile
non v'è di sua altezza:
il solo suo merito
non è la bellezza:
il pregio migliore
consiste nel core,
il vanto più nobile
e tanta bontà.
PRINCIPESSA e GIANNI
(Sì, questo è l'amabile
oggetto bramato:
i moti mel dicono
che in sen m'ha destato:
già vedo in quel ciglio,
del core il periglio,
già sento che l'anima
resister non sa.)
Partono tutti.
Appartamenti.
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