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CORO
Si canti il piacer,
la gioia e l'amor,
soavi pensier
d'un tenero cor.
Ma intanto che far?
Nessun ci sa dir
se dessi restar,
se dessi partir.
(si ritirano)
OLIVIERO
Signore, è preparato
quanto avete ordinato. Ecco i compagni
che aspettano bramosi di sapere
quando si parte, o se si resta ancora.
PEDRIGO
Altezza, è già mezz'ora
che i cavalli son pronti, e l'altre
dame
non aspettan che voi.
PRINCIPESSA
Tutte venite.
Entrano i cori.
SINISCALCO
Si parte, sì o no?
GIANNI
Silenzio! Udite.
(prima al Siniscalco, indi ai compagni)
Bravi compagni miei, pria di partire
da questo lieto albergo, io vo' che tutti
a parte siate d'una gran novella.
Io sono sposo, e quella
che la sua man m'accorda è di Navarra
la gentil Principessa.
PEDRIGO
(Delira.)
LOREZZA
(E matto.)
SINISCALCO
(confuso)
Voi madama!
PRINCIPESSA
(con sicurezza)
Io stessa.
Dopo un maturo esame
di tutti i pretendenti alla mia destra,
vedo che questo amabile francese
ogni rivale nel mio core ha vinto.
Un dolce e ignoto istinto
qui condusse i miei passi, e qui trovai
chi spogliarmi dovea del mio rigore.
SINISCALCO
Altezza!... oh! disonor!
PRINCIPESSA
Qual disonore?
A ciascun noto sia
che al prence ereditario della Francia
gli affetti io dono e insiem la destra mia.
PEDRIGO
Gianni?
GIANNI
Io stesso.
SINISCALCO
Perdonate.
PRINCIPESSA
Siniscalco, l'approvate?
Fausto sempre splenda il sole,
sempre il fato a noi sorrida,
di costanza la più fida
dolce imene sia mercé.
Scorra ognor la nostra vita
qual ruscello in via fiorita,
dall'amore fecondata,
coronata dalla fé.
D'un'alma che languìa
son frante le catene,
ed or godrà d'un bene
che mai potea sperar.
La fredda gelosia
nel tuo bel cor non scenda,
e da me solo apprenda
siccome ei deve amar.
GLI ALTRI
Sempre si lieto e fausto
del vostro nome adorno,
vedrem sì caro giorno
felice ritornar.
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