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Domenico Gilardoni
Gianni da Calais

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  • ATTO PRIMO
    • Scena seconda. Metilde uscendo dalla casa di Guido. Quindi Rogiero, Corrado, scudieri, Adelina, Arrigo, damigelle e Guido
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Scena seconda. Metilde uscendo dalla casa di Guido. Quindi Rogiero, Corrado, scudieri, Adelina, Arrigo, damigelle e Guido

 

METILDE
Udir mi parve un mormorar di gente...
Ma no... m'illuse l'agitata mente.
Seconda, o ciel pietoso,
un'opra tanto ardita,
che imen compir m'addita,
che detta un fido amor.
Ma Guido a che s'invola?
L'amica indugia ancora...
Tu, almeno a chi t'adora,
deh.' vola, o mio tesor.
Se ignori chi sono,
e m'ami costante,
già presso è l'istante,
che grata mercede
la bella tua fè
richiede da me.
Ed ove orgoglio
regnar ti contrasti,
allora ti basti
che scettro, che soglio
calpesti il mio piè
per viver con te.
Adelina?...

ADELINA
(seguita da Arrigo e dalle damigelle)
Amica...

METILDE
Ah, taci...

ADELINA
Ma...

METILDE
Di là co' suoi seguaci
vien Rogiero. Ah, non scoprirmi.

ADELINA
E celarti a lui perché?

METILDE
Tanto arcano io meco serbo,
che affidar pria deggio a te.
(si copre con un velo)

ROGIERO
(seguito da Corrado, Guido, scudieri)
Che mai veggio! Qui Adelina!

ADELINA
Prence!

ROGIERO
E nota a te colei?

ADELINA
Troppo.

ROGIERO
Ed è?

ADELINA
Tacer m'impose.

ROGIERO
Ma il sovran?

ADELINA
Da me l'udrà.
E appressarsi a lei chi ardisca,
tremi! Il fio ne pagherà!

ROGIERO
A quell'accento
m'invade un fremito!
Mi freno a stento;
ma l'ira in seno
convien reprimere,
e tant'audacia
domar saprò,
quando del regno
l'impero avrò!

ADELINA
Non più languire,
d'affanno gemere,
nel duol morire,
per lei ch'estinta
da ognun piangeasi,
il veglio misero io mirerò,
ma in poch'istanti
gioir vedrò!

METILDE
L'ira, il furore
non sa reprimere
quel traditore!
Ma più tormenti
dovranno opprimerlo
allor che intrepida
mi svelerò,
e figlio e sposo
gli additerò!

GUIDO, CORRADO, ARRIGO e CORO
Fugge l'aspetto
di noi, del principe
cupo è il suo detto;
ostenta ardire.
A lei disvelasi,
a lei sol fidasi,
solo parlò.
Qual alto arcano
serbar mai può!

ROGIERO
Corrado, amici, i passi miei seguite.
Al sovrano si narri un tanto arcano.

Parte con Corrado e gli scudieri.

ADELINA
Arrigo, veglia intorno, se qui ne venga alcuno.

GUIDO
Ho capito. Non vonno testimoni.
Entra nella torre.

ADELINA
N'è lunge ognun. Siam sole.

METILDE
Oh! fid'amica,
Metilde più non è
qual da te si divise.

ADELINA
Come? Ti spiega?

METILDE
Sposa e madre io sono.

ADELINA
Che sento!

METILDE
Il figlio là riposa. E Gianni,
l'armator di Calais,
è il mio consorte. In brev'ei giugnerà,
né sa che pria di lui qui posi il piede.

ADELINA
Ma non ignora chi tu sei?

METILDE
Lo ignora.

ADELINA
Ah! dimmi, a che fuggisti?

METILDE
Ti sovvenga,
che l'obbedienza sol mi trascinava
a stringer nodo coniugale, odiato,
con Rogiero, che il soglio per mia destra
posseder desiava!
Il dì che precedea quel destinato
a tanto sacrifizio, ben rammenti
che in villereccia festa
ognun si rimanea.
Fu allor che, immersa nel dolor, dal parco
giunsi alla spiaggia, ove, trovando a caso
un piccolo battel, mi v'imbarcai.
Più non vedea, né udìa...
Ahi! quando scorsi che disciolta avea
questa corda, che il legno
ad un'asta fermava,
l'onda agitata da improvviso turbo!...
Me scopre allor un affrican pirata,
e preda sua divento!...

ADELINA
Che ascolto!

METILDE
Sopraggiunge
il franco capitan. Mi salva. A lui
disvelarmi non fe' l'atro pensiero

che, ritornando in patria,
all'odiato Rogier cadeva in braccio!
Il valoroso Gianni amor mi esprime.
Riconoscenza nel mio cor si desta.
La sua destra accettai. Fui sua consorte.>
Rustano solo, un uom, che seco è ognora,
me conobbe, ché qui ne stava un tempo;
ma promise, giurò,
il mio grado celar.

ADELINA
Svelarti adunque al re?...

METILDE
No. Pria m'attendo scoprirmi in altra guisa.

ADELINA
E quale?

METILDE
M'odi:
Gianni vér Portogallo
sciór le vele dovea;
le immagini del figlio, di me stessa
feci ritrar sovra la sua bandiera.
La ragione gli tacqui,
e il pregai che approdando a questo porto
la dispiegasse. Ond'è perciò che anelo
di Rogiero, del padre alla sorpresa,
lor moti ponderar, prender consiglio.

ADELINA
Ah sì, ben divisasti. Al tuo disegno
arrida il cielo! Io ti precedo. Arrigo
teco rimanga, e col fanciullo insieme
alla reggia ti adduca,
onde in più ricche spoglie
al genitor poi te condur poss'io.
M'udisti?

ARRIGO
Intesi.

ADELINA
A me t'affida.

METILDE
Addio.

Adelina parte colle damigelle. Metilde con Arrigo va a
prendere il figlio.




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