Scena sesta. Il Re, Rogiero, un Ufiziale e gli scudieri;Adelina,
Arrigo e le Damigelle. Quindi Gianni e Metilde col
figlio. Infine Corrado
ADELINA
Sire!
RE
Duchessa, la bandiera io vidi.
Alla figlia la immago appien somiglia.
ADELINA
Dunque?
RE
(all'Ufiziale)
Gianni s'inoltri. A me si adduca.
ROGIERO
E l'incognita?
ADELINA
Ognun la rinverrà
in lei che al regal piede io condurrò...
Pria l'armator si ascolti.
ROGIERO
(Qual sospetto!)
UFIZIALE
Ecco. Quegli è il sovrano.
RE
Sorgi. Veder vogl'io la tua bandiera.
GIANNI
Anche vostra maestà?
RE
Dimmi, chi è mai colei che v'è ritratta!
GIANNI
Mia moglie!
TUTTI
Moglie!
GIANNI
Moglie.
(Che, forse non son uom da
prender moglie!)
RE
E quel fanciullo che l'è accanto?
GIANNI
Il figlio.
TUTTI
Figlio!
GIANNI
(Un'altra sorpresa!)
RE
La patria della madre?
GIANNI
Oh, questo poi,
da capitan d'onore, che nol so.
Saran
circa anni sei, che da un pirata
io la salvai. Ed altro a me non disse,
che in alto mar sospinto avea tempesta
un suo battello.
RE
Il nome?
GIANNI
Metilde.
TUTTI
E dessa!
GIANNI
(Io non capisco nulla.)
RE
Rogiero, eleggo te per comandante.
Più navi vér Calais sciolgan
le vele,
e ridonino a un affettuoso padre...
GIANNI
Che! Metilde sarebbe?
RE
Mia figlia...
GIANNI
(Ho perso il fiato!)
Adelina s'incammina per avvertire Metilde.
RE
Ahi! perché la distanza mi ritarda
il ben di riabbracciarla!...
GIANNI
Ah, signore, ella è qui...
RE
Qui! Né a me riede!...
ROGIERO
Che ascolto!
RE
E sarà vero? Ov'è?
ADELINA
Al tuo piede.
Metilde si gitta a' piedi del padre, e 'l suo
figlio corre fra
le braccia di Gianni.
ROGIERO
È dessa! Quegli è il figlio!
Oh, rabbia! oh, mio furor!
SCUDIERI
È dessa! Quegli è il figlio!
Oh, colpa! oh, disonor!
ADELINA, ARRIGO e DAMIGELLE
Immoto a quell'aspetto
rimase il genitor!
RE
(alla figlia)
Sorgi. M'abbraccia. Oh, Dio!
Manca alla gioia il cor.
METILDE
(Un palpito mi desta
la speme ed il timor.)
GIANNI
(al figlio)
Tu, in grembo all'innocenza,
il padre abbracci ancor,
né sai che il padre tuo
è un semplice armator.
Tua madre a te prepara
e regno, e soglio, e onor:
io sol serbar ti posso
l'affetto del mio cor.
Ahi! quando regnerai,
e a lei tu chiederai,
di me che t'abbracciava,
e ti baciava ognor,
da te, da lei diviso,
solo, rammingo errante!...
Chi sa, se in quell'istante,
vivrà tuo padre ancor?
RE
(a Metilde)
Perché da me fuggivi?
Il padre abbandonavi?
E in preda mi lasciavi
al più crudel dolor?
All'onde io ti chiedea,
versando amaro pianto;
e tu godevi intanto...
scordavi il genitor!
METILDE
(al re)
Un nodo che abborriva,
mi rese ingrata e rea!
Mi spinse in altra riva,
mi trasse in tanto error.
Ma quando un puro amore
mi fe' consorte
e madre,
fra sposo e figlio, il padre
io rammentava ognor.
ROGIERO
(agli scudieri)
Udite il labbro altero
come oltraggiarmi ardisce!
A un vile avventuriero
donar la destra, il cor.
Se la mia man spregiava,
la istessa man ch'odiava
por le saprà sul ciglio
lagrime di dolor!
SCUDIERI
(a Rogiero)
Dissimula, disprezza,
non ti curar di lei.
Ascolta i detti miei,
reprimi il tuo furor.
Con fredda calma inganna;
fa che verun ti tema;
ed a vendetta estrema
serbati finto il cor!
ADELINA
(ad Arrigo ed alle damigelle)
Mirate. Ei mentre il fallo
rimprovera alla figlia,
sfavilla per le ciglia
il giubilo del cor.
Vedete. Il fier Rogiero,
come, nell'ira avvolto,
già freme, e tutto in volto
traspare il suo furor.
ARRIGO e DAMIGELLE
(ad Adelina)
Vedrai che a lei d'accanto
il genitor pietoso,
nel darle e figlio e sposo,
perdonerà l'error.
E fra gli oltraggi e l’onte,
vedrai che alfin schernito,
oppresso ed avvilito
cadrà quel traditor.
METILDE
(avvicinandosi a Gianni)
Ebben? mio Gianni...
(Gianni s'inchina)
T'alza.
GIANNI
La figlia d'un sovrano...
METILDE
Che porse a te la mano,
non cangia e muta il cor.
GIANNI
Tanta virtude!
METILDE
Ah! miralo.
(prende il figlio e lo presenta al padre)
É sangue tuo.
RE
Sì, mio
ROGIERO
(Io fremo!)
ADELINA
(Io spero!)
GIANNI
Oh, Dio!
Lo abbraccia!
RE
(s'ode un tamburo)
Qual fragor?...
(a Corrado)
Che avvenne?
CORRADO
Sire, bramano
tutti del regno i grandi
porgerti omaggio e onor.
RE
Or or sarò fra lor.
Seguimi insiem col figlio.
METILDE
E Gianni?
RE
Fuor la reggia,
attenda dal consiglio,
cui forza è consultar,
il suo destino.
ADELINA
Oh, cielo!
ROGIERO
Oh, sorte!
METILDE
Ah! padre...
RE
Taci; e spera;
antica legge il vuole:
la deggio rispettar.
METILDE
Come da lui dividermi?
TUTTI
(al Re)
Vieni, che i grandi attendono.
(poi volti a Metilde)
L'ira non provocar!
METILDE
E ti degg'io lasciar?
GIANNI
Se quella fede
giurata un dì,
se quell'amore
che a me t'unì,
rammenterai,
mi serberai,
morendo ancora
da te lontano,
nell'ultim'ora
io chiuderò
le luci al dì,
lieto dicendo:
non mi tradì!
METILDE
Su quella fede
giurata un dì,
su quell'amore
che a te m'unì,
fidar potrai;
per prova il sai.
E quando, ancora
da te lontana,
nell'ultim'ora
io chiuderò
le luci al dì,
dirai, Metilde
fedel morì.
ROGIERO, CORRADO e SCUDIERI
Su questa fede
giurata un dì,
su quest'amore
ch'entrambi unì,
fiera, improvvisa,
di sangue intrisa,
piombi la spada
de la vendetta!
Distrugga, invada!
Ch'io schiuderò
le luci al dì,
lieto dicendo,
un vil peri!
RE, ADELINA, ARRIGO e DAMIGELLE
Cotanta fede
giurata un dì,
sovra un amore
ch'entrambi unì,
clemenza trovi,
pietà l'approvi!
Trionfi appieno,
vinca natura,
sparga il sereno;
ch'io schiuderò
le luci al dì,
lieto fra loro
che Imene unì.
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