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| Ottavio Rinuccini Euridice IntraText CT - Lettura del testo |
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Atto primo
Pastore del coro Ninfe ch'i bei crin d'oro Sciogliete liete à lo scherzar de'venti E voi ch'almo tesoro Dentro chiudete à bei rubini ardenti E voi ch'à l'Alba in ciel togliete i vanti Tutte venite, ò Pastorelle amanti; E per queste fiorite alme contrade Risuonin liete voci, e lieti canti: Oggi à somma beltate Giunge sommo valor santo Imeneo. Avventuroso Orfeo Fortunata Euridice Pur vi congiunse il Ciel, o dì felice
Ninfa del coro Raddoppia e fiamme e lumi Al memorabil giorno, Febo, Ch'il carro d'or rivolgi intorno
Pastore dei coro E voi celesti Numi Per l'alto Ciel con certo moto erranti, Rivolgete sereni Di pace, e d'amor pieni Alle bell'alme i lucidi sembianti
Ninfa del coro Vaghe Ninfe amorose Inghirlandate il crin d'alme viole Dite liete e festose: Non vede un simil par d'amanti il Sole
Coro Non vede un simil par d'amanti il Sole
Euridice Donne ch'a miei diletti Rasserenate sì lo sguardo, e'l volto Che dentro à vostri petti Tutto rassembr'il mio gioir raccolto Deh come lieta ascolto I dolci canti, e gli amorosi detti D'amor di cortesia graditi affetti.
Ninfa del coro Qual in sì rozzo core Alberga alma sì fèra, alma sì dura Che di sì bell'amor l'alta ventura Non colmi di diletto, e di dolcezza
Aminta Credi Ninfa gentile, Pregio d'ogni bellezza, Che non è fera in bosco, augello in fronda O muto pesce in onda, Ch'oggi non formi e spiri Dolcissimi d'amor sensi, e sospiri. Non pur son liete l'alme e lieti i cori De' vostri dolci amori.
Euridice In mille guise, e mille Crescon le gioie mie dentr'al mio petto Mentr'ogn'una di voi par che scintille Dal bel guardo seren gioia, e diletto; Ma, deh, compagne amate, Là tra quell'ombre grate Movian di quel fiorito almo boschetto E quivi al suon de' limpidi cristalli Trarren liete caròle e lieti balli.
Ninfa del coro Itene liete pur, noi qui fra tanto Che sopraggiunga Orfeo L'ore trapasseren con lieto canto
Coro Al canto, al ballo, all'ombra, al prato adorno Alle bell'onde liete Tutti o pastor correte Dolce cantando in sì beato giorno.
Ninfa del coro Selvaggia Diva e boscherecce ninfe, Satiri e voi silvani Reti lasciate e cani Venite al suon delle correnti linfe.
Coro Al canto....
Aminta Bella madre d'amor, da l'alto coro Scendi ai nostri diletti E coi bei pargoletti Fendi le nubi e il ciel con l'ali d'oro
Coro Al canto....
Dafne Corrin di puro latte e rivi, e fiumi Di mel distilli e manna Ogni selvaggia canna Versate ambrosia e voi celesti numi
Orfeo Antri, ch'a miei lamenti Rimbombaste dolenti, Amiche piagge, E voi, piante selvagge, Che alle dogliose rime Piegaste per pietà l'altere cime, Non fia più, no, che la mia nobile cetra, Con flebil canto a lagrimar v'alletti. Ineffabil mercede, almi diletti Amor cortese oggi al mio pianto impetra. Ma deh, perché sì lente Del bel carro immortal le rote accese Per l'eterno cammin tardano il corso? Sferza, Padre cortese, A' volanti destrier la groppa e il dorso! Spegni ne l'onde omai, Spegni o nascondi i fiammeggianti rai! Bella madre d'amor, Da l'onde fuora sorgi E la notte ombrosa Di vaga luce scintillando indora. Venga, deh, venga omai la bella sposa Tra il notturno silenzio e i lieti orrori A temprar tante fiamme e tanti ardori!
Arcetro Sia pur lodato il ciel, lodato amore, Che d'allegrezza colmo Pur ne la fronte un dì ti vidi il core.
Orfeo O mio fedel! Neppur picciola stilla Agli occhi tuoi traspare De l'infinito mare Che di dolcezza Amor nel cor mi stilla.
Arcetro Or non ti riede in mente Quando fra tante pene Io ti dicea sovente: Armati il cor di generosa speme! Che dei fedeli amanti Non ponno alfin de le donzelle i cori Sentir senza pietà le voci e i pianti. Ecco che ai tuoi dolori Pur s'ammolliro alfine Del disdegnoso cor gli aspri rigori.
Orfeo Ben conosco or che tra pungenti spine Tue dolcissime rose Amor serbi nascose. Or veggio, e sento, Che per farne gioir ne dai tormento.
Tirsi Nel puro ardor della più bella stella Aurea facella di bel foco accendi E qui discendi su l'aurate piume Giocondo nume, e di celeste fiamma L'anime infiamma.
Lieto Imeneo, d'alta dolcezza un nembo Trabocca in grembo ai fortunati amanti E tra bei canti di soavi amori Sveglia nei cori una dolce aura, un riso Di Paradiso.
Arcetro Deh, come ogni bifolco, ogni pastore, Ai tuoi lieti imenei Scopre il piacer ch'entro racchiude il core
Tirsi Del tuo beato amor gli alti contenti Crescano ognor come per pioggia suole L'onda gonfiar de' rapidi torrenti.
Orfeo E per te, Tirsi mio, rimeni il sole Sempre le notti e i dì lieti e ridenti.
Dafne Lassa, che di spavento e di pietade Gelami il cor nel seno. Miserabil beltade! Come in un punto, ohimè, venisti meno. Ahi, che lampo o baleno In notturno seren ben ratto fugge! Ma più rapida l'ale Affretta umana vita al dì fatale.
Arcetro Ohimè, che fia giammai? Pur or tutta gioiosa Al fonte degli allor costei lasciai.
Dafne O giorno pien d'angoscia e pien di guai!
Orfeo Qual così ria novella Turba il tuo bel sembiante In così lieto di, gentil donzella?
Dafne O, del gran Febo e delle sacre dive Pregio sovran, di queste selve onore, Non chieder la cagion del mio dolore!
Orfeo Ninfa, deh, sì contenta Ridir perché t'affanni, Che taciuto martir troppo tormenta!
Dafne Com'esser può giammai Ch'io narri e ch'io riveli Sì miserabil caso? O fato, o cieli! Deh, lasciami tacer, troppo il saprai...
Arcetro Di pur: sovente del timor l'affanno E' dell'istesso mal men grave assai
Dafne Troppo più del timor fia grave il danno!
Orfeo Ah, non sospender più l'alma turbata!
Dafne Per quel vago boschetto Ove, rigando i fiori, Lento trascorre il fonte degli allori Prendea dolce diletto Con le compagne sue la bella sposa. Chi violetta o rosa Per far ghirlanda al crine Togliea dal prato o dall'acute spine. Ma la bella Euridice Movea danzando il più sul verde prato Quando ahi, ria sorte acerba, Angue crudo e spietato Che celato giacea tra i fiori e l'erba Punsele il piè con sì maligno dente Che impallidì repente Come raggio di sol che nube adombri. E dal profondo core Come un sospir mortale Sì spaventoso ohimè sospinse fuore Che quasi avesser l'ale Giunse ogni ninfa al doloroso suono. Et ella in abbandono Tutta lasciossi allor fra l'altrui braccia. Spargeva il volto e le dorate chiome Un sudor vieppiù freddo assai che ghiaccio Indi si udì il tuo nome Tra le labbra sonar, fredde e tremanti, E volti gli occhi al cielo, Restò tanta bellezza immobil gelo.
Arcetro Che narri! Ohimè, che sento! Misera ninfa, e più misero amante, Spettacol di miseria e di tormento!
Orfeo Non piango e non sospiro Che sospirar, che lagrimar non posso, Cadavero infelice, O mio core, o mia speme, o pace, o vita! Ohimè, chi mi t'ha tolto, Chi mi t'ha tolto, ohimè, dove sei gita? Tosto vedrà che invano Non chiamasti morendo il tuo consorte, Non son, non son lontano, Io vengo, o cara vita, o cara morte.
Arcetro Ahi, morte invida e ria! Così recidi il fior dell'altrui speme, Così turbi d'amor gli almi diletti! Lasso, ma indarno ai venti Ove morte n'assal volan le strida. Fia più senno il seguirlo acciò non vinto Da soverchio dolor se stesso uccida.
Dafne Va pur, che ogni dolor si fa men grave Ove d'amico fido Reca conforto il ragionar soave
Qui tornano le compagne di Euridice Tirsi Dunque è pur ver che scompagnate e sole Tornate, o donne mie, Senza la scorta di quel vivo sole?
Pastore Sconsolati desir gioie fugaci O speranze fallaci E chi creduto avrebbe In sì breve momento Veder il Sol d'ogni bellezza spento?
Tirsi Bel dì che in sul mattin sì lieto apristi, Deh, come avanti sera nube di duol t'avvolge oscura e nera!
Dafne Cruda morte, ahi pur potesti Oscurar sì dolci lampi! Sospirate aure celesti Lacrimate, o selve, o campi. Sospirate
Coro Sospirate, aure dolenti. Lagrimate, o selve, o campi
Dafne Quel bel volto almo fiorito Onde Amor suo seggio pose Pur lasciaste scolorito Senza gigli e senza rose. Sospirate
Coro Sospirate...
Dafne Fiammeggiar di negre ciglia C'ogni stella oscura in prova Chioma d'or, guancia vermiglia Contro a morte, ohimè, che giova? Sospirate
Coro Sospirate...
Trio Ben nocchier costante e forte Sa schernir marino sdegno. Ahi, fuggir colpo di morte Già non val mortal disegno. Sospirate
Coro Sospirate...
Arcetro Se fato invido e rio Di queste amate piagge ha spento il sole Donne, ne riconsole! Che per celeste aita Il misero pastor rimaso è in vita
Dafne Benigno don degli immortali dei, Se vive ancor, da tanta angoscia oppresso! Ma tu, perché non sei In sì grand'uopo al caro amico appresso?
Arcetro Con frettoloso passo, Come tu sai dietro gli tenni: orquando Da lungi il vidi, che dolente e lasso Sen gìa com'huom d'ogni allegrezza al bando, Il corso alquanto allento, Pur tuttavia da lungi Tenendo al suo cammin lo sguardo intento. Et ecco al loco ei giunge Ove fù morte il memorabil danno. Ivi, con tanto affanno, Sì dolenti sospir dal cor gli usciro Che le fere e le piante, e l'erbe e i fiori Sospirar seco e lamentar s'udiro. Et egli: o fere, o piante, o fronde, o fiori Qual di voi per pietà m'addita il loco Ove ghiaccio divenne il mio bel foco? E come porsi il caso o volse il fato Girando intorno le dolenti ciglia Scorse sul verde prato Del bel sangue di lei l'erba vermiglia
Dafne Ahi miserabil vista! Ahi fato acerbo!
Arcetro Sovra il sanguigno smalto Immobilmente affisse Le lacrimose luci e il volto esangue, Indi tremando disse: o sangue O caro sangue Del mio ricco tesor misero avanzo! Deh, con i baci insieme Prendi dell'alma ancor quest'aure estreme! E quasi ei fosse d'insensata pietra Cadde sulle erba. E quivi Non dirò fonti o rivi Ma di lacrime amare Da quegli occhi sgorgar pareva un mare.
Dafne Ma tu, perché tardavi a darle aita?
Arcetro Io che pensato avea di starmi ascoso Fin che l'aspro dolor sfogasse alquanto Quando sul prato erboso Cader lo viddi, e crescer pianto a pianto Volsi per sollevarlo. O meraviglia! Et ecco un lampo ardente Dall'alto Ciel mi saettò le ciglia. Allor gli occhi repente Rivolsi al folgorar del nuovo lume E sovruman costume Entro bel carro di zaffir lucente Donna vidi celeste, al cui sembiante Si coloriva il ciel di luce e d'oro. Ivi dal carro scese L'altera Donna, e con sembiante umano Candida man per sollevarlo stese. Al celeste soccorso La destra ei prese e fe' sereno il viso. Io di sì lieto avviso Per rallegrarvi il cor mi diedi al corso.
Pastore A te, qual tu ti sia degli alti Numi, Che al nobile pastor recasti aita Mentre avran queste membra e spirto e vita Canterem lodi ognor tra incensi e fumi.
Coro Se de boschi i verdi onori Raggirar su nudi campi Fa stridor d'orrido verno Sorgon anco, e frond'e fiori Appressand'i dolci lampi Della luce il carro eterno.
S'al soffiar d'Austro nemboso Crolla in mar gli scogli alteri L'onda torbida spumante Dolce increspa il tergo ondoso Sciolti i nembi oscuri e feri Aura tremola, e vagante.
Al rotar del Ciel superno Non pur l'aer, e'l foco intorno Ma si volge il tutto in giro Non è il ben, nel pianto eterno Come or sorge or cade il giorno Regna qui gioia e martiro.
Tirsi Poi che dal bel sereno In queste piagge humil tra noi mortali Scendon gli Dei pietosi a nostri mali, Pria che Febo nascondi a Teti in seno I rai lucenti,e chiari, Al tempio a sacri altari Andian devoti e con celeste zelo Alziam le voci e il cor cantando al cielo
Coro Alziam le voci e il cor cantando al Cielo
FINE ATTO I
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