|
Fondamenti della cittadinanza
evangelica
9. Dai dati
raccolti emerge che l’Alleanza è compresa e vissuta come un patto
d’amore: Dio ci convoca per la comunione e la missione. L’Alleanza ha il suo
fondamento nell’iniziativa gratuita dell’amore di Dio che abbraccia tutti,
entra in solidarietà con l’umanità intera e suscita una risposta di libera
adesione. L’Alleanza si radica nella Trinità, sorgente di vita e di comunione
ed è resa possibile dal sì del Figlio
e dalla disponibilità incondizionata di Maria. L’Alleanza, inoltre, viene
intesa come appartenenza totale a Dio, come segno della risposta d’amore
sponsale, che esige fedeltà e creatività, autenticità e radicalità da parte
nostra. Espressione di quest’Alleanza è la coscienza di appartenere a Dio, di
far parte del popolo da lui scelto a realizzare una missione. Concretamente
essa è vissuta in una comunità chiamata ad essere risposta di salvezza alle
attese dei giovani (cf C 1).
L’esperienza dell’amore sponsale, che ci conforma gradualmente a Cristo,
favorisce la costruzione di comunità aperte alle sfide della socio-cultura
attuale.
Tra i consigli evangelici, i contributi
delle ispettorie sottolineano particolarmente il voto di povertà, inteso
come stile di vita sobrio ed essenziale. Accennano pure ad una risposta di
fedeltà al Signore che impegna la FMA ad assumere i consigli evangelici nello
spirito delle beatitudini e a viverli in comunione con le sorelle nella
testimonianza gioiosa di ogni giorno.
10. In tutte
le ispettorie l’ascolto della parola di Dio è ritenuto scelta prioritaria,
criterio di discernimento per leggere la realtà a livello personale,
comunitario e nella missione educativa.
La parola di Dio, ascoltata soprattutto nella partecipazione quotidiana
all’Eucaristia, illumina e fortifica la persona abilitandola ad agire come Gesù
in ogni situazione e in ogni incontro, rendendola capace di uno sguardo
contemplativo.
Condivisa nella comunità, diventa contenuto di dialogo, di discernimento,
di confronto e di collaborazione. Al tempo stesso essa può qualificare la
relazione purificandola da forme di egoismo, superficialità, frammentarietà per
aprirla, nella libertà, all’amore incondizionato verso gli altri.
In riferimento alla missione, la parola di Dio letta,
pregata e condivisa con i giovani e con la comunità educante, accresce la
passione educativa, diventa criterio per interpretare la realtà, discernere la
volontà di Dio dentro la trama della storia e aprirsi, nella Chiesa, ad una
missione più solidale con i poveri.
11. Nell’impegno
di tradurre le esigenze dell’Alleanza nel quotidiano, le comunità ne hanno
messo in luce la realtà dinamica. Vivere l’Alleanza implica infatti un cammino
di continua conversione e di accoglienza nella propria vita del mistero
pasquale di Cristo. Questo processo richiede disponibilità al cambiamento in
atteggiamento di esodo, sia a livello personale che comunitario, è occasione di
crescita umana e cristiana, dispone ad accettare e valorizzare difficoltà,
prove e sofferenze nella realtà del paradosso evangelico di morte per la vita e
apre all’impegno di solidarietà verso i poveri.
Nelle sintesi dei Capitoli ispettoriali l’Eucaristia è compresa come
fondamento dell’Alleanza nuova ed eterna, sorgente di gratuità nel dono, di
relazioni interpersonali improntate alla comunione, di solidarietà con i
poveri. Il sacramento della
Riconciliazione è considerato un’esperienza concreta della bontà e della
misericordia di Dio che libera e ricrea la persona dal di dentro. È inteso come
luogo dell’esercizio dinamico del perdono dato e ricevuto, che fa di noi donne
capaci di costruire nel quotidiano la comunione, la solidarietà e la pace.
È ricorrente il richiamo alla preghiera semplice, creativa, vitale che
riflette i bisogni del mondo. Una preghiera incarnata, condivisa con la gente.
Ciò nonostante, esiste la difficoltà a gestire il tempo e lo spazio per la
vita sacramentale, la stessa preghiera, la riflessione. Si nota anche il
pericolo di concepire l’Alleanza in senso intimistico, individualistico, che
non incide nella qualità evangelica della vita quotidiana. D’altra parte, si
rileva che l’attivismo porta alla frammentarietà, alla dicotomia tra fede e
vita, all’incoerenza, alla superficialità, all’indebolimento dell’unità
vocazionale e allo scoraggiamento.
12. I
Capitoli ispettoriali vedono in Maria la donna dell’Alleanza, presente nella
vita delle FMA come compagna di viaggio che orienta ad essere fedeli al
progetto di Dio nella storia. Lei, discepola della Parola, la prima che ha
vissuto in profondità le beatitudini, stimola ognuna a vivere con radicalità la
sequela di Cristo. Come lei, le FMA cercano di testimoniare, nella Chiesa,
attraverso la comunione e la solidarietà, il ruolo fondamentale della donna
nella costruzione di un mondo più umano. Sull’esempio di Maria, donna del suo
popolo, sono consapevoli di essere chiamate a evangelizzare le culture, a
prendersi cura dei giovani mediante la missione educativa, in particolare favorendo nelle giovani donne lo
sviluppo delle specifiche risorse femminili.
13. Le
ispettorie evidenziano la consapevolezza di essere inserite nell’Alleanza che
Dio ha stabilito con don Bosco e madre Mazzarello. Avvertono l’appello ad
essere attivamente presenti nella Famiglia salesiana con l’apporto dello specifico contributo femminile e mariano (cf C 3 e 4). Mettono pure in risalto che la
forza del carisma orienta le comunità a vivere nell’ottimismo, nella passione
educativa e nella condivisione della spiritualità salesiana con i laici.
Sottolineano l’importanza di rischiare il
nuovo, insieme a loro, per esprimere più efficacemente il carisma,
percorrendo la strada della corresponsabilità e della reciprocità, del dialogo
e del perdono. Si impegnano ad elaborare e promuovere una cultura della vita
che metta al centro la dignità della persona secondo il disegno di Dio.
|