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Proposte
Allo scopo di esprimere più chiaramente le beatitudini del Regno in linea
con la spiritualità salesiana, le ispettorie avanzano varie proposte.
23. In riferimento allo stile di
relazione, ritengono indispensabile rivitalizzare lo spirito di famiglia, in cui sia possibile sperimentare relazioni
umanizzanti e liberare nuove energie per la missione. Chiedono però, allo
stesso tempo, l’impegno di un cammino personale di ascesi per contribuire ad
alimentarlo. In questa prospettiva, considerano importante dare qualità alla
vita di ogni sorella perché possa offrire il meglio di sé e, in particolare, la
sorella anziana possa trovare vie nuove di fecondità evangelica.
Nell’ottica di un’antropologia solidale, avvertono l’urgenza di assumere il
pluralismo e la convivialità delle differenze come opportunità per
essere se stesse, esprimere il proprio dono e accogliere quello degli altri.
Ritengono di dover gestire gli inevitabili conflitti della vita in modo più
evangelico, vivendo l'esperienza del perdono dato e ricevuto. Rilevano,
inoltre, la necessità di potenziare le relazioni positive già esistenti come
premessa e condizione per un’autocoscienza femminile aperta alla reciprocità. A
tale scopo propongono di interiorizzare maggiormente, dentro la Famiglia
salesiana, la nostra identità di donne consacrate, per diventare segni sempre
più credibili della tenerezza di Dio. Sottolineano nel contempo il desiderio di
tradurre le risorse della nostra femminilità nella preghiera, nell’integrazione
serena del limite, nell’arte del prendersi cura e anche nell’uso del
linguaggio.
24. Relativamente
allo stile di vita, alcune ispettorie evidenziano l’importanza di rileggere i
consigli evangelici come via di cittadinanza attiva e risposta alle esigenze di
umanizzazione della società di oggi. La maggior parte di esse, però, avverte il
bisogno di approfondire la dimensione relazionale del voto di povertà
come espressione del dono di sé e della solidarietà nei riguardi dei poveri.
Ciò implica l’assunzione di uno stile di vita semplice, essenziale, sobrio,
austero, trasparente, che prevede l’accettazione della precarietà, la rinuncia
ai privilegi e alle garanzie.
Partendo dalla visione dell’economia solidale, le comunità propongono di
promuovere una effettiva circolazione dei beni a tutti i livelli e di
rafforzare il senso di appartenenza alla comunità ispettoriale e mondiale,
superando ogni forma di individualismo. prospettano l’esercizio della
corresponsabilità nell’amministrazione dei beni per vivere la solidarietà e la
condivisione con le persone del luogo, favorendo esperienze che possono
attivare microeconomie e produzioni locali.
Riguardo allo stile circolare di
animazione, le proposte si articolano attorno ad alcuni nuclei.
25. Anzitutto
la mentalità progettuale. Si suggerisce in proposito di sviluppare attitudini
organizzative, di formulare, a livello ispettoriale, linee orientative riguardo
al modo di progettare e di vivere la cittadinanza attiva, tenendo presenti le
problematiche e le povertà attuali e valorizzando le risorse locali. Si
evidenzia l’esigenza di organizzare la vita della comunità a partire dalle
urgenze della missione, in fedeltà alla preventività educativa tipica
dell’Istituto.
Oltre all’impegno di elaborare progetti, si auspica di rivedere, rilanciare
e rivisitare quelli già in atto per rispondere meglio alle nuove povertà
delle/dei giovani.
26. Si coglie
l’urgenza di promuovere uno stile circolare di animazione per rafforzare la
crescita vocazionale e l’impegno nell’evangelizzazione e per assicurare la
continuità del carisma. Tale stile è connotato dalla corresponsabilità e dalla
reciprocità, dalla comunicazione a rete e da una prassi d’inclusione in cui ciascuna/o può far sentire la propria
voce. Privilegia una modalità partecipativa, dove la condivisione del progetto
carismatico e delle modalità per realizzarlo, l’interdipendenza dei saperi e il
rispetto delle diversità favoriscono le relazioni e promuovono la condivisione
nelle decisioni comunitarie in una linea di sussidiarietà.
27. Riguardo
al coordinamento, alcune comunità auspicano che venga realizzato in forma più
sistematica, in particolare per l’oratorio, il volontariato, i gruppi e le
associazioni del tempo libero.
28. In merito
all’organizzazione delle opere e della vita comunitaria, si suggerisce di partire dallo spirito di famiglia e dalla
mentalità progettuale come criteri che aiutano a liberare le comunità da una
rigida istituzionalizzazione per renderle più aperte, accoglienti, flessibili e
diversificate, in accordo con la varietà dei cammini e dei compiti. Ciò
favorisce la responsabilità personale nella gestione della casa e quella
pianificazione più realistica del lavoro che offre condizioni di maggiore profondità
nella vita personale, relazionale e apostolica.
29. Si sente
il bisogno di approfondire l’identità salesiana propria di comunità di donne
consacrate per una missione, ravvivando la memoria carismatica in risposta alle
sfide dell’oggi.
Emerge l’esigenza di assumere con nuova consapevolezza il criterio
oratoriano come fondamento dell’azione educativa e di lavorare insieme per il
bene dei giovani.
Le ispettorie suggeriscono di sostenere la mentalità di cambio per aprirsi
ai segni dei tempi e assicurare la significatività delle opere in vista di una
missione educativa più efficace. Ritengono fondamentale in proposito
l’attuazione di verifiche periodiche del cammino della vita comunitaria e della
missione.
30. Sulla
base di una ricerca comune che tenga conto delle sfide e delle urgenze del
contesto, le ispettorie intendono procedere con coraggio alla ristrutturazione
delle opere, promovendo una collaborazione con i laici che parta dalla
condivisione del carisma per essere, insieme, più significativi nel dare
risposte ai bisogni dei poveri, delle donne e delle/dei giovani.
Inoltre, propongono l’esercizio permanente del discernimento alla luce
della Parola per rendersi flessibili, capaci di lasciarsi interpellare dalla
realtà e di cercare risposte alternative. Suggeriscono alcuni criteri per la
rivisitazione comunitaria delle opere: il carisma, le richieste della Chiesa, i
bisogni del territorio e le forze disponibili.
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