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Proposte
Riguardano la corresponsabilità e la qualità educativa, l’empowerment della donna, il lavoro in
rete e l’economia solidale.
Circa la
corresponsabilità
44. * Potenziare nelle comunità educanti la
cultura della vita e della pace.
Le ispettorie propongono di privilegiare l’accompagnamento educativo per
aiutare le/i giovani a maturare scelte di vita, professionali e/o politiche,
coerenti con la cittadinanza evangelica e di curare la formazione di leaders
nella Chiesa e nella società.
Numerose ispettorie avvertono l’esigenza di aprirsi ai bisogni delle
famiglie e auspicano la promozione e la costituzione di associazioni
finalizzate alla formazione dei genitori.
45. * Rivitalizzare le associazioni nella Famiglia
salesiana.
Cercare nuove aperture per le associazioni laicali (Exallieve/i,
Cooperatori, associazioni di volontariato e del tempo libero), sollecitandole a
fare da ponte tra gli ambienti educativi e il mondo del lavoro per un efficace
inserimento delle/dei giovani e a progettare attività con una particolare
attenzione alle situazioni di disagio.
46. * Garantire stipendi, orari, assicurazioni
previdenziali e sociali e la tutela legale per i collaboratori laici, dove non
è garantita dallo Stato.
Si chiede di studiare la possibilità di un riconoscimento adeguato (anche
dal punto di vista economico) per i laici che, condividendo la missione
educativa, rivestono ruoli o offrono servizi relativi a specifiche competenze.
47. * Rivedere l’organizzazione delle opere e
assicurare l’organicità delle esperienze educative per migliorare la qualità
della risposta nei confronti delle categorie sociali più deboli.
Si propone di rilanciare gli ambienti educativi come luoghi di educazione
integrale, laboratori di strategie multiculturali atti a favorire un maggiore
interscambio fra scuole, opere sociali, centri di formazione professionale,
oratori-centri giovanili, comunità inserite e associazioni per la condivisione
di esperienze e risorse locali e ispettoriali.
Si suggerisce, inoltre, di iniziare presenze nuove nei quartieri delle
grandi città di recente formazione, nei centri commerciali, nelle sale da
gioco, nelle strade.
Circa la
qualità educativa
48. Le
proposte orientano al potenziamento di itinerari in cui la qualità del rapporto
educativo risulti fondamentale e in cui vengano curate e integrate tutte le
dimensioni: da quella affettiva, culturale e ludica a quella sociale e religiosa
fino a favorire l’incontro vitale con Cristo.
Nell’ottica dell’educazione integrale, le ispettorie evidenziano
l’importanza di rinforzare i processi per la formazione del pensiero critico, in
modo da promuovere l’autonomia del pensare e del decidere, favorire una
corretta lettura del fenomeno della globalizzazione e della cultura della
comunicazione/informazione, con particolare riferimento alle nuove tecnologie.
Sottolineano l’importanza di iniziare le/i giovani a produrre e diffondere
messaggi culturali alternativi attraverso l’uso consapevole, critico e
propositivo di tali mezzi.
Uno dei campi dove l’urgenza educativa è più fortemente avvertita è quello
dell’educazione all’amore e dell’educazione sessuale, come pure della
formazione della coscienza morale alla luce delle istanze evangeliche e del
magistero pontificio, in particolare per quanto riguarda l’ambito della
bioetica e delle sue applicazioni.
Nelle Sintesi si trovano anche proposte riguardanti l’uso responsabile del
tempo libero. Tra queste, emerge la promozione di una cultura della gratuità e
prossimità mediante il volontariato. Nel solco della tradizione salesiana,
diverse ispettorie chiedono di ravvivare il senso artistico, l’amore alla
bellezza e la celebrazione gioiosa della festa.
Tutte le ispettorie accentuano l’urgenza di assumere un impegno più deciso
a favore delle/dei giovani più poveri. I dati evidenziano in proposito
l’esigenza di creare ambienti educativi dove essi si sentano effettivamente
amati, accolti e restituiti alla vita. Ambienti dove si offrano opportunità
concrete anche sul piano dell’educazione formale a partire dalla prima
alfabetizzazione fino al consolidamento della formazione professionale.
Le attenzioni educative evidenziate dalle Sintesi riguardano alcune aree
specifiche.
49. * Rinforzare gli itinerari di educazione alla
fede mediante l’annuncio esplicito di Gesù.
Da questo punto di vista si propone di qualificare l’impegno di evangelizzare
attraverso un progetto educativo che aiuti a fare sintesi tra fede, cultura e
vita.
In riferimento alla dimensione vocazionale, le proposte si limitano a
richiamare la sua importanza in tutto il processo educativo, con un’attenzione
specifica all’accompagnamento delle giovani che manifestano segni di vocazione
religiosa salesiana.
50. * Potenziare il Movimento Giovanile Salesiano
per animare i gruppi giovanili e favorirne il protagonismo.
Si riconosce che nell’assunzione della proposta di vita cristiana,
condensata nella spiritualità giovanile salesiana, educatori e giovani
percorrono insieme il cammino della santità e contribuiscono alla costruzione
di una società più giusta e solidale.
51. * Promuovere l’educazione sistematica alla
pace, alla giustizia, alla solidarietà, all’ecologia.
Alla luce dell’insegnamento sociale della Chiesa, molte ispettorie
propongono di riflettere sulle iniziative a favore della giustizia sociale e di
conoscere le leggi fondamentali che regolano la politica, l’ambiente, il
mercato. Sottolineano l’importanza di promuovere progetti che attivino
laboratori per sperimentare la vita democratica e la dimensione sociale
dell’impegno politico.
52. * Valorizzare la multiculturalità e coltivare
l’apertura all’interculturalità per collaborare alla costruzione di una
convivenza multietnica pacifica.
Le sintesi ispettoriali puntano sulla necessità di conoscere e valorizzare
la propria cultura e quella degli altri superando eventuali pregiudizi e
accogliendo le sfide del dialogo presenti nel contesto di internazionalità e
conseguente interculturalità. Sono consapevoli che l’impegno per attuare un
cambio di mentalità richiede rispetto dell’alterità, accettazione del limite, capacità
di confronto e reciproco arricchimento.
Evidenziano, inoltre, un’attenzione particolare alla promozione del dialogo
interreligioso ed ecumenico unitamente all’esigenza di approfondire i contenuti
specifici della religione cattolica.
53. * Le proposte di alcune ispettorie fanno
riferimento in modo specifico alla lotta contro l’AIDS e contro la dipendenza
dalle droghe.
Si mira a investire risorse nella prevenzione, nell’educazione e
nell’accompagnamento delle/dei giovani vittime dell’AIDS e si avverte la
necessità di presentare alle autorità competenti progetti a favore della
disintossicazione delle/dei adolescenti e giovani dipendenti dall’alcool e
dalle droghe.
Circa l’empowerment della donna
54. * Nell’ottica di un’antropologia
evangelicamente ispirata, elaborare progetti per l’empowerment delle donne emarginate: sensibilizzarle ai
loro diritti e doveri, risvegliare in esse una nuova consapevolezza e
accompagnare gruppi di donne nella ricerca dei percorsi di una cittadinanza
attiva.
Si propone di creare spazi di formazione, di mettersi in rete con enti che
lavorano a favore dell’identità, della dignità e della professionalità
femminile.
Si sente anche la necessità di informarsi circa le leggi che tutelano i
diritti delle donne, aiutare le vittime della violenza domestica e aprire case
di accoglienza a giovani donne in difficoltà e ragazze-madri, dove non vi siano
strutture ecclesiali o civili specifiche.
Circa il
lavoro in rete
55. * Consolidare la rete di interscambio delle
risorse interne all’ispettoria, all’Istituto, alla Famiglia salesiana, agli
organismi civili ed ecclesiali presenti nel territorio.
Si sente la necessità di collaborare per realizzare una pastorale d’insieme
capace di dar vita a esperienze innovative sul piano educativo. È importate, al
riguardo, promuovere una rete di competenze e individuare persone di
riferimento per sostenere azioni che rispondano a situazioni di emergenza. In
questa linea si auspica di rendere le comunità luoghi concreti di solidarietà e
centri d’impegno per i volontari.
56. * Potenziare una presenza propositiva nelle
istituzioni dove si decidono le politiche a favore delle/dei giovani, delle
donne, dei più poveri.
Si chiede di vivere la solidarietà senza sostituirsi alle competenze del
potere pubblico, di denunciare le ingiustizie, i risvolti violenti della
globalizzazione e di difendere e promuovere i diritti umani, anche partecipando
a manifestazioni, di intervenire per creare opinione pubblica attraverso i
mezzi di comunicazione sociale. Si sottolinea l’urgenza di assumere un’etica
della responsabilità e della legalità, senza scendere a compromessi con alcun
tipo di corruzione.
57. * Comprendere le cause delle persecuzioni e/o
di emarginazione e di esclusione nei confronti di persone e di minoranze.
Si ritiene significativo mantenere viva la memoria dei martiri e sostenere
coloro che soffrono minacce e danno la vita per una causa nobile.
Circa l’economia
solidale
58. * Conoscere e favorire l’economia solidale,
accompagnando l’elaborazione e la realizzazione di progetti che promuovano lo
sviluppo e facilitino il superamento di una mentalità assistenzialista.
In questo ambito alcune ispettorie segnalano l’importanza di creare un
ufficio ispettoriale di sviluppo dove si elaborino progetti a favore della
missione con i poveri, anche assicurando i fondi per sostenerli.
In questa ottica si ritiene importante avviare o potenziare cooperative di
produzione e/o di consumo e attivare reti con piccole e medie imprese che
operano in prospettiva solidale.
Un modo per attuare questa scelta può essere quello di boicottare i
prodotti di multinazionali e industrie locali che sfruttano i lavoratori.
Oppure di attivare forme di autogestione nella linea della microeconomia, della
promozione di banche etiche, fondi di solidarietà, networkings diversi.
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