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LA CHIAMATA ALLA
COMUNIONE E LA SUA RICERCA.
Da molti anni il religioso
viene definito come una persona "esperta" in comunione. "La
Chiesa raccomanda alle comunità di vita consacrata il particolare compito di favorire
una spiritualità di comunione, soprattutto al suo interno, nella stessa
comunità ecclesiale e al di là dei suoi confini, instaurando e ristabilendo
costantemente il dialogo nella carità, in modo particolare, lì dove il mondo è
straziato dall'odio etnico o dalle follie omicide".
a. Istituzione
e carisma
Tutta la Chiesa è sempre
carismatica nella sua istituzionalità… È discutibile la distinzione tra la
Chiesa carismatica e quella istituzionale, soprattutto con l'intenzione di
dividerle… I Vescovi, come Pastori, hanno ricevuto il dono della sintesi
(armonizzare ed integrare) dei carismi". Oggi, fortunatamente, la Chiesa
intera sta recuperando la dimensione carismatica che le è propria. La Chiesa è
anche una istituzione, però fondamentalmente è opera dello Spirito, esperienza
di vita e di comunione. Nessun gruppo o settore ecclesiale può ritenersi
proprietario dello Spirito e, quindi, della dimensione carismatica della vita
cristiana. Spirito e carisma sono patrimonio di tutto il corpo ecclesiale:
gerarchia e fedeli, chierici, religiosi e laici, donne ed uomini. Questo,
comunque, non vuol dire che non abbia senso parlare di carismi "di
gruppo" o di carismi personali nella Chiesa.
b. Comunione
tra i membri della Chiesa
Le relazioni di comunione tra
le persone, i gruppi, le comunità e i diversi settori della Chiesa si devono
intendere come un interscambio di doni.
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La comunione con i Pastori
I carismi non sono proprietà privata, nascono nella
Chiesa e sono per la Chiesa. La vita religiosa è un dono in se stessa, perciò è
importante che i religiosi e le religiose siano presenti nelle diocesi. La
soluzione dei conflitti non si trova nella diffidenza, nel sospetto reciproco o
nella condanna ingiustificata. La vera soluzione s'incontra nel dialogo rispettoso
tra le persone sui propri compiti all’interno della Chiesa.
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La comunione con i Laici
La chiamata alla comunione con i laici è importante
per i religiosi in una Chiesa di comunione. Guardando le cose con occhi di
fede, questa comunione apre nuovi orizzonti al rinnovamento della vita
religiosa. Le esperienze già in atto di condivisione nella missione, nella
spiritualità e nel carisma non hanno suscitato maggiori problemi, all'infuori
di quelli che di consueto portano le novità.
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La comunione intercongregazionale
Eredi di una storia di grande zelo delle nostre
particolarità specifiche come famiglie religiose, autosufficienti e poco
sensibili ad una azione comune e condivisa, risulta non facile superare la
diffidenza che ostacola la reciproca collaborazione. Progetti augurabili non
hanno avuto successo a causa del disinteresse e suscettibilità di protagonismo.
Lo stile comunitario che la Chiesa esige per se stessa, la testimonianza dovuta
della comunione propria della vita religiosa ed il bisogno inevitabile di
cooperazione che le circostanze attuali richiedono (mancanza di persone,
continuità delle presenze, servizi settoriali, regolamenti civili, ecc…) sono
sfide che meritano speciale studio e ponderazione. Queste nuove circostanze, ma
anche il senso spirituale della comunione ecclesiale, chiedono forme di
intercongregazionalità affinchè sia assicurato il buon funzionamento del
servizio ecclesiale e sociale e mantenuto vivo il carisma della vita
consecrata, e pure il carisma specifico di ogni Istituto, che viene sempre
rispettato nel progetto comune.
La collaborazione tra gli Istituti religiosi è uno
dei nuovi elementi, evidenziati particolarmente nel documento Ripartire da
Cristo: La comunione che i consacrati e le consacrate sono chiamati a
vivere va ben oltre la propria famiglia religiosa o il proprio Istituto ...
L'incontro e la solidarietà tra gli Istituti di vita consacrata vanno quindi
favoriti, consapevoli che la comunione è «strettamente legata alla capacità
della comunità cristiana di fare spazio a tutti i doni dello Spirito ... Può essere l'inizio di una ricerca solidale
di vie comuni per il servizio della Chiesa. Fattori esterni, come il doversi
adeguare alle nuove esigenze degli Stati, e cause interne agli Istituti, come
la diminuzione dei membri, già orientano a coordinare gli sforzi nel campo
della formazione, della gestione dei beni, dell'educazione,
dell'evangelizzazione. Anche in tale situazione possiamo cogliere l'invito
dello Spirito ad una comunione sempre più intensa".
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