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P. Jesús María Lecea, Sch. p
Il nostro vivere la cittadinanza evang. oggi come donne...

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  • D)      Nell’oggi del terzo millennio
    • LA CHIAMATA ALLA COMUNIONE E LA SUA RICERCA.
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LA CHIAMATA ALLA COMUNIONE E LA SUA RICERCA.

 

Da molti anni il religioso viene definito come una persona "esperta" in comunione. "La Chiesa raccomanda alle comunità di vita consacrata il particolare compito di favorire una spiritualità di comunione, soprattutto al suo interno, nella stessa comunità ecclesiale e al di là dei suoi confini, instaurando e ristabilendo costantemente il dialogo nella carità, in modo particolare, lì dove il mondo è straziato dall'odio etnico o dalle follie omicide".

 

 

a.       Istituzione e carisma

 

Tutta la Chiesa è sempre carismatica nella sua istituzionalità… È discutibile la distinzione tra la Chiesa carismatica e quella istituzionale, soprattutto con l'intenzione di dividerle… I Vescovi, come Pastori, hanno ricevuto il dono della sintesi (armonizzare ed integrare) dei carismi". Oggi, fortunatamente, la Chiesa intera sta recuperando la dimensione carismatica che le è propria. La Chiesa è anche una istituzione, però fondamentalmente è opera dello Spirito, esperienza di vita e di comunione. Nessun gruppo o settore ecclesiale può ritenersi proprietario dello Spirito e, quindi, della dimensione carismatica della vita cristiana. Spirito e carisma sono patrimonio di tutto il corpo ecclesiale: gerarchia e fedeli, chierici, religiosi e laici, donne ed uomini. Questo, comunque, non vuol dire che non abbia senso parlare di carismi "di gruppo" o di carismi personali nella Chiesa.

 

 

b.      Comunione tra i membri della Chiesa

 

Le relazioni di comunione tra le persone, i gruppi, le comunità e i diversi settori della Chiesa si devono intendere come un interscambio di doni.

 

·        La comunione con i Pastori

I carismi non sono proprietà privata, nascono nella Chiesa e sono per la Chiesa. La vita religiosa è un dono in se stessa, perciò è importante che i religiosi e le religiose siano presenti nelle diocesi. La soluzione dei conflitti non si trova nella diffidenza, nel sospetto reciproco o nella condanna ingiustificata. La vera soluzione s'incontra nel dialogo rispettoso tra le persone sui propri compiti all’interno della Chiesa.

 

·        La comunione con i Laici

La chiamata alla comunione con i laici è importante per i religiosi in una Chiesa di comunione. Guardando le cose con occhi di fede, questa comunione apre nuovi orizzonti al rinnovamento della vita religiosa. Le esperienze già in atto di condivisione nella missione, nella spiritualità e nel carisma non hanno suscitato maggiori problemi, all'infuori di quelli che di consueto portano le novità.

 

·        La comunione intercongregazionale

Eredi di una storia di grande zelo delle nostre particolarità specifiche come famiglie religiose, autosufficienti e poco sensibili ad una azione comune e condivisa, risulta non facile superare la diffidenza che ostacola la reciproca collaborazione. Progetti augurabili non hanno avuto successo a causa del disinteresse e suscettibilità di protagonismo. Lo stile comunitario che la Chiesa esige per se stessa, la testimonianza dovuta della comunione propria della vita religiosa ed il bisogno inevitabile di cooperazione che le circostanze attuali richiedono (mancanza di persone, continuità delle presenze, servizi settoriali, regolamenti civili, ecc…) sono sfide che meritano speciale studio e ponderazione. Queste nuove circostanze, ma anche il senso spirituale della comunione ecclesiale, chiedono forme di intercongregazionalità affinchè sia assicurato il buon funzionamento del servizio ecclesiale e sociale e mantenuto vivo il carisma della vita consecrata, e pure il carisma specifico di ogni Istituto, che viene sempre rispettato nel progetto comune.

La collaborazione tra gli Istituti religiosi è uno dei nuovi elementi, evidenziati particolarmente nel documento Ripartire da Cristo: La comunione che i consacrati e le consacrate sono chiamati a vivere va ben oltre la propria famiglia religiosa o il proprio Istituto ... L'incontro e la solidarietà tra gli Istituti di vita consacrata vanno quindi favoriti, consapevoli che la comunione è «strettamente legata alla capacità della comunità cristiana di fare spazio a tutti i doni dello Spirito ...  Può essere l'inizio di una ricerca solidale di vie comuni per il servizio della Chiesa. Fattori esterni, come il doversi adeguare alle nuove esigenze degli Stati, e cause interne agli Istituti, come la diminuzione dei membri, già orientano a coordinare gli sforzi nel campo della formazione, della gestione dei beni, dell'educazione, dell'evangelizzazione. Anche in tale situazione possiamo cogliere l'invito dello Spirito ad una comunione sempre più intensa".

 

 

 




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