I Romani Pontefici e il Rosario
2. A questa preghiera hanno attribuito grande importanza
tanti miei Predecessori. Particolari benemerenze ebbe, al riguardo, Leone XIII
che il 1º settembre 1883 promulgava l'Enciclica Supremi apostolatus officio,3
alto pronunciamento col quale inaugurava numerosi altri interventi su
questa preghiera indicandola come efficace strumento spirituale di fronte ai
mali della società. Tra i Papi più recenti che, in epoca conciliare, si sono
distinti nella promozione del Rosario desidero ricordare il Beato Giovanni
XXIII4 e soprattutto Paolo VI, che nell'Esortazione
apostolica Marialis cultus sottolineò, in armonia con l'ispirazione del
Concilio Ecumenico Vaticano II, il carattere evangelico del Rosario ed il suo
orientamento cristologico.
Io stesso, poi, non ho tralasciato occasione per esortare alla frequente
recita del Rosario. Fin dai miei anni giovanili questa preghiera ha avuto un
posto importante nella mia vita spirituale. Me lo ha ricordato con forza il mio
recente viaggio in Polonia, e soprattutto la visita al Santuario di Kalwaria.
Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova.
Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto.
Ventiquattro anni fa, il 29 ottobre 1978, ad appena due settimane dall'elezione
alla Sede di Pietro, quasi aprendo il mio animo così mi esprimevo: « Il Rosario
è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua
semplicità e nella sua profondità. [...] Si può dire che il Rosario è, in un
certo modo, un commento-preghiera dell'ultimo capitolo della Costituzione
Lumen gentium del Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza
della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa. Difatti, sullo sfondo
delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell'anima i
principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell'insieme
dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con
Gesù attraverso – potremmo dire – il Cuore della sua Madre. Nello stesso tempo
il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che
compongono la vita dell'individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa
e dell'umanità. Vicende personali e vicende del prossimo e, in modo
particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno più a cuore. Così
la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana ».5
Con queste parole, miei cari fratelli e sorelle, immettevo nel ritmo
quotidiano del Rosario il mio primo anno di Pontificato. Oggi, all'inizio
del venticinquesimo anno di servizio come Successore di Pietro, desidero
fare altrettanto. Quante grazie ho ricevuto in questi anni dalla Vergine Santa
attraverso il Rosario: Magnificat anima mea Dominum! Desidero elevare il
mio grazie al Signore con le parole della sua Madre Santissima, sotto la cui
protezione ho posto il mio ministero petrino: Totus tuus!
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