... che tuttavia può essere migliorato
28. Ho ricordato, nella Lettera apostolica Novo
millennio ineunte, che c'è oggi anche in Occidente una rinnovata
esigenza di meditazione, che trova a volte in altre religioni modalità
piuttosto accattivanti.35 Non mancano i cristiani che, per
la poca conoscenza della tradizione contemplativa cristiana, si lasciano
allettare da quelle proposte. Esse tuttavia, pur avendo elementi positivi e
talvolta integrabili con l'esperienza cristiana, nascondono spesso un fondo
ideologico inaccettabile. Anche in quelle esperienze è molto in voga una
metodologia che, mirando al traguardo di un'alta concentrazione spirituale, si
avvale di tecniche di carattere psico-fisico, ripetitive e simboliche. Il
Rosario si pone in questo quadro universale della fenomenologia religiosa, ma
si delinea con caratteristiche proprie, che rispondono alle esigenze tipiche
della specificità cristiana.
In effetti, esso non è che un metodo per contemplare. Come metodo, va
utilizzato in relazione al fine e non può diventare fine a se stesso. Tuttavia,
essendo frutto di secolare esperienza, anche il metodo non va sottovalutato.
Milita a suo favore l'esperienza di innumerevoli Santi. Ciò non toglie, però,
che esso possa essere migliorato. Proprio a questo mira l'integrazione, nel
ciclo dei misteri, della nuova serie dei mysteria lucis, unitamente ad
alcuni suggerimenti relativi alla recita che propongo in questa Lettera. Con
essi, pur rispettando la struttura ampiamente consolidata di questa preghiera,
vorrei aiutare i fedeli a comprenderla nei suoi risvolti simbolici, in sintonia
con le esigenze della vita quotidiana. Senza questo, c'è il rischio che il
Rosario non solo non produca gli effetti spirituali auspicati, ma persino che
la corona, con la quale si è soliti recitarlo, finisca per essere sentita alla
stregua di un amuleto o di un oggetto magico, con un radicale travisamento del
suo senso e della sua funzione.
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