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3.
Dinanzi a tali tematiche la vostra missione,
cari Padri Scalabriniani, rivela tutta la sua attualità. Siete chiamati
ad approfondire il vostro carisma, per diffonderlo come dono della Chiesa al
mondo della mobilità umana. Gli orizzonti sempre più ampi delle migrazioni richiedono che abbiate
il coraggio di aprirvi verso nuove frontiere, alle quali la missione vi chiama.
Il Padrone della messe non lascerà che i figli più deboli e
dispersi rimangano senza chi spezzi per loro il pane e li raccolga in
unità.
Riflettendo sul
vostro progetto missionario, voi avete preso anche più chiara coscienza
del fatto che la vita fraterna in comunità qualifica la vostra esistenza
e missione specifica. Anche mediante questa testimonianza, voi potete essere segno,
profezia e testimonianza della resurrezione là dove sono più
forti i segni della divisione e dell'ingiustizia. Raccogliendo insieme i
migranti di Nazioni diverse, farete sì che nelle varie Chiese locali
possano risuonare in lingue diverse, come già nella Pentecoste, le lodi
di Dio per le meraviglie che Egli compie nella storia.
Davanti al volto
sofferente dei migranti, sentitevi impegnati a difenderne e promuoverne i
diritti, con quella partecipazione cordiale che lo Spirito suscita in coloro
che ha chiamati al servizio del Regno. Il numero crescente di migranti non
cristiani non può lasciare indifferenti le Comunità ecclesiali
chiamate ad annunciare e testimoniare l'amore salvifico del Padre.
"Annunciare e testimoniare il vangelo della carità costituisce il
tessuto connettivo della missione rivolta ai migranti" (Messaggio per la
Giornata Mondiale delle Migrazioni, 2001).
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