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Plinio Corrêa de Oliveira
La politica vaticana di distensione…

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2. CATTOLICI APOSTOLICI ROMANI

 

La TFP è unassociazione civica e non religiosa. Tuttavia, i suoi dirigenti, soci e militanti sono cattolici, apostolici romani. E, di conseguenza, è cattolica lispirazione che li ha mossi in tutte le campagne che la TFP ha intrapreso per il bene del paese.

La posizione fondamentalmente anticomunista della TFP deriva dalle convinzioni cattoliche di coloro che ne fanno parte. E siccome sono cattolici, i dirigenti, soci e militanti della TFP sono anticomunisti in nome dei principi cattolici.

La diplomazia vaticana di distensione verso i governi comunisti crea quindi, per i cattolici anticomunisti, una situazione che li tocca profondamente, molto meno in quanto anticomunisti che in quanto cattolici. Infatti in ogni momento si può fare loro una osservazione sommamente imbarazzante: lazione anticomunista da loro svolta non porta proprio a un risultato opposto a quello voluto dal Vicario di Gesù Cristo? E come si può immaginare un cattolico coerente la cui azione si svolga in direzione opposta a quella del Pastore dei Pastori? Tale domanda comporta come conseguenza, per tutti i cattolici anticomunisti, una alternativa: cessare la lotta o chiarire la loro posizione.

Cessare la lotta, non possiamo. Non lo possiamo per un imperativo della nostra coscienza di cattolici. Infatti, se è dovere di ogni cattolico promuovere il bene e combattere il male, la nostra coscienza ci impone di diffondere la dottrina tradizionale della Chiesa, e di combattere la dottrina comunista.

Nel mondo contemporaneo risuonano da ogni parte le parolelibertà di coscienza”. Sono pronunciate in tutto lOccidente e persino nelle segrete della Russiao di Cuba. Molte volte questa espressione è tanto usata da assumere persino significati abusivi. Ma in quanto ha di più legittimo e sacro si inscrive il diritto del cattolico di agire tanto nella vita religiosa quanto in quella civile secondo i dettami della sua coscienza.

Ci sentiremmo più incatenati nella Chiesa di quanto non lo era Solgenitsin nella Russia sovietica, se non potessimo agire in consonanza con i documenti di grandi Pontefici che hanno illuminato la Cristianità con la loro dottrina.

La Chiesa non è, la Chiesa non è mai stata, la Chiesa non sarà mai un tale carcere per le coscienze. Il vincolo di ubbidienza al Successore di Pietro, che mai romperemo, che amiamo dal più profondo della nostra anima, al quale tributiamo il meglio del nostro amore, questo vincolo noi lo baciamo nel momento in cui, macerati dal dolore, affermiamo la nostra posizione. E in ginocchio, fissando con venerazione la figura di S.S. Paolo VI, noi gli manifestiamo tutta la nostra fedeltà.

Con questo atto filiale diciamo al Pastore dei Pastori: la nostra anima è Vostra, la nostra vita è Vostra. Ordinateci ciò che desiderate. Solo non comandateci di incrociare le braccia di fronte al lupo rosso che attacca. A questo si oppone la nostra coscienza.

 

 




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