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José Saraiva Martins
Chiesa all'alba del terzo Millennio

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  • Una Chiesa-lievito della società
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Una Chiesa-lievito della società

Il mondo di oggi è segnato da una cultura immanentistica chiusa al soprannaturale, da cui scaturisce una progressiva indifferenza religiosa, che non lascia di avere il suo influsso negativo tra gli stessi cristiani, molti dei quali corrono il rischio di perdere il senso escatologico e trascendente della vita. Un forte orizzontalismo culturale, che sembra allargarsi a macchia d'olio nella società di oggi, può portarli ad affievolire il senso verticale della loro vita di fede, e, di conseguenza, a dimenticare quelle "realtà ultime" che dovrebbero illuminare tutta la loro esistenza terrena.

Un altro elemento posto in rilievo dai Padri sinodali nella loro acuta analisi della società attuale, è quello che riguarda le intollerabili situazioni di ingiustizia in cui versano ancora tanti milioni di esseri umani. È scandaloso, ad esempio, che l'80% della popolazione nel mondo viva con il 20% delle sue risorse, ed un miliardo e duecento milioni di uomini siano costretti a "vivere" con meno di un dollaro al giorno (Cfr Synodus Episcoporum, Nuntius, n. 10).

Questa situazione interpella fortemente la Chiesa del terzo millennio. Occorre evangelizzare la cultura e le culture del nostro tempo. Non è certamente un compito facile. Anzi. Si tratta di un compito "gigantesco", come ha osservato il Card. Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura (Ib., 6, 5). Ciò, infatti, significa "spegnere i focolai della contro-cultura della morte, e creare con tutti gli uomini di buona volontà la civiltà dell'amore dove gli uomini di tutte le culture sapranno vivere come fratelli, se noi l'aiuteremo a riscoprirsi in Gesù Cristo Figlio di Dio-Amore, Padre di tutti gli uomini" (Ib.); significa fecondare, dal di dentro, la cultura e le culture immanenti, chiuse in se stesse, con lo spirito del Vangelo, aprendole al trascendente.

Davanti poi alle inammissibili ingiustizie di cui sono vittime tanti nostri fratelli, la Chiesa si propone di impegnarsi a contribuire, con la forza del Vangelo, a mettere fine a tali situazioni che offendono la dignità della persona umana. Nel Messaggio finale del Sinodo, i Padri sinodali sono espliciti e categorici al riguardo: "Si impone, essi dicono, un cambiamento di ordine morale: la dottrina sociale della Chiesa assume ogni un'importanza che non può essere esagerata. Noi Vescovi ci impegniamo a farla conoscere meglio nelle nostre Chiese particolari" (Nuntius, n. 10). Nella dottrina sociale della Chiesa, infatti, si trovano tutti i principi che, se ben applicati, garantiscono una vera giustizia sociale.

Evangelizzando le culture e lottando per la giustizia sociale, la Chiesa dà il suo prezioso contributo ad una progressiva trasformazione della società, rendendola sempre più giusta, più umana e, perciò stesso, sempre più cristiana. E facendo ciò, la Chiesa diventa il lievito della società. Questo è, in fondo, il senso della sua missione a servizio dell'uomo, della sua salvezza integrale, della sua liberazione totale.

Nell'assolvere a questo suo compito, la Chiesa può contare sulla collaborazione dei laici. Essa è insostituibile. L'evangelizzazione delle culture e di tutte le altre realtà umane, sarebbe, senza di essi, quanto mai difficile. Occorre, pertanto, che ci siano nella Chiesa dei cristiani laici adulti nella fede, capaci d'impegnarsi seriamene nel servizio apostolico e sociale, nella promozione integrale dell'uomo e nella costruzione di una nuova civiltà: quella dell'amore.




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