I.
CLOTO
Cosí
fermate al bel fanciull' avanti,
la fatidica lingua
Cloto sciolse,
e disse con soavi e
dolci canti:
-
O dove il ciel ogni sua grazia accolse,
e largo infuse il suo
favor sí raro,
che diede tutto ciò
che a gli altri tolse,
cresci,
fanciullo, e porgi al padre caro
ed a la dolce madre
ogni or diletto,
da lei levando il
duol del parto amaro.
Cresci,
fanciull', e ingombri il molle petto
eterna gioia di tua
buona sorte,
ché da le fasce a
gloria fusti eletto.
E
tu felice padre saggio e forte,
e tu fra l'altre
aventurosa madre,
godete, ch'ei di
gloria apre le porte.
Voi
Imeneo con faci alme e leggiadre
a nodo marital
congiunse in una
voglia che sempr'a i
vostri petti quadre:
credete
or quel che canterá ciascuna
di noi lodando il
caro figlio vostro,
che ne la fronte
piglierá fortuna.
Stabilito
è lá su nel sacro chiostro
de gli arcani decreti
almi e divini
quant'or vi spiega il
vero canto nostro.
Qual
in bel viso d'apríci giardini
un verde mirto che
mattino e sera
senta l'umor de i
fonti a lui vicini,
che
'n la fiorita e vaga primavera,
culto da verginella
man polita,
ogni or si fa piú bel
che pria non era:
ed
odorarlo ogni uom che passa invita
con le cosparse a
l'aria verdi foglie,
piene di grazia c'ha
l'odor unita:
indi
sovente un ramuscel ne toglie
amorosa fanciulla e
s'orna il seno,
soperba di sí care e
amate spoglie,
tal
ei, crescendo di vertute pieno,
vincerá gli anni de
la prima etate.
Ma chi può dir sí
rare doti a pieno?
Chi
fia ch'aguagli la sua gran bontate,
con quel vigor ch'a'
maschi cori inspira
d'un largo ciel la
rara largitate ?
Veggio
che quel ciascun onora, e ammira
in sí tenera etá modi
sí saggi,
privi di sdegno,
d'ogni orgoglio ed ira.
E
proprio par che 'l molle petto irraggi
un divin lume che lo
guida e alluma,
né li sottragge mai
suoi santi raggi.
Fra
gli studi la prima etá consuma,
e del profitto tra se
stesso gode,
né piú del ver giá
mai par che presuma.
Chi
parla di vertute onora ed ode,
ogni bel detto ne la
mente ha chiuso,
mostrando sol disio
di vera lode.
Contra
il costume fanciullesco ed uso,
a' piú saggi
s'accosta, e par che sprezzi
il volgo insano,
instabile e confuso.
Cresci,
fanciul, ché s'or onori e prezzi
la vertú tanto, allor
che fia ne gli anni
a faticosa gloria
sempr'avezzi?
Cresci,
fanciul, ché gli onorati scanni
t'aspettan de l'avito
e eccelso impero,
per ristorar di tuoi
gli avuti danni.
Animo
invitto, candido e sincero,
che queste membra
pargolette informi,
nemico al falso e sol
amico al vero,
aspetta
il tempo, ché, s'adesso dormi,
tosto ti desteran
pensier canuti,
ch'al voler l'opre ti
daran conformi:
divini
effetti in altro non veduti. -
|