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Matteo Bandello
Le tre Parche

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  • I. CLOTO
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I.

CLOTO

Cosí fermate al bel fanciull' avanti,

la fatidica lingua Cloto sciolse,

e disse con soavi e dolci canti:

- O dove il ciel ogni sua grazia accolse,

e largo infuse il suo favor raro,

che diede tutto ciò che a gli altri tolse,

cresci, fanciullo, e porgi al padre caro

ed a la dolce madre ogni or diletto,

da lei levando il duol del parto amaro.

Cresci, fanciull', e ingombri il molle petto

eterna gioia di tua buona sorte,

ché da le fasce a gloria fusti eletto.

E tu felice padre saggio e forte,

e tu fra l'altre aventurosa madre,

godete, ch'ei di gloria apre le porte.

Voi Imeneo con faci alme e leggiadre

a nodo marital congiunse in una

voglia che sempr'a i vostri petti quadre:

credete or quel che canterá ciascuna

di noi lodando il caro figlio vostro,

che ne la fronte piglierá fortuna.

Stabilito è su nel sacro chiostro

de gli arcani decreti almi e divini

quant'or vi spiega il vero canto nostro.

Qual in bel viso d'apríci giardini

un verde mirto che mattino e sera

senta l'umor de i fonti a lui vicini,

che 'n la fiorita e vaga primavera,

culto da verginella man polita,

ogni or si fa piú bel che pria non era:

ed odorarlo ogni uom che passa invita

con le cosparse a l'aria verdi foglie,

piene di grazia c'ha l'odor unita:

indi sovente un ramuscel ne toglie

amorosa fanciulla e s'orna il seno,

soperba di care e amate spoglie,

tal ei, crescendo di vertute pieno,

vincerá gli anni de la prima etate.

Ma chi può dir rare doti a pieno?

Chi fia ch'aguagli la sua gran bontate,

con quel vigor ch'a' maschi cori inspira

d'un largo ciel la rara largitate ?

Veggio che quel ciascun onora, e ammira

in tenera etá modi saggi,

privi di sdegno, d'ogni orgoglio ed ira.

E proprio par che 'l molle petto irraggi

un divin lume che lo guida e alluma,

né li sottragge mai suoi santi raggi.

Fra gli studi la prima etá consuma,

e del profitto tra se stesso gode,

piú del ver giá mai par che presuma.

Chi parla di vertute onora ed ode,

ogni bel detto ne la mente ha chiuso,

mostrando sol disio di vera lode.

Contra il costume fanciullesco ed uso,

a' piú saggi s'accosta, e par che sprezzi

il volgo insano, instabile e confuso.

Cresci, fanciul, ché s'or onori e prezzi

la vertú tanto, allor che fia ne gli anni

a faticosa gloria sempr'avezzi?

Cresci, fanciul, ché gli onorati scanni

t'aspettan de l'avito e eccelso impero,

per ristorar di tuoi gli avuti danni.

Animo invitto, candido e sincero,

che queste membra pargolette informi,

nemico al falso e sol amico al vero,

aspetta il tempo, ché, s'adesso dormi,

tosto ti desteran pensier canuti,

ch'al voler l'opre ti daran conformi:

divini effetti in altro non veduti. -

 




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