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Matteo Bandello
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era

                                                                 grassetto = Testo principale
    Parte,  Novella                                              grigio = Testo di commento
1 1, IPre | giorno puntalmente essequito. Era tra gli altri in compagnia 2 1, IPre | memoria, cosí precisamente com'era stato da l'Alemanni detto, 3 1, IPre | ragioni dichiaravate, che era stupore e miracolo a sentirvi. 4 1, IPre | vero detto che non donna era quella che parlava, ma che 5 1, I | cittá, che fino a quel tempo era vivuta in grandissima pace 6 1, I | fin alora la cittá nostra era sempre stata ubidiente a 7 1, I | Buondelmondesca fazione era alora il capo. Disegnando 8 1, I | mettesse innanzi che questa era cosa malissimo fatta e indegna 9 1, I | onorato cavaliere come egli era istimato, s'era il misero 10 1, I | come egli era istimato, s'era il misero amante da una 11 1, I | e manifesta onta non era a modo veruno da sopportare, 12 1, I | pensarvi piú maturamente. Era tra i congregati il Mosca 13 1, I | costoro ciò che bisogno era per dare effetto a tanto 14 1, I | Buondelmonte, secondo che era consueto, dinanzi a quelle 15 1, I | sotto una statua che v'era di Marte, gettato da cavallo 16 1, I | maniera che tutta la cittá era in arme. Ora perché queste 17 1, I | in due fazioni come giá era tutta Italia, cioè in Ghibellini 18 1, II | a' persiani restituí, ch'era stato in mano de li macedoni 19 1, II | valorosamente acquistati, era tenuto per tutto l'Oriente 20 1, II | regnasse. Nei conviti poi era un nuovo Locullo, onorando 21 1, II | Ariabarzane, il cui ufficio era, quando il re publicamente 22 1, II | Questo ufficio di senescalco era sommamente stimato, e communemente 23 1, II | detto Ariabarzane, oltre che era di nobilissimo legnaggio 24 1, II | ricchezze nel reame si trovava, era poi il piú cortese e liberal 25 1, II | seco agli scacchi giocasse. Era in quei tra' Persiani 26 1, II | maniera un buon giocatore era stimato, come oggidí tra 27 1, II | faccia, e pensando se v'era modo di schifar lo scacco 28 1, II | lo liberò dal periglio ov'era, ma lasciò un suo rocco 29 1, II | pose dietro a seguitarla. Era Ariabarzane un di quei baroni, 30 1, II | velocissimo suo correre tanto gli era grato, che mille altri de 31 1, II | oltra la velocitá del corso, era attissimo a le scaramucce 32 1, II | il cavallo d'Ariabarzane era tenuto dei megliori che 33 1, II | il cavallo del suo signor era dai piedi dinanzi sferrato 34 1, II | dispiacesse, il qual non s'era avveduto che il cavallo 35 1, II | pericolo ove il cavallo era. Smontato il re, e li duo 36 1, II | accorse molto bene che questa era una de le cortesie d'Ariabarzane, 37 1, II | al vincitore si darebbe era uno animoso e generosissimo 38 1, II | che nulla piú. Lo scudo era meraviglioso e forte, che 39 1, II | stima, che da fanciullo s'era in campo allevato e cresciuto. 40 1, II | stranieri, perciò che la festa era bandita generale, con salvocondutto 41 1, II | fatti di bei colpi da molti, era general giudicio che il 42 1, II | quanto piacere aver poteva, era che quel l'onore fosse 43 1, II | ogni lor speranza, se ve n'era, in tutto troncava. Ora 44 1, II | chiaramente che esso re era d'ardentissimo disio acceso 45 1, II | piacevano al re; nondimeno egli era pur disposto perseverando 46 1, II | incontrarlo, perciò che egli era che incontro gli veniva, 47 1, II | re, che sagacissimo uomo era, e piú e piú volte giá del 48 1, II | il cader de la lancia non era stato fortunevole ma fatto 49 1, II | ubligato; e udite come. Era antico ed approvato costume 50 1, II | quanto ne l'animo caduto gli era, impose a uno de li suoi 51 1, II | e fece quanto dal re gli era stato imposto. Ariabarzane, 52 1, II | sentiva, quanto che Dario era il maggior nemico che egli 53 1, II | Nondimeno, come colui ch'era di grand'animo, non sostenne 54 1, II | vita ove per lui posto s'era tante fiate, de l'usate 55 1, II | di meritar guiderdone gli era il suo ufficio levato, trascorse 56 1, II | castella; ma questo non gli era lecito senza saputa e congedo 57 1, II | Al re da l'altro canto era il tutto apportato che Ariabarzane 58 1, II | chiamato. – Ariabarzane, ch'era pieno di mal talento, seguendo 59 1, II | che da molti suoi baroni era desiderata d'averla, e a 60 1, II | desiderata d'averla, e a lui era stata richiesta da quelli 61 1, II | di sua moglie, che morta era, gli erano rimaste, le quali 62 1, II | bellissime tutte due, ma la prima era senza parangone piú bella 63 1, II | piú bella de l'altra, ed era di lei d'un anno maggior 64 1, II | per tutta Persia, e non era in quella cosí gran barone 65 1, II | Ariabarzane imparentato. Era egli giá stato circa quattro 66 1, II | piaceva per l'aria che v'era perfetta, e altresí perché 67 1, II | pensiero che nel capo gli era caduto, deliberò di mandar 68 1, II | come giá s'è detto, non era di bellezza a la maggior 69 1, II | che intendente e avveduta era, udita la voluntá del padre 70 1, II | promise di far quanto le era imposto. E cosí, insieme 71 1, II | maggior fosse piú bella, non v'era però tanta diseguaglianza, 72 1, II | diseguaglianza, che quando la minor era senza il parangon de l'altra, 73 1, II | che di leggero chi non era piú che pratico con loro 74 1, II | rado si potevano vedere. Era al re morta la moglie giá 75 1, II | non fosse di sangue reale, era nondimeno nobilissima. Onde 76 1, II | al re un'altra dote come era stata la prima, dicendo 77 1, II | fuor d'ogni eccezione, giá era divenuto marito d'una, che 78 1, II | scherzando, ella che accortissima era e sagace, lo messe in varii 79 1, II | gli dichiarò come ella non era piú bella de la sorella. 80 1, II | solennissime nozze si celebravano. Era esso re in una ornatissima 81 1, II | bellissimo figliuolino che era a veder la piú vezzosa cosa 82 1, II | saziava di mirarlo, e tanto era il piacer che da la vista 83 1, II | come quella che regalmente era allevata e nodrita, la quale 84 1, II | grandissimo prencipe parentado, ed era la sua dote il valor di 85 1, II | Rispose Ariabarzane che tanto era per fare quanto egli volesse. 86 1, II | mentre che tutta la corte era in gioia ed altro non si 87 1, II | fece altra tanta dote quant'era quella che recata aveva, 88 1, II | sdegno cagione, che in dubio era se deveva cedergli o condannarlo 89 1, II | dèi onorati e riveriti, era tra loro una legge, ch'ogni 90 1, II | giudicio di questi tali era senza appellazione alcuna 91 1, II | consiglieri pronunziata era pura giustizia, e la voluntá 92 1, II | re, se alcuno assolveva, era grazia e misericordia. Fu 93 1, II | perdesse il capo, perché s'era voluto agguagliar al re, 94 1, II | grazie di tanta cortesia. Era appo i persiani per fermo 95 1, II | nei loro annali. Il caso era tale. Era ito il re di Persia 96 1, II | annali. Il caso era tale. Era ito il re di Persia a diportarsi 97 1, II | re ch'uno dei falconi che era tenuto per il meglior che 98 1, II | meglior che ci fosse, perché era di gran lena e saliva fin 99 1, II | compagnia che con il re era, cadde. Tutti li baroni 100 1, II | convenisse, di modo che non v'era persona che il falcone sommamente 101 1, II | falcone né lo biasimava. Era molto tardi quando il falcone 102 1, II | ciascuno che a lo spettacolo era molto stupido, e si cominciò 103 1, II | uomo e magnanimo mai non era stato in quel paese, né 104 1, II | devesse morire. Ora non era a chiunque si fosse lecito, 105 1, II | né piú né meno nel viso era di color cangiato, come 106 1, II | credere che il manigoldo era in ordine per tagliarli 107 1, II | rivolto; e questi che dianzi era il prim'uomo di corte, si 108 1, II | ed in un momento alza chi era basso e abbassa chi in alto 109 1, II | velenose lingue degli invidiosi era in disgrazia cascato. – 110 1, II | discendere e sovra quello ov'egli era salire, quello raccolse 111 1, II | segno ch'ogni ingiuria gli era rimessa e perdonata. Volle 112 1, II | farlo maggior di quel che era donògli la cittá di Passagarda 113 1, II | la cittá di Passagarda ov'era il sepolcro di Cirro, e 114 1, II | e rotte, se per innanzi era stato benigno e liberale, 115 1, III | molto riccamente, la quale era d'un cervel piú gagliardetto 116 1, III | perciò che essendo come era baldanzosa ed avendo tagliato, 117 1, III | conoscendosi da tutti quanto era sfrenata di lingua e mordace, 118 1, III | nessuno portava rispetto. Ella era poi oltre misura bella e 119 1, III | ella in tutta Lombardia era senza pari. Erano stati 120 1, III | pensieri, e conobbe che piú era in poter d'altrui che di 121 1, III | che avveduta e maliziosa era, e d'esser vagheggiata non 122 1, III | si dilettava, e quel che era o forse piú si stimava, 123 1, III | l'altra diremo Eleonora. Era Barbara rimasta vedova, 124 1, III | figliuolo che del morto marito l'era solo rimaso molto ricco, 125 1, III | detto, a casa de la sorella, era sforzato passar dinanzi 126 1, III | tanto piú che sua sorella era molto domestica d'essa Eleonora, 127 1, III | marito d'Eleonora se ne era ito in villa, essendo circa 128 1, III | da merigge non dormiva, era in una camera terrena per 129 1, III | sbigottí, perciò ch'ella era sola e ciascuno di casa 130 1, III | inteso che il marito suo era ito in villa, aveva voluto 131 1, III | suoi a casa de la sorella, era entrato dentro. Voleva egli 132 1, III | piedi se n'andò appresso ove era celato Pompeio, e messa 133 1, III | sovra una de le sue vesti ch'era di velluto carmesino, sotto 134 1, III | carmesino, sotto a cui l'amante era nascosto, disse al marito: – 135 1, III | suso le gambe di Pompeio. Era in quel punto montata la 136 1, III | e sentendo che il marito era con i servidori in camera 137 1, III | per una ereditá che le era da una sua zia stata lasciata, 138 1, III | scoperse il povero amante che era piú morto che vivo, e mille 139 1, III | la quale quando lo vedeva era astretta a ridere, ricordandosi 140 1, III | divolgar che la sua infermitá era gravissima. Onde alcuni 141 1, III | l'invito, perché tra loro era gran domestichezza. Mentre 142 1, III | a casa di Pompeio. Egli era nel letto in una camera 143 1, III | in pace perciò che egli era disposto giacersi seco amorosamente, 144 1, III | dar pace, ed essendo, com'era, superba, ritrosa e forte, 145 1, III | còlera e di stizza, e non v'era ordine che in modo alcuno 146 1, III | servidore, e che cosa non era al mondo per difficil che 147 1, III | buon viso e mostraste che v'era caro ch'io vi servissi. 148 1, III | ferventissimo amore, e come per voi era privo d'ogni pace e riposo, 149 1, III | detto che il consorte vostro era andato in villa. Cosí tremando 150 1, III | ricchissimamente apparata, dentro a cui era un letto che sarebbe stato 151 1, III | seta e d'oro. La coperta era di raso carmesino tutta 152 1, III | camera, in luogo di razzi, era di velluto carmesino maestrevolmente 153 1, III | nel mezzo de la quale v'era una condecente tavola coperta 154 1, III | d'un tapeto di seta, ed era alessandrino. Vi si vedevano 155 1, III | entrar in un paradiso, tanto era bello il luogo, e tanto 156 1, III | bellissimamente formato, era il petto oltra ogni credenza 157 1, III | poi ciascuno ove piú gli era a grado. Mentre le frutte 158 1, IVPre| che ella ne le prime nozze era moglie del nostro signor 159 1, IVPre| gloria, perciò che egli era riputato esser di lei geloso. 160 1, IVPre| esser di lei geloso. Del che era in Milano assai biasimato. 161 1, IVPre| di tal maniera, che ella era stimata una de l'oneste 162 1, IVPre| figliuola d'un suo capitano che era pazza da catena. E bene 163 1, IVPre| che la sua fine occorse era in Romagna, il pregai che 164 1, IV | la duchessa di Mantova. Era la moglie di Giacomo donna 165 1, IV | differente d'etá, perciò che egli era giá vecchio ed ella non 166 1, IV | assai di cento mila ducati. Era la figliuola assai bella, 167 1, IV | questo e con quello. Ella era da molti vagheggiata e domandata 168 1, IV | Gismondo, e quasi il matrimonio era per conchiuso. Ma il conte 169 1, IV | troppo libera e poco onesta. Era in quei giorni al servigio 170 1, IV | un poco zoppo d'un piede, era nondimeno giovine assai 171 1, IV | gagliardo macinatore che non era il suo amante, del quale 172 1, IV | villana, di modo che dove era stato grandissimo amore 173 1, IV | dire. Ella a cui spesso era riferito il male che di 174 1, IV | ma che per farle servigio era per far ogni gran cosa, 175 1, IV | far ogni gran cosa, e che era presto sempre a servirla. 176 1, IV | che il signor Ardizzino era persona nobilissima ed amico 177 1, IV | riconciliarsi seco, e che ella era d'animo di far ogni cosa 178 1, IV | partito, e sovvenendole che era piú libera col signor Ardizzino 179 1, IV | fargli intendere che ella era tutta sua e che perpetuamente 180 1, IV | di lei, come giá ella era determinata esser eternamente 181 1, IV | continovo, giorno e notte, era con lei. Stettero insieme 182 1, IV | replicava iratamente che era determinato di farlo e che 183 1, IV | saggio conseglio. Ma egli non era giá per seguirlo, anzi aveva 184 1, IV | ciò che da la donna gli era stato detto. Il conte si 185 1, IV | Boeta e quivi si fermò. Era in quei a Milano don 186 1, IV | fratello leggitimo, perché egli era figliuol bastardo del conte 187 1, IV | Bicocca. Questo don Pietro era giovine di ventidui anni, 188 1, IV | il conte di Gaiazzo non v'era, e, tenutogli le spie dietro, 189 1, IV | alora fuggito di Francia era in Milano a nome de l'imperadore, 190 1, IV | non sapendo che don Pietro era scappato per la piú corta, 191 1, V | beffa il suo marito~che era fatto geloso.~ ~Poi che 192 1, V | fieramente s'innamorò. Ella era figliuola del signor Marino 193 1, V | Marino Minutolo. E perché era bellissima, molti baroni 194 1, V | Oltre a questo, sapendo ch'era stata da molti seguita, 195 1, V | il debito nel letto, come era solito, dubitò che ella 196 1, V | si fidava tenendone, che era un mascalzone ruvido e villano, 197 1, V | fantesca, ma tanto inetta ch'era da niente, assicurandosi 198 1, V | ventidui anni, che Niceno era nomato, col quale il piú 199 1, V | tempo si dimorava. E perché era primo cugino d'una cugina 200 1, V | volesse, di quell'arme ch'ella era ferita ferir Angravalle, 201 1, V | sapendo che egli al marito era troppo caro, non ardiva 202 1, V | che Isabella Caracciuola era nomata, il caso suo conferire 203 1, V | Angravalle. In casa nostra, che era albergo d'ogni uomo da bene, 204 1, V | la piú innamorata donna era che in Napoli fosse, e per 205 1, V | Angravalle poco innanzi era uscito, e Bindoccia entrata 206 1, V | famiglio che per guardia di lei era in casa rimaso, conoscendo 207 1, V | tra il padrone e Niceno era, non si curò di spiar quello 208 1, V | altra quivi vicina andò, ove era il luogo da levar il peso 209 1, V | Angravalle che alora s'era destato, e la moglie aveva 210 1, V | giardino entrò. La casa era molto grande, con bellissimo 211 1, V | altane, come in Napoli s'usa. Era anco copiosa di sale e di 212 1, V | lettuccio che in camera era, e con estrema gioia ed 213 1, V | Niceno per la via che venuto era a casa sua ed ella al marito 214 1, V | conosceva che quel flusso l'era stato in vece d'una salutifera 215 1, V | Angravalle, che quando egli v'era. E cosí dandosi ogni notte 216 1, V | a giacersi con lei, che era la notte di santo Ermo, 217 1, V | medesima dimestichezza con che era uso, gran pezza seco stette 218 1, V | devete. Egli, come quello che era de la moglie oltre ogni 219 1, V | colui che egli visto aveva era Niceno. Vivendo adunque 220 1, V | aspettarlo in una camera che era in alto, ove erano i fornimenti 221 1, V | porgeva la vista, la quale era vicina a la camera ov'era 222 1, V | era vicina a la camera ov'era Angravalle. Ascesa su, 223 1, V | uno scanno che in camera era, e credendo d'aver lasciata 224 1, V | panni in dosso aveva, se era armato, se solo, a che ora 225 1, V | per entrarvi dentro. Non era ancora Angravalle geloso 226 1, V | quale giunto in camera tanto era affannato, per la còlera 227 1, V | travagliato, e che strano caso era occorso, egli in questo 228 1, V | voi, a me e al grado suo era in ogni modo condecente, 229 1, V | e inteso che Niceno non era partito, salirono le scale, 230 1, V | torchi, cosí Niceno che s'era corcato ne la carriuola, 231 1, V | hai che nessuno qui dentro era eccetto la mutola, che per 232 1, V | da quella parte ov'ella s'era leggermente corcata, restarono 233 1, V | sé, e non sapeva se desto era o se si sognava, e di modo 234 1, V | si sognava, e di modo gli era morta la parola in bocca, 235 1, V | affermando che sempre egli era stato duro a creder tanta 236 1, V | spogliatosi la gelosia quando era tempo di vestirsela, a quella 237 1, V | quello che piú a grado l'era. Ella poi, servidori per 238 1, VIPre| Sforza signor di Pesaro, che era in Milano, a la presenza 239 1, VI | molto volentieri, quando era in compagnia, con qualche 240 1, VI | ascoltanti rallegrare. Egli era bellissimo parlatore e sempre 241 1, VI | Gonzaga sua moglie, io che era ancor degli invitati mi 242 1, VI | letterato, come quello che era stato sotto il vittorioso 243 1, VI | Milano e altrove mantenne, v'era il Porcellio, poeta romano, 244 1, VI | esser detto romano. Egli era assai buon poeta secondo 245 1, VI | abbondavano, questo fra gli altri era uno dei solenni, che sempre 246 1, VI | dare, di maniera che questo era il sommo suo diletto d'andar 247 1, VI | buona ereditá. La moglie, ch'era donna molto costumata, s' 248 1, VI | sonno ed il mangiare. Egli era piú vicino ai settanta anni 249 1, VI | gravemente infermo come era, che volesse aver qualche 250 1, VI | Domenico, che alora di nuovo era edificato, e si fece chiamar 251 1, VI | commessione del prencipe era venuto per visitare e confessar 252 1, VI | secondo che la moglie diceva, era ne le mani del diavolo, 253 1, VI | a lui fosse comoda egli era presto a udirlo. Il Porcellio, 254 1, VI | lo interrogò se il marito era deliberato di piú non peccare


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