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Parte, Novella grigio = Testo di commento
1 1, IPre | giorno puntalmente essequito. Era tra gli altri in compagnia
2 1, IPre | memoria, cosí precisamente com'era stato da l'Alemanni detto,
3 1, IPre | ragioni dichiaravate, che era stupore e miracolo a sentirvi.
4 1, IPre | vero detto che non donna era quella che parlava, ma che
5 1, I | cittá, che fino a quel tempo era vivuta in grandissima pace
6 1, I | fin alora la cittá nostra era sempre stata ubidiente a
7 1, I | Buondelmondesca fazione era alora il capo. Disegnando
8 1, I | mettesse innanzi che questa era cosa malissimo fatta e indegna
9 1, I | onorato cavaliere come egli era istimato, s'era il misero
10 1, I | come egli era istimato, s'era il misero amante da una
11 1, I | e sí manifesta onta non era a modo veruno da sopportare,
12 1, I | pensarvi piú maturamente. Era tra i congregati il Mosca
13 1, I | costoro ciò che bisogno era per dare effetto a tanto
14 1, I | Buondelmonte, secondo che era consueto, dinanzi a quelle
15 1, I | sotto una statua che v'era di Marte, gettato da cavallo
16 1, I | maniera che tutta la cittá era in arme. Ora perché queste
17 1, I | in due fazioni come giá era tutta Italia, cioè in Ghibellini
18 1, II | a' persiani restituí, ch'era stato in mano de li macedoni
19 1, II | valorosamente acquistati, era tenuto per tutto l'Oriente
20 1, II | regnasse. Nei conviti poi era un nuovo Locullo, onorando
21 1, II | Ariabarzane, il cui ufficio era, quando il re publicamente
22 1, II | Questo ufficio di senescalco era sommamente stimato, e communemente
23 1, II | detto Ariabarzane, oltre che era di nobilissimo legnaggio
24 1, II | ricchezze nel reame si trovava, era poi il piú cortese e liberal
25 1, II | seco agli scacchi giocasse. Era in quei dí tra' Persiani
26 1, II | maniera un buon giocatore era stimato, come oggidí tra
27 1, II | faccia, e pensando se v'era modo di schifar lo scacco
28 1, II | lo liberò dal periglio ov'era, ma lasciò un suo rocco
29 1, II | pose dietro a seguitarla. Era Ariabarzane un di quei baroni,
30 1, II | velocissimo suo correre tanto gli era grato, che mille altri de
31 1, II | oltra la velocitá del corso, era attissimo a le scaramucce
32 1, II | il cavallo d'Ariabarzane era tenuto dei megliori che
33 1, II | il cavallo del suo signor era dai piedi dinanzi sferrato
34 1, II | dispiacesse, il qual non s'era avveduto che il cavallo
35 1, II | pericolo ove il cavallo era. Smontato il re, e li duo
36 1, II | accorse molto bene che questa era una de le cortesie d'Ariabarzane,
37 1, II | al vincitore si darebbe era uno animoso e generosissimo
38 1, II | che nulla piú. Lo scudo era meraviglioso e forte, che
39 1, II | stima, che da fanciullo s'era in campo allevato e cresciuto.
40 1, II | stranieri, perciò che la festa era bandita generale, con salvocondutto
41 1, II | fatti di bei colpi da molti, era general giudicio che il
42 1, II | quanto piacere aver poteva, era che quel dí l'onore fosse
43 1, II | ogni lor speranza, se ve n'era, in tutto troncava. Ora
44 1, II | chiaramente che esso re era d'ardentissimo disio acceso
45 1, II | piacevano al re; nondimeno egli era pur disposto perseverando
46 1, II | incontrarlo, perciò che egli era che incontro gli veniva,
47 1, II | re, che sagacissimo uomo era, e piú e piú volte giá del
48 1, II | il cader de la lancia non era stato fortunevole ma fatto
49 1, II | ubligato; e udite come. Era antico ed approvato costume
50 1, II | quanto ne l'animo caduto gli era, impose a uno de li suoi
51 1, II | e fece quanto dal re gli era stato imposto. Ariabarzane,
52 1, II | sentiva, quanto che Dario era il maggior nemico che egli
53 1, II | Nondimeno, come colui ch'era di grand'animo, non sostenne
54 1, II | vita ove per lui posto s'era tante fiate, de l'usate
55 1, II | di meritar guiderdone gli era il suo ufficio levato, trascorse
56 1, II | castella; ma questo non gli era lecito senza saputa e congedo
57 1, II | Al re da l'altro canto era il tutto apportato che Ariabarzane
58 1, II | chiamato. – Ariabarzane, ch'era pieno di mal talento, seguendo
59 1, II | che da molti suoi baroni era desiderata d'averla, e a
60 1, II | desiderata d'averla, e a lui era stata richiesta da quelli
61 1, II | di sua moglie, che morta era, gli erano rimaste, le quali
62 1, II | bellissime tutte due, ma la prima era senza parangone piú bella
63 1, II | piú bella de l'altra, ed era di lei d'un anno maggior
64 1, II | per tutta Persia, e non era in quella cosí gran barone
65 1, II | Ariabarzane imparentato. Era egli giá stato circa quattro
66 1, II | piaceva per l'aria che v'era perfetta, e altresí perché
67 1, II | pensiero che nel capo gli era caduto, deliberò di mandar
68 1, II | come giá s'è detto, non era di bellezza a la maggior
69 1, II | che intendente e avveduta era, udita la voluntá del padre
70 1, II | promise di far quanto le era imposto. E cosí, insieme
71 1, II | maggior fosse piú bella, non v'era però tanta diseguaglianza,
72 1, II | diseguaglianza, che quando la minor era senza il parangon de l'altra,
73 1, II | che di leggero chi non era piú che pratico con loro
74 1, II | rado si potevano vedere. Era al re morta la moglie giá
75 1, II | non fosse di sangue reale, era nondimeno nobilissima. Onde
76 1, II | al re un'altra dote come era stata la prima, dicendo
77 1, II | fuor d'ogni eccezione, giá era divenuto marito d'una, che
78 1, II | scherzando, ella che accortissima era e sagace, lo messe in varii
79 1, II | gli dichiarò come ella non era piú bella de la sorella.
80 1, II | solennissime nozze si celebravano. Era esso re in una ornatissima
81 1, II | bellissimo figliuolino che era a veder la piú vezzosa cosa
82 1, II | saziava di mirarlo, e tanto era il piacer che da la vista
83 1, II | come quella che regalmente era allevata e nodrita, la quale
84 1, II | grandissimo prencipe parentado, ed era la sua dote il valor di
85 1, II | Rispose Ariabarzane che tanto era per fare quanto egli volesse.
86 1, II | mentre che tutta la corte era in gioia ed altro non si
87 1, II | fece altra tanta dote quant'era quella che recata aveva,
88 1, II | sdegno cagione, che in dubio era se deveva cedergli o condannarlo
89 1, II | dèi onorati e riveriti, era tra loro una legge, ch'ogni
90 1, II | giudicio di questi tali era senza appellazione alcuna
91 1, II | consiglieri pronunziata era pura giustizia, e la voluntá
92 1, II | re, se alcuno assolveva, era grazia e misericordia. Fu
93 1, II | perdesse il capo, sí perché s'era voluto agguagliar al re,
94 1, II | grazie di tanta cortesia. Era appo i persiani per fermo
95 1, II | nei loro annali. Il caso era tale. Era ito il re di Persia
96 1, II | annali. Il caso era tale. Era ito il re di Persia a diportarsi
97 1, II | re ch'uno dei falconi che era tenuto per il meglior che
98 1, II | meglior che ci fosse, perché era di gran lena e saliva fin
99 1, II | compagnia che con il re era, cadde. Tutti li baroni
100 1, II | convenisse, di modo che non v'era persona che il falcone sommamente
101 1, II | falcone né lo biasimava. Era molto tardi quando il falcone
102 1, II | ciascuno che a lo spettacolo era molto stupido, e si cominciò
103 1, II | uomo e magnanimo mai non era stato in quel paese, né
104 1, II | devesse morire. Ora non era a chiunque si fosse lecito,
105 1, II | né piú né meno nel viso era di color cangiato, come
106 1, II | credere che il manigoldo era in ordine per tagliarli
107 1, II | rivolto; e questi che dianzi era il prim'uomo di corte, si
108 1, II | ed in un momento alza chi era basso e abbassa chi in alto
109 1, II | velenose lingue degli invidiosi era in disgrazia cascato. –
110 1, II | discendere e sovra quello ov'egli era salire, quello raccolse
111 1, II | segno ch'ogni ingiuria gli era rimessa e perdonata. Volle
112 1, II | farlo maggior di quel che era donògli la cittá di Passagarda
113 1, II | la cittá di Passagarda ov'era il sepolcro di Cirro, e
114 1, II | e rotte, se per innanzi era stato benigno e liberale,
115 1, III | molto riccamente, la quale era d'un cervel piú gagliardetto
116 1, III | perciò che essendo come era baldanzosa ed avendo tagliato,
117 1, III | conoscendosi da tutti quanto era sfrenata di lingua e mordace,
118 1, III | nessuno portava rispetto. Ella era poi oltre misura bella e
119 1, III | ella in tutta Lombardia era senza pari. Erano stati
120 1, III | pensieri, e conobbe che piú era in poter d'altrui che di
121 1, III | che avveduta e maliziosa era, e d'esser vagheggiata non
122 1, III | si dilettava, e quel che era o forse piú si stimava,
123 1, III | l'altra diremo Eleonora. Era Barbara rimasta vedova,
124 1, III | figliuolo che del morto marito l'era solo rimaso molto ricco,
125 1, III | detto, a casa de la sorella, era sforzato passar dinanzi
126 1, III | tanto piú che sua sorella era molto domestica d'essa Eleonora,
127 1, III | marito d'Eleonora se ne era ito in villa, essendo circa
128 1, III | da merigge non dormiva, era in una camera terrena per
129 1, III | sbigottí, perciò ch'ella era sola e ciascuno di casa
130 1, III | inteso che il marito suo era ito in villa, aveva voluto
131 1, III | suoi a casa de la sorella, era entrato dentro. Voleva egli
132 1, III | piedi se n'andò appresso ove era celato Pompeio, e messa
133 1, III | sovra una de le sue vesti ch'era di velluto carmesino, sotto
134 1, III | carmesino, sotto a cui l'amante era nascosto, disse al marito: –
135 1, III | suso le gambe di Pompeio. Era in quel punto montata la
136 1, III | e sentendo che il marito era con i servidori in camera
137 1, III | per una ereditá che le era da una sua zia stata lasciata,
138 1, III | scoperse il povero amante che era piú morto che vivo, e mille
139 1, III | la quale quando lo vedeva era astretta a ridere, ricordandosi
140 1, III | divolgar che la sua infermitá era gravissima. Onde alcuni
141 1, III | l'invito, perché tra loro era gran domestichezza. Mentre
142 1, III | a casa di Pompeio. Egli era nel letto in una camera
143 1, III | in pace perciò che egli era disposto giacersi seco amorosamente,
144 1, III | dar pace, ed essendo, com'era, superba, ritrosa e forte,
145 1, III | còlera e di stizza, e non v'era ordine che in modo alcuno
146 1, III | servidore, e che cosa non era al mondo per difficil che
147 1, III | buon viso e mostraste che v'era caro ch'io vi servissi.
148 1, III | ferventissimo amore, e come per voi era privo d'ogni pace e riposo,
149 1, III | detto che il consorte vostro era andato in villa. Cosí tremando
150 1, III | ricchissimamente apparata, dentro a cui era un letto che sarebbe stato
151 1, III | seta e d'oro. La coperta era di raso carmesino tutta
152 1, III | camera, in luogo di razzi, era di velluto carmesino maestrevolmente
153 1, III | nel mezzo de la quale v'era una condecente tavola coperta
154 1, III | d'un tapeto di seta, ed era alessandrino. Vi si vedevano
155 1, III | entrar in un paradiso, tanto era bello il luogo, e tanto
156 1, III | bellissimamente formato, era il petto oltra ogni credenza
157 1, III | poi ciascuno ove piú gli era a grado. Mentre le frutte
158 1, IVPre| che ella ne le prime nozze era moglie del nostro signor
159 1, IVPre| gloria, perciò che egli era riputato esser di lei geloso.
160 1, IVPre| esser di lei geloso. Del che era in Milano assai biasimato.
161 1, IVPre| di tal maniera, che ella era stimata una de l'oneste
162 1, IVPre| figliuola d'un suo capitano che era pazza da catena. E sí bene
163 1, IVPre| che la sua fine occorse era in Romagna, il pregai che
164 1, IV | la duchessa di Mantova. Era la moglie di Giacomo donna
165 1, IV | differente d'etá, perciò che egli era giá vecchio ed ella non
166 1, IV | assai di cento mila ducati. Era la figliuola assai bella,
167 1, IV | questo e con quello. Ella era da molti vagheggiata e domandata
168 1, IV | Gismondo, e quasi il matrimonio era per conchiuso. Ma il conte
169 1, IV | troppo libera e poco onesta. Era in quei giorni al servigio
170 1, IV | un poco zoppo d'un piede, era nondimeno giovine assai
171 1, IV | gagliardo macinatore che non era il suo amante, del quale
172 1, IV | villana, di modo che dove era stato grandissimo amore
173 1, IV | dire. Ella a cui spesso era riferito il male che di
174 1, IV | ma che per farle servigio era per far ogni gran cosa,
175 1, IV | far ogni gran cosa, e che era presto sempre a servirla.
176 1, IV | che il signor Ardizzino era persona nobilissima ed amico
177 1, IV | riconciliarsi seco, e che ella era d'animo di far ogni cosa
178 1, IV | partito, e sovvenendole che era piú libera col signor Ardizzino
179 1, IV | fargli intendere che ella era tutta sua e che perpetuamente
180 1, IV | di lei, sí come giá ella era determinata esser eternamente
181 1, IV | continovo, giorno e notte, era con lei. Stettero insieme
182 1, IV | replicava iratamente che era determinato di farlo e che
183 1, IV | saggio conseglio. Ma egli non era giá per seguirlo, anzi aveva
184 1, IV | ciò che da la donna gli era stato detto. Il conte si
185 1, IV | Boeta e quivi si fermò. Era in quei dí a Milano don
186 1, IV | fratello leggitimo, perché egli era figliuol bastardo del conte
187 1, IV | Bicocca. Questo don Pietro era giovine di ventidui anni,
188 1, IV | il conte di Gaiazzo non v'era, e, tenutogli le spie dietro,
189 1, IV | alora fuggito di Francia era in Milano a nome de l'imperadore,
190 1, IV | non sapendo che don Pietro era scappato per la piú corta,
191 1, V | beffa il suo marito~che era fatto geloso.~ ~Poi che
192 1, V | fieramente s'innamorò. Ella era figliuola del signor Marino
193 1, V | Marino Minutolo. E perché era bellissima, molti baroni
194 1, V | Oltre a questo, sapendo ch'era stata da molti seguita,
195 1, V | il debito nel letto, come era solito, dubitò che ella
196 1, V | si fidava tenendone, che era un mascalzone ruvido e villano,
197 1, V | fantesca, ma tanto inetta ch'era da niente, assicurandosi
198 1, V | ventidui anni, che Niceno era nomato, col quale il piú
199 1, V | tempo si dimorava. E perché era primo cugino d'una cugina
200 1, V | volesse, di quell'arme ch'ella era ferita ferir Angravalle,
201 1, V | sapendo che egli al marito era troppo caro, non ardiva
202 1, V | che Isabella Caracciuola era nomata, il caso suo conferire
203 1, V | Angravalle. In casa nostra, che era albergo d'ogni uomo da bene,
204 1, V | la piú innamorata donna era che in Napoli fosse, e per
205 1, V | Angravalle poco innanzi era uscito, e Bindoccia entrata
206 1, V | famiglio che per guardia di lei era in casa rimaso, conoscendo
207 1, V | tra il padrone e Niceno era, non si curò di spiar quello
208 1, V | altra quivi vicina andò, ove era il luogo da levar il peso
209 1, V | Angravalle che alora s'era destato, e la moglie aveva
210 1, V | giardino entrò. La casa era molto grande, con bellissimo
211 1, V | altane, come in Napoli s'usa. Era anco copiosa di sale e di
212 1, V | lettuccio che in camera era, e con estrema gioia ed
213 1, V | Niceno per la via che venuto era a casa sua ed ella al marito
214 1, V | conosceva che quel flusso l'era stato in vece d'una salutifera
215 1, V | Angravalle, che quando egli v'era. E cosí dandosi ogni notte
216 1, V | a giacersi con lei, che era la notte di santo Ermo,
217 1, V | medesima dimestichezza con che era uso, gran pezza seco stette
218 1, V | devete. Egli, come quello che era de la moglie oltre ogni
219 1, V | colui che egli visto aveva era Niceno. Vivendo adunque
220 1, V | aspettarlo in una camera che era in alto, ove erano i fornimenti
221 1, V | porgeva la vista, la quale era vicina a la camera ov'era
222 1, V | era vicina a la camera ov'era Angravalle. Ascesa lá su,
223 1, V | uno scanno che in camera era, e credendo d'aver lasciata
224 1, V | panni in dosso aveva, se era armato, se solo, a che ora
225 1, V | per entrarvi dentro. Non era ancora Angravalle geloso
226 1, V | quale giunto in camera tanto era affannato, sí per la còlera
227 1, V | travagliato, e che strano caso era occorso, egli in questo
228 1, V | voi, a me e al grado suo era in ogni modo condecente,
229 1, V | e inteso che Niceno non era partito, salirono le scale,
230 1, V | torchi, cosí Niceno che s'era corcato ne la carriuola,
231 1, V | hai che nessuno qui dentro era eccetto la mutola, che per
232 1, V | da quella parte ov'ella s'era leggermente corcata, restarono
233 1, V | sé, e non sapeva se desto era o se si sognava, e di modo
234 1, V | si sognava, e di modo gli era morta la parola in bocca,
235 1, V | affermando che sempre egli era stato duro a creder tanta
236 1, V | spogliatosi la gelosia quando era tempo di vestirsela, a quella
237 1, V | quello che piú a grado l'era. Ella poi, servidori per
238 1, VIPre| Sforza signor di Pesaro, che era in Milano, a la presenza
239 1, VI | molto volentieri, quando era in compagnia, con qualche
240 1, VI | ascoltanti rallegrare. Egli era bellissimo parlatore e sempre
241 1, VI | Gonzaga sua moglie, io che era ancor degli invitati mi
242 1, VI | letterato, come quello che era stato sotto il vittorioso
243 1, VI | Milano e altrove mantenne, v'era il Porcellio, poeta romano,
244 1, VI | esser detto romano. Egli era assai buon poeta secondo
245 1, VI | abbondavano, questo fra gli altri era uno dei solenni, che sempre
246 1, VI | dare, di maniera che questo era il sommo suo diletto d'andar
247 1, VI | buona ereditá. La moglie, ch'era donna molto costumata, s'
248 1, VI | sonno ed il mangiare. Egli era piú vicino ai settanta anni
249 1, VI | gravemente infermo come era, che volesse aver qualche
250 1, VI | Domenico, che alora di nuovo era edificato, e si fece chiamar
251 1, VI | commessione del prencipe era venuto per visitare e confessar
252 1, VI | secondo che la moglie diceva, era ne le mani del diavolo,
253 1, VI | a lui fosse comoda egli era presto a udirlo. Il Porcellio,
254 1, VI | lo interrogò se il marito era deliberato di piú non peccare