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grassetto = Testo principale
Parte, Novella grigio = Testo di commento
1 1, I | favor di Federigo secondo, re di Napoli e imperadore,
2 1, II| Ariabarzane senescalco del re di Persia quello vuol vincer
3 1, II| non ha la grazia del suo re, e pur vorrá, come fa chiunque
4 1, II| ciò quel che un valoroso re operasse intendo con una
5 1, II| fu nel reame di Persia un re, chiamato Artaserse, uomo
6 1, II| ammazzò Artabano, ultimo re degli Arsacidi, sotto cui
7 1, II| li popoli essendo fatto re, tenne corte di magnificenze
8 1, II| piú liberale e magnanimo re che in quella etá regnasse.
9 1, II| cui ufficio era, quando il re publicamente faceva un convito,
10 1, II| scudieri i quali il mangiar del re portavono in vasi d'oro
11 1, II| che non solamente col suo re volesse ne l'opere di cortesia
12 1, II| giorno adunque fattosi il re portar lo scacchiero, volle
13 1, II| Ariabarzane, o che meglio del re giocasse, o che il re dopo
14 1, II| del re giocasse, o che il re dopo non molti tratti al
15 1, II| fosse cagione, ridusse il re a tale che non poteva fuggir
16 1, II| scacco matto. Di questo il re avvedutosi, e considerato
17 1, II| l'onesta vergogna del suo re, nol poté sofferire, ma
18 1, II| per aprire la strada al re, di modo che non solamente
19 1, II| restava uguale. A questo il re, che troppo ben conosceva
20 1, II| quanto per ubligarsi il suo re, e gli ne parve male; e
21 1, II| Tuttavia, dopo questo, mai il re né in cenni né in atti né
22 1, II| dopo questo, ch'essendo il re in Persepoli, cittá principal
23 1, II| di molti lacci tesi, il re, disposte le persone dei
24 1, II| velocissimamente in fuga. Il re, veduto lo strano animale,
25 1, II| quei baroni, che col suo re dietro a l'animal correva.
26 1, II| Avvenne che quel giorno il re aveva sotto un cavallo che
27 1, II| affrettarono il corso, che il re seco non aveva se non Ariabarzane,
28 1, II| Il perché conveniva al re perder il trastullo che
29 1, II| avvenire che mirabilmente al re non dispiacesse, il qual
30 1, II| per mettergli a quello del re, deliberando poi egli metter
31 1, II| caccia. Gridato adunque al re che si fermasse, l'avvertí
32 1, II| cavallo era. Smontato il re, e li duo ferri veggendo
33 1, II| al senescalco. E cosí il re volle piú tosto perder il
34 1, II| che dietro venivano, ed il re, preso un cavallo d'un de'
35 1, II| compagnia. Indi a pochi dí, il re fece bandir una solenne
36 1, II| giostra. De li soggietti del re non restò né cavaliere né
37 1, II| fu, il primo genito del re, giovine molto valoroso
38 1, II| non altrimenti. Aveva il re eletto tre baroni vecchi
39 1, II| stato, che il figliuolo del re andava a lunghi passi innanzi
40 1, II| salvo il figliuolo del re, che ne aveva nove. Il senescalco
41 1, II| il premio ne portava. Il re, per dir il vero, quanto
42 1, II| il buon corsiero che il re a la caccia gli aveva donato,
43 1, II| sapendo chiaramente che esso re era d'ardentissimo disio
44 1, II| quello al figliuolo del suo re lasciare. Egli sapeva molto
45 1, II| cortesie non piacevano al re; nondimeno egli era pur
46 1, II| piú roba volesse che il re li donasse, ma solamente
47 1, II| pareva al senescalco che il re li fosse ingrato, non volendo
48 1, II| restasse al figliuolo del re, posta la lancia in resta,
49 1, II| apprezzata. – Il figliuolo del re toccò gentilmente lo scudo
50 1, II| ciò che il figliuolo del re avesse l'onore de la giostra,
51 1, II| giovine l'accompagnò. Il re, che sagacissimo uomo era,
52 1, II| gloria ricercarono. Ora il re, a cui queste grandezze
53 1, II| ritrovarsi a corte, ove il re per otto giorni continui
54 1, II| messe in assetto, volendo il re fare quanto ne l'animo caduto
55 1, II| dicesse: – Ariabarzane, il re ti comanda che adesso adesso
56 1, II| nemico, e per parte del re li dirai che egli è creato
57 1, II| camariero, e fece quanto dal re gli era stato imposto. Ariabarzane,
58 1, II| senescalco. Ed assiso che fu il re a tavola, Ariabarzane allegro
59 1, II| tra' baroni, chi lodava il re e chi nel segreto lo chiamava
60 1, II| costume de' cortegiani. Il re teneva tuttavia gli occhi
61 1, II| servitú che fatta al suo re aveva, de' sofferti danni,
62 1, II| rampogne a lamentarsi del re e a chiamarlo ingrato, cosa
63 1, II| senza saputa e congedo del re, e a lui di chieder la licenza
64 1, II| non sofferiva il core. Al re da l'altro canto era il
65 1, II| come egli fu dinanzi al re, cosí Artaserse gli disse: –
66 1, II| Persia il querelarsi del suo re, e massimamente il chiamarlo
67 1, II| offeso? ché ancora ch'io sia re, non debbo senza ragione
68 1, II| far offesa, perciò che non re, come sono, ma tiranno,
69 1, II| luoghi detto aveva molto del re querelandosi, disse. A cui
70 1, II| querelandosi, disse. A cui il re cosí rispose: – Sai tu,
71 1, II| è proprio ufficio d'ogni re, e mio particolare. Ma tu
72 1, II| farlo. – Qui si tacque il re, e Ariabarzane molto riverente,
73 1, II| ho cercato, invittissimo re, di voler l'infinita ed
74 1, II| io ben dire, invittissimo re, contra ogni credenza mia,
75 1, II| io non dirò giá mai. – Il re, udite queste ultime parole,
76 1, II| per la remissione che il re diceva di far al suo conseglio
77 1, II| quivi comparse un araldo del re, che gli disse: – Ariabarzane,
78 1, II| disse: – Ariabarzane, il re mio signor ti comanda che
79 1, II| poteva indovinar il voler del re, varie cose per l'animo
80 1, II| disse: – Figliuola, il mio re m'ha fatto far comandamento
81 1, II| convenevole farai intender al re che la tua sorella è molto
82 1, II| facil cosa ad ingannar il re e gli altri, perciò che,
83 1, II| potevano vedere. Era al re morta la moglie giá qualch'
84 1, II| meravigliarono che, essendo giá il re in etá, avesse una fanciulla
85 1, II| s'apponesse che moveva il re a far questo parentado,
86 1, II| fecero, mandò Ariabarzane al re un'altra dote come era stata
87 1, II| diventato genero. Ma il re non volle questo accrescimento
88 1, II| poteva, essendo seco il re e molto domesticamente con
89 1, II| bella de la sorella. Il re, udito questo, si sdegnò
90 1, II| che l'umanitá del nostro re t'ha superato e vinto, hai
91 1, II| altra figliuola mia che il re mio signor ricerca, teco
92 1, II| giaceva, se ne tornò al re e il tutto gli disse; il
93 1, II| parve ne le sue fattezze al re suo padre tanto simile,
94 1, II| riccamente vestite mandò al re con onorata compagnia, avendole
95 1, II| quelli d'Ariabarzane cosí al re disse: – Alto signore, eccovi
96 1, II| quante egli ne ha. – Udita il re e veduta la liberal cortesia
97 1, II| volentieri. Da l'altra parte il re, ripresa la sua, cominciò
98 1, II| poco innanzi nasciuto al re, il quale, com'è detto,
99 1, II| accompagnato fece condurre al re in quel tempo che le solennissime
100 1, II| si celebravano. Era esso re in una ornatissima sala
101 1, II| presentar il fanciulletto al re, fece la culla innanzi a
102 1, II| inginocchiossi innanzi a quello. Il re e tutti i baroni di questa
103 1, II| culla, disse: – Invittissimo re, io da parte d'Ariabarzane
104 1, II| tanto si vedeva simil al re, come la mezza luna a l'
105 1, II| questo figliuolo, sacro re, è vostro. – Il re non si
106 1, II| sacro re, è vostro. – Il re non si saziava di mirarlo,
107 1, II| il tutto puntalmente al re disse. Udita egli questa
108 1, II| mortal nemicizia. Aveva il re una figliuola d'etá d'anni
109 1, II| serbandola per far con qualche re o grandissimo prencipe parentado,
110 1, II| Deliberando adunque il re superar Ariabarzane, fece
111 1, II| nobiltá. Dico adunque che al re pareva di far male a dar
112 1, II| avuto il comandamento del re, vi venne e smontò al suo
113 1, II| guari dopo stette che il re gli disse: – Ariabarzane,
114 1, II| egli volesse. Fece alora il re venir la sua figliuola pomposamente
115 1, II| veggendo tanta umanitá del lor re che un suo vassallo s'avesse
116 1, II| faceva che danzare, e il re istesso menava gran festa
117 1, II| sontuosissima cena, fece il re con solennissima pompa accompagnar
118 1, II| per la dote gli erano dal re dati, al re rimandò. Questa
119 1, II| gli erano dal re dati, al re rimandò. Questa cosí fatta
120 1, II| cosí fatta liberalitá fu al re di tanta estrema meraviglia
121 1, II| perpetuo essilio. Pareva al re che la grandezza de l'animo
122 1, II| vassallo si volesse al suo re in cose di cortesia e liberalitá
123 1, II| corruccio e mal talento del re, imperò che egli, in vista
124 1, II| legge, ch'ogni fiata che il re fuor di misura s'adirava,
125 1, II| essaminavano, e ritrovando il re ingiustamente adirato, quello
126 1, II| accettato. Ben poteva il re, pronunziata la sentenza,
127 1, II| giustizia, e la voluntá del re, se alcuno assolveva, era
128 1, II| Fu adunque astretto il re, per gli statuti del regno,
129 1, II| ch'ebbero le ragioni del re udite, mandarono per Ariabarzane,
130 1, II| era voluto agguagliar al re, anzi avanzarlo, ed altresí
131 1, II| moglie una figliuola del suo re, né rese a quello le debite
132 1, II| caso era tale. Era ito il re di Persia a diportarsi con
133 1, II| ritrovarono un aerone. Comandò il re ch'uno dei falconi che era
134 1, II| la compagnia che con il re era, cadde. Tutti li baroni
135 1, II| baroni e gentiluomini che col re erano lodarono questo atto
136 1, II| sommamente non commendasse. Il re, per cosa che nessuno dei
137 1, II| uccise l'aquila, il perché il re comandò che ciascuno a la
138 1, II| ritornasse. Il dí seguente il re fece da un orefice far una
139 1, II| ove per comandamento del re un gran barone gli pose
140 1, II| parlar sovra questo caso. Il re, che ad una de le finestre
141 1, II| vizii punire; altrimenti non re o prencipe, ma perfido tiranno
142 1, II| voluto contender col suo re e di par liberalitá anzi
143 1, II| conveniente gli parve, al re lasciò gran somma di gioielli
144 1, II| a Cirro, figliuolo del re e suo genero, oltre buona
145 1, II| alcuni invidiosi che appo il re sempre avevano cercato di
146 1, II| si facevano, supplicar il re per la vita del condannato.
147 1, II| fatto per comandamento del re nel mezzo de la piazza un
148 1, II| di seta si copre, ove il re, se vuole, in mezzo ai giudici
149 1, II| condannato. E non volendo il re esser presente al giudicio,
150 1, II| giudici, avuta la volontá del re, tosto essequisce il tutto.
151 1, II| essequisce il tutto. Il re, a cui nel vero doleva che
152 1, II| levata in alto, quando il re fiso guardava nel volto
153 1, II| tagliarli la testa. Veggendo il re la fiera constanza e l'animo
154 1, II| levò la testa e verso il re si rivolse; pensando che
155 1, II| non tanto la malignitá del re, quanto l'altrui invidia
156 1, II| ferma e sonora voce cosí al re disse: – Invittissimo signor
157 1, II| quanto ora mi sovviene. – Il re accennò che si levasse in
158 1, II| vede in corte, sacratissimo re, da te piú che lui favorire,
159 1, II| Piacque al magnanimo re il verissimo parlar d'Ariabarzane,
160 1, II| in dono la vita dal suo re e chiamatosi vinto, e conoscendo
161 1, II| chiamatosi vinto, e conoscendo il re il valor di quello e la
162 1, II| propria. E cosí restò il re onorato suocero ad Ariabarzane
163 1, II| grandezza de la corte del suo re, li beni a lui dal re e
164 1, II| suo re, li beni a lui dal re e da la fortuna dati largamente
165 1, II| mantenne, perciò che il re piú chiaro che il sole conobbe
166 1, V | che il magnanimo Alfonso re di Ragona, per l'inestimabile