Parte II
ORDINAMENTO ATTUALE DEGLI STUDI BIBLICI
Avversari ed errori
Ormai l'argomento che ci siamo proposti di
trattare richiede che Noi, venerabili fratelli, vi comunichiamo tutte quelle
norme che sembrano più opportune per rettamente ordinare tali studi. Ma tornerà
certamente utile conoscere qui, fin dall'inizio, quale genere di avversari si
accaniscano in questa lotta e in quali artifici o armi confidino.
E manifesto come la lotta dovette prima
essere sostenuta con coloro che, basandosi sul proprio giudizio privato e
ripudiando le tradizioni divine e il magistero della chiesa, asserivano essere
la Scrittura l'unica fonte della rivelazione e il supremo arbitro della fede.
Ora la lotta è con i razionalisti, i quali, quasi figli ed eredi dei primi,
basandosi parimenti sul proprio giudizio, ripudiano nel modo più assoluto
persino questi stessi elementi della fede cristiana ricevuti dal padri. Essi
infatti negano del tutto sia la divina rivelazione, come l'ispirazione e la
sacra Scrittura, e vanno dicendo che altro non sono se non artifici e
invenzioni degli uomini, che non contengono vere narrazioni di cose realmente
accadute, ma inutili favole o storie menzognere; così non abbiamo in esse
vaticini od oracoli, ma soltanto predizioni fatte dopo gli eventi o presagi di
intuito naturale; non presentano veri e propri miracoli e manifestazioni della
potenza divina, ma si tratta o di fatti meravigliosi, mai però superiori alle
forze della natura, o di magie e miti. I vangeli poi e gli scritti apostolici
sono certamente, dicono. da attribuirsi ad altri autori.
Siffatti gravi errori, con i quali credono di
distruggere la sacrosanta verità dei Libri divini, li presentano come sentenze
decisive di una certa nuova scienza libera, sentenze che riescono però
così incerte a loro stessi, tanto da dover mutare e sostituire ben spesso le
loro opinioni su identiche questioni. Non mancano tra questi taluni che, pur
essendo e parlando tanto empiamente di Dio, del Cristo, dell'evangelo, e del
resto della sacra Scrittura, vorrebbero tuttavia passare per teologi, cristiani
ed evangelici, cercando così di coprire sotto un nome specioso la temerarietà
di un insolente ingegno. A costoro si aggiungono non pochi studiosi di altre
discipline, che condividono le idee dei primi e li aiutano, e che la stessa
intolleranza per le verità rivelate induce similmente ad avversare i Libri
sacri. Non potremo mai deplorare abbastanza come questa lotta vada ogni giorno
più estendendosi e facendosi sempre più accanita. Viene mossa a danno di uomini
valenti ed eruditi, sebbene non trovino questi grande difficoltà a
difendersene; ma soprattutto i nemici si volgono accanitamente, con ogni studio
e mezzo, verso il popolo indotto. Spargono il loro veleno esiziale con libri,
opuscoli e quotidiani; lo insinuano nelle adunanze, nei discorsi: hanno ormai
pervaso ogni campo, e tengono nelle loro mani molte scuole di giovani,
sottratte alla tutela della chiesa, in cui si corrompono miseramente le ancor
credule e docili menti e si spingono al disprezzo delle Scritture, anche
ricorrendo al ludibrio e agli scherzi osceni.
Questi sono i fatti, venerabili fratelli. che
debbono scuotere, infiammare il nostro zelo pastorale. così che a questa che è
"falsamente chiamata scienza" (1Tm 6,20) nuova, si opponga
l'antica e la vera, quella che la chiesa ricevette da Cristo per mezzo degli
apostoli, e sorgano in questa immane lotta idonei difensori della sacra
Scrittura.
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