Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Leo PP. XIII
Misericors Dei filius

IntraText CT - Lettura del testo

  • Regola del Terz’ordine secolare di San Francesco
    • Capo II - Della disciplina
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

Capo II - Della disciplina

I. I Terziari e le Terziarie si astengano in ogni cosa dal lusso e dalla raffinata eleganza, tenendosi a quel giusto mezzo, che si conviene alla condizione di ciascuno.

II. Stiano lontani con somma cautela dai balli e dagli spettacoli pericolosi e da ogni gozzoviglia.

III. Siano frugali nel cibo e nella bevanda e non si assidano e non si levino dalla mensa senza aver piamente invocato e ringraziato il Signore.

IV. Nella vigilia della Immacolata Concezione di Maria e del Patriarca Francesco ciascuno osservi il digiuno; assai lodevoli, se inoltre digiuneranno ogni venerdì e si asterranno dalle carni ogni mercoledì, secondo l’antica pratica dei Terziari.

V. S’accostino ai Sacramenti della Confessione e della Comunione in ciascun mese.

VI. I Terziari Ecclesiastici, da che ogni giorno debbono recitare le ore canoniche, per questa parte non hanno altro obbligo. I laici che non recitano né l’ufficio divino né l’ufficio piccolo della B. Vergine, dicano ogni giorno dodici Pater Noster, Ave Maria, e Gloria Patri, salvo che non siano impediti da infermità.

VII. Quelli che per legge lo possono, dispongano per tempo con testamento delle cose loro.

VIII. In famiglia abbiano cura di esser di esempio agli altri, promovendo esercizi di pietà ed opere buone. Non permettano che entrino in casa loro libri e giornali da cui possa temersi danno alla virtù, e ne interdicano la lettura ai loro soggetti.

IX. Abbiano cura di mantenere tra loro e con gli altri caritatevole benevolenza. Dove possano, si adoperino ad estinguere le discordie.

X. Non facciano mai giuramenti, se non in casi di vera necessità. Fuggano ogni sconcio parlare, ogni scurrilità ed ogni lazzo. Facciano ogni sera l’esame se forse non abbiano commesso alcun fallo; avendone commesso, si pentano ed emendino l’errore.

XI. Coloro che lo possono assistano ogni giorno alla S. Messa. Ad invito del Ministro intervengano ogni mese all’adunanza.

XII. Mettano in comune, giusta la possibilità di ciascuno, alcun che per sollevare, massime nelle malattie, i confratelli bisognosi, o per provvedere al decoro del culto.

XIII. A visitare i Terziari infermi, i Ministri o vadano essi stessi, o mandino a compiere i dovuti uffici di carità. E se la malattia è pericolosa, ammoniscano e persuadano il malato ad acconciare in tempo le cose dell’anima.

XIV. Ai funerali dei confratelli defunti i Terziari del luogo e i forestieri che vi si trovano, si radunino e recitino insieme una terza parte del S. Rosario a suffragio del trapassato. I Sacerdoti nel divin sacrificio, i laici accostandosi, se possono, alla santa Comunione, preghino pii e volonterosi al defunto confratello l’eterna pace.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License