1875-chiac | chiam-esist | esita-lusin | lustr-procu | prodi-sogna | sogno-zio
grassetto = Testo principale
Paragrafo grigio = Testo di commento
1504 IV | il collo corto, i capelli lustri e lisci, tutto mi parve
1505 I | contro un'armata, sollevavano macigni grossi come montagne e li
1506 II | ci fu anche quella di far macinare una gran parte del granturco
1507 VII | grande uniforme, e la suocera maestosa come una regina, e tutte
1508 I | era facile, le ricevevamo maestosamente in sala, dicendo: «accomodatevi,
1509 II | trasformò definitivamente in magazzeno. Pareva fatta apposta, perché
1510 I | vedendo: Novara, Trecate, Magenta, Milano e viceversa, disse: «
1511 VII | Finalmente una sera di maggio, mentre eravamo a passeggio
1512 III | quell'altro dalle gambe magre, è il diavolo che l'ha fatto
1513 III | d'aver sempre abborrito i magri. Però guardavo i grassi
1514 III | pochino... Ma via; grasso o magro è sempre un bellissimo partito.
1515 VII | quadretti uniformi la cotenna di maiale da cuocere coi fagioli dei
1516 IV | notte.~La mattina era ancora malato, aveva la febbre, e voleva
1517 III | e mi sentii umiliata e malcontenta.~La Maria mi disse che questa
1518 II | ogni sorta di insulsaggini maligne sul conto della sposa: «
1519 III | nessun torto, non ti lascio mancar di nulla, ma di capricci
1520 VII | Rigamonti... Portos e d'Artagnan mancavano.~Era troppo! cominciai a
1521 II | la matrigna esclamò:~— Ci mancherebbe altro! Cosa ti salta in
1522 VII | Mazzucchetti è tornato, e lo manda a fare la domanda di matrimonio.~
1523 VII | che fai queste scene!~Poi, mandando un gran sospiro, con uno
1524 IV | dovettero rassegnarsi, e mandarci a messa colla serva.~Non
1525 VI | in tutto il Novarese, di mandare in giro il giorno della
1526 IV | alla messa di certo. Se ci mandassero colla serva...»~E, se non
1527 II | bambino, e, sebbene fosse mandato a balia a Trecate, divenne
1528 II | andando a letto appena mi mandavano in camera, sovente senza
1529 VII | minestra di fagioli, che si mangia in tutta la provincia il
1530 VII | domandava «perché i morti mangiano i fagioli?»~La voce del
1531 I | sommariamente. Ma il babbo, pel mangiare era sempre contento, per
1532 VIII| che smessero di farne, e mangiarono tutti quieti, parlando di
1533 I | la passione, la fede, la manía del moto. Per tutte le malattie,
1534 III | freddo che si vedevano tra la manica ed il guanto, senza mantello
1535 II | aprivano nelle cuciture delle maniche e del dorso; e sul petto
1536 VII | il mio dolore, almeno le manifestazioni del dolore!~Parlavo pochissimo,
1537 IV | dirle che il bimbo aveva le manine calde e che forse stava
1538 VI | appiccicarsi al pezzo di manzo umido. Quella lettera le
1539 VII | sono andati i Carotti, il marchese Fossati, i Preatoni, e poi
1540 VII | cucina, chiamò la matrigna.~— Marianna! Vieni in camera un momento!~
1541 VIII| e gli amici cercavano di maritare da parecchi anni, senza
1542 VIII| degli anni di piú, se vuol maritarsi non dev'essere troppo esigente.
1543 VIII| più giovane di me, erano maritate, avevano dei figlioli che
1544 III | prima tu, che sei la minore. Maritati pure. Pensa, se voglio farti
1545 V | Io corressi:~— Era appena marzo.~— Come si ricorda!~— Sí.
1546 III | salotto.~Si parlava delle mascherate degli ultimi giorni di carnovale,
1547 II | d'Oleggio, col suo primo maschiotto?~Io non ero punto lusingata
1548 II | cucinare, ad essere buone massaie.~Parole d'oro a cui nessuno
1549 V | sí, e raccomandandomi la massima prudenza, mi confidò che
1550 I | saccone di cartocci ed una materassa. Ed a capo del letto avevamo
1551 V | osando far l'atto, troppo materiale in quel momento di bere
1552 VII | tutta la parentela paterna e materna, ascendente e collaterale,
1553 VII | lingua tedesca.~Quei due matrimoni l'uno dietro l'altro, m'
1554 VII | Mi pareva che quell'ora mattutina, quelle strade deserte e
1555 III | cucina; ma per pura abitudine meccanica, senza avvedermene, senza
1556 VIII| Martino Bellotti, dottore in medicina, chirurgia ed ostetricia,
1557 IV | babbo doveva correre dal medico, dal farmacista, ed in chiesa
1558 II | patate, delle castagne, delle mele, del riso; e tutte quelle
1559 VIII| passarono tra quel giorno memorabilmente triste, e l'agosto seguente,
1560 V | ricorda!~— Sí. Ho buona memoria.~Questo lo dissi con un'
1561 VI | della musica poco, del Santo men che meno. Ma si vedeva un
1562 III | appena le labbra, senza il menomo stupore, come se dicesse
1563 III | di saper tutto e di non meravigliarsi di nulla. Quanto a me, ero
1564 VII | rinunciare alla dote. E non meritava che lo rimpiangessi; e soprattutto
1565 II | convinzione di fare un'azione meritoria.~— No, non sognavo. Ti dissi
1566 III | e si deplorò da capo la meschinità della mia abbigliatura.
1567 II | sedotta da quella novità, si messe un abito piú liscio, piú
1568 IV | esser corrisposto. C'eravamo messi d'accordo fra noi. Non era
1569 VII | un'opera. Vuol dire una meta a cui si tende sempre e
1570 III | ad Oropa a non so quanti metri sul livello del mare, anche
1571 I | torrenziali, o la neve alta un metro, o un calore di trentasei
1572 I | due e facevano seder noi, mettendo tutte e quattro i piedi
1573 I | accomodatevi, sedete» e finalmente mettendoci a seder noi sul divano per
1574 III | olezzava di violetta, e mettendola sulle labbra, come per ripararne
1575 III | precipitammo in camera, per poter metter fuori le esclamazioni di
1576 III | alla mia cugina Maria di metterci davanti, dopo la Giuseppina
1577 IV | padre e sua madre, o se si metterebbe una casetta per noi soli.~
1578 VIII| sera a cena dissi:~— Potrei mettermi l'abito bianco di questa
1579 VIII| ma avrei voluto che ci mettesse un po' piú di sentimento.
1580 VI | piacere a guardarla. Ma non vi mettete in testa che Mazzucchetti
1581 II | due mesi.~Che allegria! Ci mettevamo tutte intorno al vassoio,
1582 II | un sorriso forzato:~— Ti metti a far delle scene, ora...
1583 VII | eterne occhiate, che non mettono capo a nulla.~Ero un po'
1584 I | quelle ore di immobilità sono micidiali. C'insegnava lui di quando
1585 II | primi mesi della luna di miele, la sposa cominciò a badare
1586 I | vederle. Avevano una sala poco migliore della nostra; ma ci stavano
1587 III | Sciocca!~Non avevo ragioni migliori. Mia sorella quella sera
1588 VI | giovane che avrà forse un milione! La guarderà finché non
1589 VIII| Mi vedevo sorgere dinanzi minacciosamente il paravento della povera
1590 VII | cucina, stava preparando la minestra di fagioli, che si mangia
1591 VII | che cadeva frettolosa e minuta, e piagnucolando in silenzio.~
1592 I | chinandosi e prendendo la mira come se dovesse sparare,
1593 VIII| cerimonia piansi tanto che fu un miracolo se udirono il sí, che tentai
1594 V | riuniti, in quel modo «quasi miracoloso» era una prova che doveva
1595 II | scomparire tua sorella, che è una miseria. Se ti si veste anche da
1596 VIII| lontano parente avesse la missione di darci marito.~Fu dunque,
1597 IV | settimana.~Lei, che non faceva misteri all'intero paese del suo
1598 VI | dell'incenso, in quella luce misteriosa, in quell'ambiente di preghiera,
1599 VI | palpito~Dell'universo intero~Misterioso altero Croce e delizia al
1600 VIII| con una risatina piena di mistero: «mi ci avvezzerei anche
1601 I | preservativi, come semplici misure igieniche; perché noi non
1602 I | trasparenti alle finestre, era mobigliata con un divano addossato
1603 II | concessione fatta alla vanità nel mobiglio della nostra camera, e che,
1604 VIII| lui, sebbene quella nuova moda francese non fosse di loro
1605 VII | qualche volta nella villa modesta del suo colonnello...~Diceva
1606 VI | le fanciulle semplici e modeste. E nessuno lo era piú di
1607 VI | ritirata che facevo, per la mia modestia.~Mi ricordavo cosa aveva
1608 VII | gelato, s'andava ad un caffè modesto e meno frequentato e si
1609 II | della sua voce, ne' suoi modi. Era aspra per natura, e
1610 II | marito del mondo, e poche mogli sono piú amate di me.~Quel
1611 III | Ero tutta turbata. Quella mole superava ogni mia immaginazione.
1612 | molti
1613 | moltissimo
1614 VI | dietro il rincrescimento momentaneo di non potermi abbracciare
1615 III | passava, e prevedevo che, a momenti, la matrigna ci avrebbe
1616 VII | morire, che volevo farmi monaca, che non volevo piú stare
1617 VII | incoraggiata, continuava colla sua monelleria da ragazza, che qualche
1618 I | immaginare una gioventú piú monotona, piú squallida, piú destituita
1619 III | condotto l'estate scorso a Monsummano in Toscana a fare i bagni
1620 V | occuparsi tanto di quella montagna che nessuno aveva veduta.~
1621 II | il risultato opposto. Mi montai la testa, non pensai piú
1622 II | contento.~L'avviso di non montarmi la testa colla bellezza,
1623 VII | vagheggiate, erano andate a monte.~Questa rivelazione mi mise
1624 VII | giugno, una sera che si moriva dal caldo, nel passare dinanzi
1625 I | dei mozziconi di piante, morte di siccità, perché nessuno
1626 VI | sbalordirono, rispose:~— Si mortifica, perché capisce che è una
1627 III | a Borgomanero.~Rimanemmo mortificate di quella scena che avevamo
1628 II | qualunque altro; e questo mi mortificava. Una volta mi provai a dirle:~—
1629 VII | senza molte sofferenze e mortificazioni. Quando tornai ripresi la
1630 II | peccato tenere un capitale morto in orecchini e spille.~E
1631 VII | d'avermi turbata. Dovevo mostrarmi indifferente. Capiva che
1632 II | non conoscevo nessuno che mostrasse di non crederli, — dovevano
1633 VIII| signorina Vivanti era un mostricciattolo che i parenti e gli amici
1634 VIII| ravviati, appiccicati su quella mostruosità che dovevano nascondere,
1635 III | tranquilla, tutta composta, movendo appena le labbra, senza
1636 V | bene?~— Sí...~Allora sentii moversi qualche cosa lungo le pieghe
1637 III | senza nessun gesto. Aveva i movimenti molto lenti.~Potei osservarlo
1638 III | salutano.~Intravvidi un movimento, udii come uno strisciar
1639 I | di terra arsiccia e dei mozziconi di piante, morte di siccità,
1640 VIII| divertirla diede una serata musicale, avvertendo che sul tardi
1641 VI | uomini in piedi, per veder i musicanti sull'organo che era a destra
1642 VI | quelle alte e festose dei musici, intuonarono l'O salutaris
1643 III | Al colmo della stizza, mutai di braccio il bimbo, che
1644 III | occupato tanto, che aveva mutato il mio umore, il mio modo
1645 VI | ripetemmo quella specie di muto ed ardente colloquio d'amore,
1646 II | seguente fu ben peggio. Nacque un bambino, e, sebbene fosse
1647 IV | il tempo della messa.~Gli narrai, coll'ardore degli occhi
1648 I | volta le Bonelli ci avevano narrato quel vecchio aneddoto, d'
1649 V | conoscevano. Nessuno li sapeva. Li narrava a me sola. Mi faceva depositaria
1650 I | e, quando finiva quelle narrazioni, il povero babbo era tutto
1651 IV | intero paese del suo amore, narrò subito alla sua mamma il
1652 IV | agitata per la paura di veder nascere un guaio, se ne parlavano
1653 I | in occasione della mia nascita.~Nessuna di quelle cose
1654 V | po' ateo... un'ombra. Lo nascondeva per non affliggere la sua
1655 VII | le braccia al collo, le nascosi il volto sulla spalla, e
1656 VI | sul dorso, o rinvoltata e nascosta ingegnosamente, in modo
1657 V | farmi leggere un romanzo di nascosto, e mi disse:~— Domanda al
1658 VII | mentre si scioglieva i nastri del grembiule da cucina,
1659 VIII| rotolava, la legava con un nastrino rosso, e ci scriveva sopra
1660 VI | prima e dopo, fino alla nausea; dove si fanno i più minuti
1661 V | banco era a destra della navata principale, dinanzi alla
1662 VIII| quell'uomo positivo e nella nebbia delle sue risaie, vedevo
1663 VIII| mesi, in quelle lunghe sere nebbiose, avessi vicino qualcuno...~
1664 VI | tornai a crollarmi tutta, negativamente. L'idea che Onorato fosse
1665 III | tanto affermative quanto negative. Ma la Maria mi aveva detto
1666 I | scaraventavano contro il nemico, compievano le imprese piú
1667 | nemmeno
1668 VII | ergo; ma, per me, quella nenia gemebonda e quelle parole
1669 VII | rattristarmi, ad almanaccare idee nere, e per quanto la Titina
1670 VI | morta di una malattia di nervi, dopo poco piú di un anno
1671 VII | e mi misi a singhiozzare nervosamente.~Lei crollò le spalle senza
1672 II | finestre, divenne un terreno neutro, dove i due salotti si avanzavano
1673 VI | inverno, rigido, con certe nevicate che rendevano le strade
1674 III | suoi amici, aveva l'aria nobile, sembrava superiore a loro.
1675 VII | La madre è dell'antica nobiltà piemontese; vive presso
1676 II | stretti sulla nuca in un nodo compatto come una collegiale,
1677 VII | Onorato.~Come mi parvero noiosi quell'anno gli apparecchi
1678 III | non v'erano carrozze da nolo per la strada, la Maria
1679 V | chiami Onorato quando mi nomina, o pensa a me...~Intanto
1680 III | profitterebbe dell'occasione per nominar lui, e dirne qualche cosa,
1681 V | storia, e sapevo che era nota a tutti. Ma, confidata da
1682 III | Ah, sí? Chi?~Bisogna notare che quell'espressione: «
1683 VIII| destinatari, con una precisione notarile: «Signor Bonelli ingegnere
1684 VII | perché la Titina aveva sempre notato che in casa Bonelli si conosceva
1685 II | dormito beatamente le lunghe nottate, andando a letto appena
1686 VII | colla zia che faceva la novena di Natale a San Marco. Mi
1687 II | indietro e stretti sulla nuca in un nodo compatto come
1688 I | persuasione d'aver fatto un numero sufficiente di chilometri,
1689 IV | Antonio» mi avevano date delle nuove aspirazioni.~Tornai a Novara
1690 II | matrigna ebbe sei mesi, la sua nutrice si ammalò, e si dovette
1691 VIII| soverchio, mal pagati, mal nutriti, alloggiati come Dio vuole,
1692 VIII| Ma la matrigna fece delle obbiezioni:~— Cosí com'è? Tutto bianco?
1693 VIII| proprietari di risaie è un obbligo di coscienza; altrimenti
1694 II | bianca come la luna, e quegli occhiacci che sembrano due lanterne,
1695 II | bottoni o si squarciavano gli occhielli, che era una disperazione.~
1696 I | là, e servivano, quando occorreva, a tener aperto l'uscio
1697 VI | sempre felice.~Una sera mi occorse d'entrare imprevedutamente
1698 I | quelle ore si dovevano occupare ad imparare il famoso leggere,
1699 IV | fatto piú importante che ci occupava lungamente.~Il primo fu
1700 II | bene a me... Inoltre si occuperà un poco di voi, che ora
1701 V | come loro. Fra un'ondata d'odore e di fumo d'incenso, che
1702 III | punta del naso, ed un buon odorino di violetta, che mi metteva
1703 VI | forzare la sua volontà, ed offendersi e sfuggirmi.~Volevo che
1704 VII | sempre sull'uscio colla loro offerta, ma non entrano mai».~Era
1705 III | felicità!~Quelle parole offesero mia sorella; ed io sentii
1706 III | che non lo tiene mai, si offrirà di stare a casa lei a custodirlo.
1707 VI | ne fanno il pretesto per offrire un gingillo, un dipinto,
1708 I | ripetevamo la leggenda d'ogni oggetto.~Poi correva in sala il
1709 VII | Inghilterra, il Belgio e l'Olanda...~Io esclamai scoraggiata:~—
1710 II | bella sposa di Trecate o d'Oleggio, col suo primo maschiotto?~
1711 III | una bella pezzuolina che olezzava di violetta, e mettendola
1712 | oltre
1713 VI | avrei fatto ad un ballo! Oltrechè non sapevo ballare, l'idea
1714 VIII| collo, era diventato un omino di dieci anni, ed andava
1715 V | e feci come loro. Fra un'ondata d'odore e di fumo d'incenso,
1716 II | verità; ed il mio cuore onesto soffrí di quella prima parola
1717 II | di me.~Quel discorso, ad onta della sua asprezza, mi procurò
1718 VI | Tale».~Soltanto parlando di operai e bottegai, si dice: «Il
1719 VIII| Del resto, se fosse un'operazione possibile l'avrebbe fatta
1720 VII | ed a lui; ma non potevo oppormi.~Allora dissi che mi doleva
1721 V | romanzo; ma la Giuseppina si oppose formalmente. Sapeva che
1722 IV | Sant'Eufemia!~Lei non fece opposizioni. Ci mettemmo d'accordo per
1723 VIII| giornalieri, in quelle mani, sono oppressi da un lavoro soverchio,
1724 I | dopo aver cercato sull'orario delle strade ferrate dove
1725 VI | persino dei professori dell'orchestra della Scala, di Milano.~
1726 I | a tutto agio una tavola ordinaria per usi di cucina, ed una
1727 VII | poco a poco mi riebbi cogli orecchi che ronzavano come dopo
1728 II | tenere un capitale morto in orecchini e spille.~E vendette tutti
1729 VI | per veder i musicanti sull'organo che era a destra dell'altare.~
1730 V | sentivo formalmente fidanzata, orgogliosa e felice. Dopo un tratto,
1731 I | Aiaci, o qualche sfuriata di Orlando. E quelle ragazzine ridevano,
1732 III | zitta; fai il favore!~Ma ormai ero lanciata, e le risposi
1733 VI | appesa al cordoncino dell'orologio.~Quell'anno la mattina della
1734 III | Poi l'hanno tirato su ad Oropa a non so quanti metri sul
1735 V | un bicchiere in mano, non osando far l'atto, troppo materiale
1736 V | come Fausto, perché avesse osato abbracciarmi. E si stette
1737 III | che avevamo fatta, e non osavamo guardarci. Ed io, per farla
1738 V | Appena fummo immersi in quell'oscurità, lui si sentí il coraggio
1739 VIII| Il babbo diceva:~— Io non oso neppure proporglielo. Una
1740 VIII| per quanto le si facesse osservare che non facevamo nessun
1741 III | teatro, o se mi aveva già osservata prima!~E fra me stessa,
1742 I | cesellato, che il tempo aveva ossidate rendendole piú belle, due
1743 IV | conseguenza, avevo bisogno di aria ossigenata.~Laggiú, non avendo né la
1744 VIII| in medicina, chirurgia ed ostetricia, e consorte».~Intanto la
1745 VIII| Purché il babbo non si ostinasse ad essere piú esigente di
1746 II | la testa colla bellezza, ottenne precisamente il risultato
1747 V | cuore.~Ma questa gioia non l'ottenni. La Maria voleva prestarmi
1748 V | Era la prima domenica d'ottobre, la festa del Rosario. Nel
1749 II | nel manicotto una palla d'ottone piena d'acqua calda; e masticava
1750 VI | La lettera era là, tra il pacco della carne aperto, ed un
1751 V | fermarsi, ed andò a salutare le padroncine di casa.~La Giuseppina,
1752 III | sapeva tante cose!... i paesi di bagni, le provincie dove
1753 VI | come se si trattasse di pagare un'imposta, mi faceva arrossire
1754 VIII| un lavoro soverchio, mal pagati, mal nutriti, alloggiati
1755 II | comperò due seggioline di paglia, che collocò ai due lati
1756 I | traverso il quale si vedeva un paio di guanti bianchi un po'
1757 VII | destinato di guarnigione a Palermo, e lei lo seguí di là dal
1758 II | sempre nel manicotto una palla d'ottone piena d'acqua calda;
1759 III | crespo guarnita di rose pallide; e la vita, che non era
1760 I | appesi molti rami d'ulivo, e palmizi, ed un fascio di lumen-cristi,
1761 VII | matrimonio ed uscii col cuore palpitante.~Infatti, mentre aspettavamo
1762 III | persona né di nome. Io invece palpitavo, mi sentivo impallidire,
1763 VI | amor.~Di quell'amor che è palpito~Dell'universo intero~Misterioso
1764 I | primitivi, fatti di cavalletti e panchette, con un saccone di cartocci
1765 III | tutte e quattro sopra una panchina, coi nostri babbi in piedi
1766 VII | lagrime, buttai il lavoro nel paniere, e mi rizzai contro la finestra,
1767 II | nostra, e sotto i miei umili panni, tornò a dire:~— Ma sí,
1768 III | gala, con una cappina di panno, il manicotto, il goletto
1769 III | lavarlo, vestirlo, dargli la pappa, e, peggio di tutto, portarlo
1770 IV | tutti, cocere decotti e pappine, e stare in piedi tutta
1771 VII | Stetti un tratto muta, paralizzata. Poi a poco a poco mi riebbi
1772 III | piacere di stare un tratto al parapetto, ai due lati del palco,
1773 | parecchie
1774 VII | madre di lui, con tutta la parentela paterna e materna, ascendente
1775 V | Finalmente lo conobbi e gli parlai. Ecco la storia di quel
1776 V | rompere la suggezione e parlarci. E mi parve una gran bella
1777 III | ragione, e mi coricai senza parlarle piú.~Da quella sera vissi
1778 VIII| Gli tremava la voce nel parlarmi. Mi strinse la mano col
1779 V | strinsero tutte le mani, parlarono forte, poi la Maria gridò
1780 IV | lo strugge?~Credeva che parlassi al suo bambino. Ed infatti
1781 V | cugina. Era quasi come se ci parlassimo. Tanto, che lui e tutti
1782 IV | lavorando, io e mia sorella parlavamo continuamente di lui, del
1783 V | ragazza. Le dissi:~— Ma come? Parlavate di lui? È lui che chiamate
1784 IV | perché siete venute; ora parleremo».~E loro ammiccarono graziosamente
1785 I | brocca.~C'era nella nostra parrocchia un vice-parroco, che, tra
1786 VIII| far compere, o visite di partecipazione. E la sera, io e mia sorella,
1787 III | sulle due guancie, alla partenza ed al ritorno, soltanto
1788 III | signor Bonelli.~Finalmente si partí, a due a due. Io e la Maria
1789 V | tutt'altra importanza.~I particolari della stanza presa in affitto,
1790 II | Dopo le nozze gli sposi partirono, e noi si stette otto giorni
1791 III | quando accadeva che una sola partisse da Novara senza l'altra.
1792 I | chiamavano cugine, e, prima che partissero per la campagna, il babbo
1793 VIII| Giuseppina, che aveva avuto un parto immaturo, e ne aveva fatto
1794 VII | domandare di Onorato.~Come mi parvero noiosi quell'anno gli apparecchi
1795 II | lunga, quell'ammirazione di passaggio, e di gente ignota, mi venne
1796 VI | autunno piovoso e triste, che passammo tappati in casa, colla matrigna
1797 VII | un'illusione?~— Vedo che passano gli anni e non concludete
1798 II | imperturbabile che faceva passar la voglia di burlarla, ma
1799 III | e poi un'altra volta nel passarci davanti, mentre io avevo
1800 V | maestro di piano, e nel passargli accanto, udii che discorreva
1801 VII | che gli erano rimasti.~Nel passarmi accanto, mi guardò, precisamente
1802 V | inaspettato, d'aver temuto che passasse senza guardarmi, e lo vedevo
1803 III | ragione lei. Tutta la sua vita passata con me, una vita di bontà,
1804 VII | ma non entrano mai».~Era passato ancora un anno, ed il mio
1805 II | raccontava i classici» passeggiando, ma lei diede una crollatina
1806 VII | staranno un mese a Parigi, poi passeranno un mese a Londra, poi visiteranno
1807 VII | le villeggiature sono una passività, e lei, quando comperava
1808 I | appiccicate al muro colla pasta, ed un rosario di avellane
1809 VII | con tutta la parentela paterna e materna, ascendente e
1810 I | avellane con una noce per ogni paternostro, che ci aveva fatto commettere
1811 VI | passate per le abitudini patriarcali della nostra casa, e mi
1812 III | gli effetti delle cure, i patrimoni delle famiglie... Aveva
1813 VII | Madonna e di san Giuseppe patrono della sposa, perché il babbo «
1814 VII | sempre il tacito accordo pattuito fra noi, e rafforzavano
1815 VII | Maria mi lasciò sfogare pazientemente, senza contraddirmi, senza
1816 I | ricamata in seta; una busta di pelle scura, imbottita di raso
1817 III | manicotto, il goletto di pelliccia, il velo del cappello ben
1818 V | prese la mia, che appunto mi pendeva al fianco, e la strinse.
1819 VII | tanto io che mio marito... pensaci. Possiamo far qualche cosa
1820 VII | Natale, ed io mi consolavo pensando che Onorato sarebbe tornato
1821 V | sua mano pareva un essere pensante, e che avesse una mente
1822 VIII| Allora la matrigna fece la pensata di vestirmi da viaggio,
1823 II | era il piú caro de' miei pensieri.~Pensavo che doveva abbracciarmi
1824 I | e, quanto al moto, se ci penso mi dolgono ancora le piante
1825 III | Giuseppina prese un atteggiamento pensoso, e borbottò:~— Come si fa
1826 VIII| dica di no subito, per non pentirsi poi.~Non ero punto disposta
1827 IV | fascie da sciorinare, alle pentole della cucina, e portavo
1828 VIII| seduta sul letto, colle gambe penzoloni, livide pel freddo, rimasi
1829 I | polvere, che s'allungavano a perdita d'occhio nelle vaste pianure,
1830 IV | ad aver questa cosa da perdonargli, per dargli una prova d'
1831 VII | mani come per domandarmi perdono, disse pian piano:~— Sposa
1832 V | fatalità di cui conosce i pericoli.~Io avevo udita quella storia,
1833 IV | fidanzato, le loro lettere periodiche, che finivano tutte «credi
1834 V | vestita d'oro colla corona di perle.~Le cugine Bonelli avevano
1835 VI | le sue circostanze glielo permetterebbero, e desideravo di dargli
1836 V | pare, una eredità, e ci permise di andare colle cugine e
1837 II | acqua calda; e masticava perpetuamente un pezzo d'anice stellato
1838 IV | l'inquietudine di tutti, perseguitata da quell'idea unica che
1839 IV | avesse guardata poco, mi perseguitava. Dopo quanto m'aveva detto
1840 V | tante gioie... Avrei voluto persuaderlo che da lui, fin allora,
1841 VIII| chicchere sorseggiando il tè, persuasi che quei pochi minuti fossero
1842 I | sonore, finché s'aveva la persuasione d'aver fatto un numero sufficiente
1843 VI | carnovalino di provincia, pettegolo e pretenzioso, dove della
1844 II | poi ci mandava in camera a pettinarci e vestirci. E quando eravamo
1845 I | sulla quale quei vecchi pezzetti di cera annerita, ciondolavano
1846 III | dal manicotto una bella pezzuolina che olezzava di violetta,
1847 VI | Voleva dire che non gli piacevano. Che amava le fanciulle
1848 VII | nessun modo; che certo gli piacevo, perché ero bella, e se
1849 VII | molte novità in quel tempo, piacevoli e dolorose. Mia sorella
1850 III | maestro di piano, se gli ero piaciuta, e cosa aveva detto di me.~
1851 III | quel romanzo, e gli sono piaciuti quei personaggi. C'è anche
1852 VI | assorto in lei, il bimbo piagnoloso e la zia reumatizzata.~Ma
1853 VII | cadeva frettolosa e minuta, e piagnucolando in silenzio.~Ad un tratto
1854 VII | abbandonai nelle sue braccia, piangendo disperatamente, ed esclamando
1855 VI | Addio Denza!»~Qualche volta piangevo di commozione, qualche volta
1856 VII | potevo dire a casa mia:~— Piango, mi dispero, faccio delle
1857 VII | perché il mio innamorato mi pianta.~Mi lavai il volto coll'
1858 I | perdita d'occhio nelle vaste pianure, fra i prati e le risaie
1859 VII | poeta piú grande, o piú piccino».~Nel fare il presepio pel
1860 VIII| scuole del mio fratellino, piccole malattie della matrigna,
1861 VII | alla zia, che mi faceva dei piccoli cenni col capo, e seguii
1862 III | alzare il capo, lei che era piccolina:~— Non parlar forte! «I
1863 VIII| capelli ispidi che non si piegavano.~Anche per lui la prima
1864 V | moversi qualche cosa lungo le pieghe del mio vestito, poi la
1865 VIII| da invidiare a quelli del Piemonte, e del secondo vino, «il
1866 VII | madre è dell'antica nobiltà piemontese; vive presso Racconigi.
1867 III | tondi su di me, li trovai pieni di dolcezza.~La Titina,
1868 I | componeva del babbo, notaio Pietro Dellara; d'una vecchia zia
1869 VI | ed andando in camera a pigliare gli occhiali, disse:~— Sarà
1870 III | romanzo. Quei giovani hanno pigliato quei tre nomi e fra amici
1871 VI | quel grosso granchio che pigliava la matrigna, malgrado il
1872 II | Finalmente vinse la sonnolenza pigra che la ammutoliva, e borbottò:~—
1873 I | passeggiate. E quando le pioggie torrenziali, o la neve alta
1874 V | inginocchiarono tutti. La Titina piombò in ginocchio. Io stavo per
1875 IV | IV~Il domani cominciò a piovere, e piovve per una serie
1876 IV | del bimbo, della stagione piovosa. Parlavo delle piú volgari
1877 IV | nella monotonia dei giorni piovosi, e piú mi sentivo intenerire.~
1878 VI | Venne l'autunno. L'autunno piovoso e triste, che passammo tappati
1879 IV | domani cominciò a piovere, e piovve per una serie di giorni.
1880 V | un fez, e fumavano nella pipa, e si chiamavano Athos,
1881 V | presa in affitto, delle pipe, dei fez, gli altri non
1882 VI | quando il prete alza la pisside col sacramento, e i turiboli
1883 III | Dovea per acquetarla, o dal piumaccio~Balzar quando vagiva...~. . . . . . . . . . . . . . .~
1884 III | presente mia sorella e la sua, piuttosto che non parlarne affatto.~
1885 III | Se ne parlava sempre in plurale. Io ero rossa come una ciriegia,
1886 III | d'un pezzo, colle spalle poderose, alte, quadrate, il petto
1887 VII | all'altra: «Staccami quel poeta piú grande, o piú piccino».~
1888 VII | muro, «come si coronavano i poeti in Campidoglio», diceva
1889 VII | conosceva il linguaggio poetico, ma non dimenticava d'esser
1890 V | e soltanto d'affari o di politica, veniva dietro col maestro
1891 III | fuori della gonnella, ed i polsi rossi pel freddo che si
1892 III | aggiungere, colla goletta ed i polsini, una certa eleganza al mio
1893 I | finestra, tiravano quattro poltroncine basse basse intorno, poi
1894 VI | quaresima una sega. Nel popolo la fanno portare scarabocchiata
1895 I | belle, due altre pilette di porcellana, in forma di angeli, colla
1896 VIII| due chicchere di tè e nel porgermi la mia sussurrò:~— Come
1897 I | graziose e disinvolte, e porgevano la mano al babbo, dicendogli
1898 II | indigeste, e camminava come un portalettere... Insomma, quegli otto
1899 VI | me lo diceva al ritorno portandomi quegli sguardi come un'ambasciata;
1900 VIII| grande orgasmo. Si dovettero portar via i sacchi di granturco,
1901 VIII| che non tentava neppure di portarli abbassati sulla tempia per
1902 III | pappa, e, peggio di tutto, portarlo in giro per le strade dove
1903 V | sentirselo dire, potesse portarmi disgrazia. Ma mi sgomentava
1904 I | scritta «buon appetito»; un portasigari di velluto rosso, con una
1905 I | la mia povera mamma aveva portati il giorno delle nozze. Intorno
1906 VI | lettera che aveva trovata dal portinaio, diretta a me «Denza Dellara!»~
1907 I | perfettamente vuota. Non c'era dove posare un cappello. Alcuni testi
1908 VIII| invito nel pomeriggio, pel posdomani.~E la sera a cena dissi:~—
1909 V | Titina, da quella ragazza positiva che era, mi domandò:~— Quando
1910 VII | voltò indietro, e mi salutò; positivamente mi salutò.~L'impressione
1911 VIII| perché dinanzi a quell'uomo positivo e nella nebbia delle sue
1912 II | il muro, riprendendo una posizione comoda per dormire in pace.~
1913 III | finalmente scoprí dov'eravamo e posò un minuto quegli occhioni
1914 | possa
1915 | possano
1916 VIII| nel caso di conoscerle, di possederle. E vorrei che comprendesse
1917 II | accanto ad un fondo che possedeva già «pel suo erede».~Fra
1918 V | Però in fondo al sobborgo possedevano una casa colonica, con un
1919 | Possiamo
1920 VIII| perché non sono un gran possidente, sono in risaia. E ci vivo
1921 III | figlio di quei due vecchi possidenti che abitano laggiú verso
1922 VI | sega in una lettera per la posta, accompagnata da proteste
1923 | Potei
1924 | potemmo
1925 IV | poco discosto da lui per poterlo vedere, si voltò verso di
1926 | potevamo
1927 | potevano
1928 | potrà
1929 | potranno
1930 | potrebbero
1931 | Potrei
1932 | potresti
1933 | potuti
1934 VIII| sensali ed allora sí che i poveri giornalieri, in quelle mani,
1935 IV | Non è piú grasso affatto, poverino. Non vedi che la dentizione
1936 I | noce piú grande, dove si pranzava.~Dietro la cucina c'era
1937 I | nelle vaste pianure, fra i prati e le risaie del basso Novarese!~
1938 IV | il quale stava a fare la pratica in una farmacia di Novara,
1939 I | clienti. Teneva un giovane praticante, e lui solo con quell'aiuto
1940 VII | il marchese Fossati, i Preatoni, e poi una compagnia di
1941 V | da festa, e la croce che precedeva la processione in fondo
1942 III | appena uscite le cugine, ci precipitammo in camera, per poter metter
1943 V | lampeggiava.~La vecchia gli aveva predetto, che lui farebbe la disgrazia
1944 III | Maria è sempre stata la mia prediletta. La mia amica!~La Titina
1945 V | certa apprensione per la predizione di quella vecchia. Non ci
1946 V | dire:~— Io, se fossi te, preferirei che mi sposasse.~— Io no.
1947 III | dunque a mia sorella:~— Io preferisco la Maria. La Maria è sempre
1948 I | andiamo di là a giocare, o preferite che si stia qui a discorrere?~
1949 III | fissa in quell'idea, che preferivo ancora che ne parlasse presente
1950 IV | alla gola, mi diceva: — Prega la Madonna che te lo faccia
1951 IV | mia famiglia.~La mattina pregai mia cugina di avvertire
1952 V | voce chioccia. — L'avevano pregata di dire l'avvenire a tutti,
1953 VIII| Lascia che ci pensi lei. Preghi il Signore che le dia una
1954 VI | misteriosa, in quell'ambiente di preghiera, i nostri occhi si unirono
1955 VIII| questo dí, sacro ad Imene, io prego~La Vergine ed i Santi a
1956 III | da trascurare. Dacché ti preme di maritarti per uscir di
1957 VIII| feste di famiglia, esami e premiazioni nelle scuole del mio fratellino,
1958 I | assicurato, chinandosi e prendendo la mira come se dovesse
1959 V | voltarsi s'accorse ch'ero lí, e prendendomi il braccio, mi disse:~—
1960 VII | quell'anno avevano cessato di prender lezioni di piano, vedevano
1961 III | che le cugine verrebbero a prenderci la prossima domenica per
1962 III | Fausto, aveva finito per prenderla a cuore anche lei; e fra
1963 II | si ammalò, e si dovette prenderlo in casa e finire di tirarlo
1964 VII | lusso. Le poche volte che si prendeva un gelato, s'andava ad un
1965 IV | il babbo e la matrigna prendevano una tazza di camomilla accanto
1966 III | sentivo avvilita, e capivo che prendevo un'aria sempre piú grulla,
1967 IV | Loro lo conoscono molto?~— Prendono lezione dallo stesso maestro.~—
1968 VII | settimana di cucina, stava preparando la minestra di fagioli,
1969 VIII| fuoco...~Capii che mi voleva preparare alla vita che m'aspettava;
1970 II | la Dottrina Cristiana per prepararmi alla prima comunione, e,
1971 IV | modo, e nella notte avevo preparata la risposta:~— Non sono
1972 VII | tempo fu cosí occupato nei preparativi, che fui molto distratta
1973 VIII| epitalamio che il babbo aveva preparato per le mie nozze.~A misura
1974 V | la quale sentivo che lui preparava un discorso.~Poi, piú misteriosamente
1975 V | particolari della stanza presa in affitto, delle pipe,
1976 III | spicce, propose di farselo presentare in casa dal suo maestro
1977 VIII| all'uscio. Quando me lo presentarono ebbe un momento d'imbarazzo,
1978 VIII| dispiaceva che il matrimonio si presentasse in modo tanto differente
1979 VIII| era troppo piccola. Le fu presentata mentre stava seduta sopra
1980 VII | stato di alterazione mi presentavo. La sera, quando la matrigna
1981 VI | che un giorno o l'altro si presenti a domandarti in moglie?
1982 VII | diede un gran balzo. Ebbi il presentimento che quella visita insolita
1983 VIII| imbarazzo, in casa sua, ed alla presenza della Maria, che dovetti
1984 I | moto.~Li usava anche come preservativi, come semplici misure igieniche;
1985 IV | le ragazze ad una serva, press'a poco della loro età, e
1986 V | ottenni. La Maria voleva prestarmi il romanzo; ma la Giuseppina
1987 II | che la zia non saprebbe prestarvi...~Furono ancora dei bei
1988 I | mattina ci faceva alzare prestissimo, ci dava appena il tempo
1989 VIII| inspirazione. E la matrigna pretende che io abbia ripresa la
1990 IV | la cantonata. La Titina pretendeva, anzi, che avesse fatto
1991 VI | di provincia, pettegolo e pretenzioso, dove della menoma festicciola
1992 III | crollavo il capo sfiduciata, prevedendo che la matrigna direbbe
1993 II | quindici, o anche un mese, per prevedere il peggio. Ma insomma, la
1994 III | fremevo; il tempo passava, e prevedevo che, a momenti, la matrigna
1995 III | l'obbiezione che avevamo preveduta; disse che al bimbo, per
1996 III | Duomo poco distanti...~Avevo preveduto, non solo il no, ma anche
1997 VIII| matrimonio, colle sue formalità preventive, m'assorbiva tutta, ed assorbiva
1998 I | nostri letti erano di quelli primitivi, fatti di cavalletti e panchette,
1999 I | punto la sua ammirazione. Prive dell'attrattiva della forma,
2000 V | passo verso di me, e mi priverebbe di tante gioie... Avrei
2001 III | pareva che fosse un gran privilegio per la Titina, e che fossi
2002 V | in un sobborgo non c'era probabilità di incontrare Mazzucchetti
2003 VIII| accorta padrona di casa, seppe procurarci un colloquio da soli. Ci
2004 III | Titina, e che fossi io a procurarglielo.~Ma, dopo esserci abbracciate
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