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| Temistocle Solera Attila IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena terza. Uldino, Odabella, e Vergini d'Aquileia
ATTILA: (scendendo dal trono): Contro il diveto mio
Al re degno tributo ei mi sembrò.
Santo di patria indefinito amor! Sui carri lagrimando.
Nel scintallante sguardo;
La mia ti cingi! . . .
(Oh acciar!) Da te questo or m'é concesso, Di vendetta l'ora è giunta . . .
(Qual nell'alma, che struggere anela, Nuovo senso discende improvviso? . . . Quell'ardire, quel nobile viso Dolcemente mi fiedono il cor!)
CORO: Viva il re che alle terra rivela Di quai raggi Wodano il circonda! Se flagella è torrente che innonda;
Schiava non già ma del mio campo gemma Rimani e fulgi nel real corteggio, Siate voi tutte ancelle A lei ch'io vesto della luce mia
(Fingasi! Oh lampo di celeste ajuto! - Oh patria! ... Oh padre! Oh sposo mio perduto!)
Uldino, a me dinanzi L'inviato di Roma ora si guidi . . . Udir si dee, ma in Campidoglio poi Riposta avrà da noi.
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