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| Temistocle Solera Attila IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena settima. Foresto, donne, uomini e fanciulli d'Aquileia
Dalle navicelle, che approdano a poco a poco, escono Foresto, donne, uomini e fanciulli d'Aquieliea
Di navicelle coperto è il flutto! . . . Son d'Aquileia. Certo al furor
Qui, qui sostiamo! Propizio augurio N'è questa croce, n'è quest'altar. Ognun d'intorno levi un tugurio Fra quest'incanto di cielo e mar.
Lode a Foresto! Tu duce nostro, Scudo e salvezza n'eri tu sol . . .
Oh! Ma Odabella! . . . Preda è del mostro, Serbata al pianto, serbata al duol. Ella in poter del barbaro! Almen ne' sogni allora, E invocherei l'aurora
CORO:
Sempre la patria avrà. Cara patria, già madre e reina Su cui regna silenzio e squallor; Ma dall'alghe di questi marosi, Rivivrai più superba, più bella Della terra, dell'onde stupor!
CORO: Rivivrai più superba, più bella Della terra, dell'onde stupor!
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