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Temistocle Solera
Attila

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  • ATTO SECONDO
    • Scena prima. Ezio
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ATTO SECONDO

 

Scena prima. Ezio

 

 Campo d'Ezio

 

Scorgesi in lontananza la grande città dei sette colli. Ezio solo. Egli esce tenendo in mano un papiro spiegato e mostrando dispetto.

 

EZIO:

"Tregua è cogl'Unni. A Roma,

Ezio, tosto ritorna . . . a te l'impone

Valentinian."

L'impone! . . . e in cotal modo,

Coronato fanciul, me tu richiami? . . .

Ovver, più che del barbaro le mie

Schiere paventi! . . . Un prode

Guerrier canuto piegherà mai sempre

Dinanzi a imbelle, a concubino servo?

Ben io verrò . . . Ma qual s'addice al forte,

Il cui poter supremo

La patria leverà da tanto estremo!

Dagli immortali vertici

Belli di gloria, un giorno,

L'ombre degli avi, ah, sorgano

Solo un istante intorno!

Di vittrice l'aquila

Per l'orbe il vol spiegò . . .

Roma nel vil cadavere

Chi ravvisare or può?

Chi vien?

 





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