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| Temistocle Solera Attila IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quinta. Entra Attila che va dritto ad Odabella, Foresto, Ezio
FORESTO: Non involarti, seguimi; Perché fuggir chi t'ama? . . . Che mai vegg'io? . . . Qui, perfidi, Veniste a nuova trama? (ad Odabella) Tu, rea donna, già schiava, or mia sposa; (a Foresto) Tu, fellon, cui la vita ho donata; (ad Ezio) Tu, Romano, per Roma salvata, Congiurate tuttor contro me? . . . Scellerati . . . su voi sanguinosa Piomberà la vendetta del re.
ODABELLA: Nella tenda, al tuo letto d'appresso, Minacciosa e tuttor sanguinante Dio mio padre sta l'ombra gigante . . . Trucidato ei cadeva per te! (Scaglia lungi da sé la corona) Maledetto sarebbe l'amplesso Che me sposa rendesse del re.
FORESTO: Di qual dono beffardo fai vanto? Tu m'hai patria ed amante rapita; In abisso d'affanni la vita Hai, crudele, cangiato per me! O tiranno . . . con morte soltanto Può frenarsi quest'odio per te.
EZIO: Roma hai salva! . . . e del mondo lo sdegno, Che t'impreca superna vendetta? Ed il sangue che inulto l'aspetta Non rammenti? . . . Paventane, o re. De' delitti varcasti già il segno; L'ira pende del cielo su te.
(S'ode internamente il rumore dell'improvviso assalto al campo d'Attila)
CORO: Morte . . . morte . . . vendetta!
ATTILA: Qual suono?
EZIO e FORESTO: Suono è questo che segna tua morte.
ATTILA: Traditori! EZIO e FORESTO: Decisa è la sorte . . .
(Foresto va per trafiggere Attila, ma è prevenuto da Odabella, che lo ferisce esclamando:)
ODABELLA: Padre! . . . ah padre, il sagrifico a te.
(Abbraccia Foresto)
ATTILA: (morente) E tu pure, Odabella? . . .
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