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| Francesco Maria Piave Il corsaro IntraText CT - Lettura del testo |
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ATTO SECONDO
Scena prima. Odalische e Gulnara
Stanza deliziosa nell'Harem di Seid. Odalische tenenti veli trapunti e gemme che presentano a Gulnara.
CORO: Oh qual perenne - gaudio t'aspetta? Tu prima gioja - sei del Bascià. Vieni, Guinara, - vieni, o diletta, Per te sol brilla - qui voluttà. Di vesti seriche - di ricche gemme Cingi ed adorna - la tua beltà. Th sei la stella - di quest'Haremme, Uri più vaga - il ciel non ha.
GULNARA: Né sulla terra creatura alcuna Di me più sventurata! (M'ama Seid!. . . io l'odio!. . . O vile musulmano, tu non conosci, Tu non comprendi ancora Qual alma io chiudo in petto! Per gemme ed oro non ne avrai l'affetto. Vola talor dal carcere Libero il pensiero mio Al sospirato e limpido Aere del ciel natìo: Ivi rapita l'anima Scorda le sue catene, Oblìa le antiche pene, Spazia in un ciel d'amor: Ma di Seid nel talamo Fugge il mio dolce error!)
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