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Salvatore Cammarano
Luisa Miller

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Rodolfo, Luisa, Miller, Laura, Contadini
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Scena terza. Rodolfo, Luisa, Miller, Laura, Contadini

 

RODOLFO:

Mia diletta!

 

MILLER: (turbato, tra sé)

Desso!

 

RODOLFO:

Buon padre!

 

LUISA:

Abbraccialo,

t'ama qual figlio.

 

RODOLFO: (salutando i contadini)

Amici . . .

(a Luisa)

Sei paga?

 

LUISA:

Di letizia colma son io!

 

LAURA, CONTADINI:

Felici appieno vi rende amore.

 

LUISA, RODOLFO:

Appien felici? È vero!

A te dappresso il cuore

non vive che al piacer.

T'amo d'amor ch'esprimere

mal tenterebbe il detto!

Il gel di morte spegnere

non può sì ardente affetto;

ha i nostri cori un Dio

di nodo eterno avvinti,

e sulla terra estinti

noi ci ameremo in ciel!

 

MILLER:

(Non so qual voce infausta

entro il mio cor favella . . .

Misero me, se vittima

d'un seduttor foss'ella!

Ah! non voler, buon Dio,

che a tal destin soccomba . . .

mi schiuderia la tomba

affannocrudel!)

 

LAURA, CONTADINI

Un'alma, un sol desio

ad ambo avvia il petto!

Mai non si vide affetto

più ardente, più fedel!

(Odesi la sacra squilla)

 

TUTTI:

Udiste? I bronzi squillano;

andiam, ne invita il ciel.

 

(Da questo momento tutti abbandonano la scena cantando, ed entrano a poco a poco nella chiesa, ad eccezione di Miller)

 





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