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Salvatore Cammarano
Luisa Miller

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  • ATTO PRIMO
    • Scena settima. La Duchessa con seguito di Damigelle: Paggi, Famigliari, Arcieri
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Scena settima. La Duchessa con seguito di Damigelle: Paggi, Famigliari, Arcieri

 

I COMPAGNI DELLA DUCHESSA:

Quale un sorriso d'amica sorte,

gentil, venite, fra queste porte.

È senz'orgoglio in voi bellezza,

è senza fasto in voi grandezza.

La pudibonda romita stella

è destinata a sfolgorar.

 

FEDERICA:

Congiunti! amici miei!

 

WALTER:

Nobil signora!

Bella nepote, il mio Rodolfo implora

l'onor di favellarti.

Io la bandita caccia

intanto affretterò.

(piano a Rodolfo)

M'udisti?

 

(Tutti partono, meno Federica e Rodolfo)

 

RODOLFO:

(È d'uopo al suo cuor generoso fidarsi appien. )

Duchessa . . .

 

FEDERICA:

Duchessa tu m'appelli!

Federica son io;

non ho cessato per te d'esserla mai!

Se cangiò la fortuna, io non cangiai.

Dall'aule raggianti di vano splendor

al tetto natio volava il desir,

dove sorgea dal vergin mio cor

la prima speranza, il primo sospir!

 

RODOLFO:

Degl'anni primieri le gioie innocenti

con me dividesti, divisi con te.

 

Le pene segrete degl'anni più ardenti

or deggio svelarti, prostrato al tuo piè.

 

FEDERICA:

Deh! sorge, Rodolfo,

tu sembri turbato!

 

RODOLFO:

Non giova negarlo, pur troppo lo sono.

 

FEDERICA:

Ah! parla!

 

RODOLFO:

M'astringe un padre spietato

di fallo non mio a chieder perdono . . .

 

FEDERICA:

Che intendo!

 

RODOLFO:

vaga, sì eccelsa consorte a me destinata

il cielo non ha . . .

 

FEDERICA:

Oh! spiegati.

 

RODOLFO:

Ad altra m'avvince la sorte . . .

 

FEDERICA:

Ad altra!

 

RODOLFO:

Pietà!

Deh! la parola amara

perdona al labbro mio!

Potea seguiriti all'ara,

mentir, dinanzi a Dio?

Pria d'offrirti un core

che avvampa d'altro amore,

la destra mia traffiggerlo

a' piedi tuoi saprà!

 

FEDERICA

Arma, se vuoi, la mano,

in sen mi scaglia il brando.

M'udrai, crudele, insano,

a te perdonar spirando;

ma da geloso core

non aspettar favore;

amor sprezzato è furia

che perdonar non sa.

(Partono)

 

 





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