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Salvatore Cammarano
Luisa Miller

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  • ATTO PRIMO
    • Scena dodicesima. Accorre un drappello d'arcieri, seguito da Laura e da molti Contadini, Luisa, Rodolfo, Walter, Miller
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Scena dodicesima. Accorre un drappello d'arcieri, seguito da Laura e da molti Contadini, Luisa, Rodolfo, Walter, Miller

 

ARCIERI

Signore?

 

LUISA:

Giusto ciel!

 

LAURA, CONTADINI:

Che avvenne mai?

 

RODOLFO:

E potresti, o genitore?

 

LAURA, CONTADINI:

Ei suo figlio!

 

WALTER:

Arretra, insano!

 

RODOLFO:

Odi prima . . .

 

WALTER:

Udir non vo'. Ambo in ceppi.

 

LAURA, CONTADINI

Ah!

 

MILLER:

Disumano!

 

LUISA: (caldendo alle ginocchia di Walter)

Al tuo piè . . .

 

MILLER: (rialzandola)

Prostrata! . . . No!

Fra'mortali ancora oppressa

non è tanto l'innocenza,

che si vegga genuflessa

d'un superbo alla presenza.

A quel Dio ti prostra innante

de' malvagi punitor,

non a tal che ha d'uom sembiante,

e di belva in petto il cor.

 

RODOLFO:

Foco d'ira è questo pianto . . .

cedi . . . cedi all'amor mio . . .

 

WALTER:

Tu piegarti, tu, non io,

devi o figlio, cieco, ingrato.

 

RODOLFO:

Non voler quel nodo infranto,

che tra noi formava Iddio.

 

WALTER:

Il mio cenno, il voler mio

è immutabil come il fato!

 

LUISA:

Ad immagin tua creata,

o Signore, anch'io non fui?

E perchè son calpestata

or qual fango da costui?

Perchè? perchè?

Deh, mi salva . . . deh, m'aita . . .

deh! non m'abbia l'oppressor!

Il tuo dono, la mia vita

pria riprenditi, Signor!

 

MILLER:

A quel Dio ti prostra innante, ecc.

 

RODOLFO:

Cedi all'amor mio,

ah padre, cedi!

Negro vel mi sta sul ciglio!

Ho l'inferno in mezzo al cor!

Un istante ancor son figlio!

Un instante ho padre ancor!

 

WALTER:

Piegarti devi, non io,

o figlio ingrato.

Fra il suo core e il cor paterno

frapponeste un turpe amor.

Non può il ciel, non può l'inferno

involarvi al mio furor!

 

LAURA, ALCUNI CONTADINI:

Il suo pianto al pianto sforza!

Il suo duolo spezza il cor!

 

ARCIERI

Obbedirlo a tutti è forza!

Egli è padre, egli è signor!

 

WALTER:

I cenni miei si compiano.

 

RODOLFO: (mettendosi avanti a Luisa col ferro sguainato)

Da questo acciar svenato

cadrà chi temerario s'avanza.

 

WALTER:

Forsennato!

(prende Luisa e la spinge fra gli arcieri)

In me lo scaglia.

 

RODOLFO:

O rabbia!

Se tratta è fra catene la sposa mia,

nel carcere giuro seguirla.

 

WALTER:

Ebbene, la segui.

 

RODOLFO:

Ah! pria che l'abbiano quei vili in preda,

il core io le trapasso.

(lanciandosi fra gli arcieri, e mettendo la punta della spada sul petto di Luisa)

 

WALTER:

Uccidila. Che tardi?

 

RODOLFO:

O mio furor!

Ah! tutto tentai, non restami

che un infernal consiglio

se crudo, inesorabile

tu rimarrai col figlio.

Trema! Svelato agl'uomini

sarà dal labbro mio

come giungesti ad essere

Conte di Walter!

(Esce rapidamente)

 

WALTER:

Dio! Rodolfo . . .

m'odi . . . arrestati . . .

costei lasciate, è libera!

 

LAURA, CONTADINI, ARCIERI:

Fia ver!

 

LUISA, MILLER:

Pietoso ciel!

 

(Gli Arcieri partono: Luisa cade in ginocchio mezzo svenuta: gli altri le accorrono d'intorno).

 


 




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