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Salvatore Cammarano
Luisa Miller

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  • ATTO TERZO
    • Scena quarta. Miller, Rodolfo e Luisa
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Scena quarta. Miller, Rodolfo e Luisa

 

MILLER:

Quai grida intesi? Chi veggo? O cielo!

 

RODOLFO:

Chi? L'assassino, misero,

vedi del sangue tuo!

 

MILLER:

Che disse? Io gelo!

 

LUISA:

Padre!

 

MILLER:

Luisa!

 

RODOLFO:

Ma voglio a' piè colui svenarti . . .

 

LUISA:

Rodolfo . . . arresta . . .

già mi serpeggia la morte in sen . . .

 

MILLER:

La morte! Ah! dite!

 

RODOLFO:

Scampo non resta! Un velen bevve!

 

MILLER:

Figlia! Un velen!

 

LUISA:

Padre, ricevi l'estremo addio,

mi benedici, o padre mio.

La man, Rodolfo . . . sento mancarmi . . .

più non ti scerno . . . mi cinge un vel . . .

Ah! vieni meco, deh! non lasciarmi,

insieme accogliere ne deve il ciel.

 

MILLER:

O figlia, o vita del cor paterno!

Ci separiamo dunque in eterno?

Di mia vecchiezza promesso incanto,

sogno tu fosti, sogno crudel!

No, non è più mio quest'angel santo,

me lo rapisce invido il ciel!

 

RODOLFO:

Ah! tu perdona il fallo mio,

e perdonato sarà da Dio,

ambo congiunge un sol destino,

me pure investe di morte il gelo.

Sì vengo teco, spirito divino,

insieme accogliere ne deve il ciel.

 

(Luisa muore)

 





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