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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena seconda. Luisa, Miller, Laura, Contadini
MILLER: Ecco mia figlia.
LUISA: O care amiche!
CONTADINI: Il cielo a te sia fausto.
LAURA: In breve ad invocarlo andrem uniti al tempio.
MILLER: Il vostro affetto dal mio ciglio esprime pianto di tenerezza... Al cor paterno è sacro il dì che spunta....esso mi die' Luisa!
LUISA: (Né giunge ancor! Da lui divisa non v'ha gioia per me!)
MILLER: Figlia, ed amore, appena desto in te, sì vive fiamme già spande! Oh! mal non sia contanto amor locato! Del novello signor qui giunto nella Corte ignoto a tutti è questo Carlo. Io temo!
LUISA: Non temer: più nobil spirto, alma più calda di virtù non mai vestì spoglia mortal. M'amò, l'amai. Lo vidi, e 'l primo palpito il cor sentì d'amore; mi vide appena, e il core balzò del mio fedel. Quaggiù si riconobbero nostr'alme in rincontrarsi formate per amarsi Iddio le avea in ciel!
LAURA, CONTADINI: (presentandole tutti, prima le donne, poi gli uomini, un mazzettino di fiori) Luisa, un pegno ingenuo dell'amistade accetta.
LUISA: Grata è quest'alma, o tenere compagne! (scorgendo un giovane cacciatore, che anch'esso fra gli altri le porge i suoi fiori) Ah!
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