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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quinta. Walter e Wurm. Alcuni familiari, che rimangono al di là della soglia
Sala nel castello di Walter, con porta in fondo.
WALTER: (inoltrandosi seguito da Wurm). Che mai narrasti! Ei la ragione a dunque smarrì!
WURM: Signor, quell'esaltato capo voi conoscete.
WALTER: La Duchessa intanto mi segue! Digli ch'io lo bramo. (Wurm si ritira co' servi) Ah! tutto m'aride, tu, mio figlio, tu soltanto osi! La tua felicità non sai quanto mi costi! Oh! mai nol sappia, mai. Il mio sangue, la vita darei per vederlo felice, possente! E a' miei voti, agli ordini miei si opporrebbe quel cor sconoscente? Di dolcezze l'affetto paterno a quest'alma sorgente non è . . . Pena atroce, supplizio d'inferno Dio sdegnato l'ha reso per me.
(Entra Rodolfo)
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