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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena sesta. Rodolfo, e Walter
RODOLFO: Padre . . .
WALTER: M'abbraccia. Portator son io di lieto annunzio. Federica in breve sarà tua sposa.
RODOLFO: (O cielo!)
WALTER: Insiem cresciuti nel tetto istesso, più di te quel core apprezzar chi potria? Come l'offerta della tua man le feci, ebbra di gioia mi rivelò ch'ella per te nudria segreta fiamma, pria che il paterno comando al Duca la stringesse.
RODOLFO: (O me perduto!)
WALTER: Fra l'armi estinto quel guerrier canuto, il nome ed il retaggio a lei ne resta, a lei cui man d'amica porge l'augusta donna che preme il trono di Lamagna. Il varco s'apre a te della corte!
RODOLFO: Ambiziose voglie non alimento in cor, t'è noto!
WALTER: In questo debil core trema che il guardo mio non scenda.
RODOLFO: Io voglio a te scoprirlo . . .
WALTER: Taci . . . È la Duchessa!
RODOLFO: O padre!
WALTER: Incontro ad essa moviam, quindi le nozze chiederne a te spetta.
RODOLFO: E credi? e speri?
WALTER: Obbedisci . . . Son leggi i miei voleri.
(Traendolo per mano all'incontro della Duchessa)
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