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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena nona. Luisa, quindi Miller
LUISA: (accostandosi alla finestra) Nol veggo . . . allontanarsi dalla caccia e qui venir promise.
CACCIATORI: Si cingan le selve snidiamo le belve, la preda è sicura, sfuggir non potrà.
(Entra Miller e si getta sopra una seggiola)
LUISA: O padre mio! Che fu? Sembri agitato!
MILLER: Il mio timore non era vano . . . sei tradita!
LUISA: Io? Come? Narra . . .
MILLER: Sembianza e nome colui mentì!
LUISA: Carlo? Fia ver?
CACCIATORI: Sfuggir non potrà, ecc.
MILLER: Del Conte di Walter figlio, qual comanda il padre, egli a stringer s'appresta splendide nozze.
LUISA: Ria menzogna è questa. Esser non puote . . .
MILLER: Dal castello io vengo, giunta è la sposa.
LUISA: Taci! Uccider vuoi tua figlia?
MILLER: Un seduttore accolse dunque il tetto mio? (aggirandosi per la stanza pieno d'ira, trovasi dinanzi alla sua vecchia divisa che pende dal muro) Per questa d'onore assisa, che il mio petto un giorno coprì, vendetta io giuro!
LUISA: (spaventata) Padre!
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