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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena decima. Rodolfo, Miller, Luisa
RODOLFO: (ancor sulla soglia, donde ha udito l'ultima parte del colloquio) Luisa, non temer. Non furo bugiarde le promesse di questo labbro. Il velo, ben veggo, è tolto; ma cangiato il nome, è sempre il cor lo stesso.
MILLER: Che intendi?
LUISA: Ahimè!
(Rodolfo pone Luisa in ginocchio a' piedi di Miller, e prostrandosi anch'esso stringe nella sua la destra di lei)
RODOLFO: Son io tuo sposo! Il padre testimone e Dio chiamo del giuramento.
MILLER: Ahi, sconsigliato! E chi sottrarci all'ira potrà del Conte?
LUISA: Io gelo!
RODOLFO: A me soltanto e al cielo arcan tremendo è manifesto! Arcano che da me rivelato a piè cadermi farebbi il Conte! Alcun s'avanza . . . è desso! Mio padre!
(Entra Walter)
LUISA: Ah! son perduta!
MILLER: Egli? Egli stesso?
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