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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena seconda. Wurm, Luisa. Laura, ContadiniWURM: (a Luisa) Ascoltarmi è d'upo. (ai contadini) Uscite.
LUISA: (Io gelo!)
LAURA, CONTADINI Havvi un Giusto, un Possente, ecc.
WURM: Il padre tuo . . .
LUISA: Finisci.
WURM: Langue in dura prigion.
LUISA: Reo di che fallo?
WURM: Ei, del Conte vassallo, farlo d'oltraggi e di minacce segno ardì! Grave il delitto, grave la pen fia!
LUISA: D'interrogarti io tremo!
WURM: Che val tacerlo? Sul canuto suo crin pende la scure.
LUISA: Ah! Taci, taci!
WURM: Eppure, tu puoi salvarlo.
LUISA: Io? Come?
WURM: A te m'invia l'offesa Conte: un foglio vergar t'impone, e prezzo ne fia lo scampo di tuo padre.
LUISA: Un foglio?
WURM: (accennando a Luisa una tavola, su cui v'ha l'occorrente per scrivere) Scrivi! "Wurm, io giammai Rodolfo non amai . . ." (Luisa scrive) "Il suo lignaggio erami noto, e volli stringerlo fra mie reti . . ."
LUISA: E deggio?
WURM: Dei salvar tuo padre. (Luisa scrive) "Ambizion mi vinse . . . tutto svanì . . . perdona. Ritorno al primo affetto, e di Rodolfo ad evitar gli sdegni, come la notte regni, vieni, ed insieme fuggirem."
LUISA: Che!
WURM: Scrivi.
LUISA: E segnar questa mano potrebbe l'onta mia? Lo speri invano. Tu puniscimi, o Signore, se t'offesi e paga io sono ma de' barbari al furore non lasciarmi in abbandono. A scampar da fato estremo innocente genitor chieggon essi, a dirlo io fremo, chieggon essi della figlia il disonor!
WURM: Qui nulla s'attenta imporre al tuo core; tu libera sei. Ti lascio.
LUISA: Spietato! E il misero vecchio?
WURM: L'udisti: egli muore.
LUISA: E libera io sono! (dando il foglio a Wurm) Il foglio è vergato.
WURM: Sul capo del padre, spontaneo lo scritto, Luisa, mi giura che all'uopo dirai.
LUISA: Lo giuro.
WURM: Un sol cenno ancor t'è prescritto.
LUISA: Io t'odo.
WURM: Al castello venirne dovrai, ed ivi al cospetto di nobil signora accesa mostrati . . . di Wurm.
LUISA: Di te?
WURM: Acerba è la prova!
LUISA: No.
WURM: Duolmi!
LUISA: Ed allora?
WURM: Allora . . .
LUISA: Mio padre?
WURM: Fia salvo.
LUISA: Mercè. A brani, a brani, o perfido il cor tu m'hai squarciato! Almen t'affretta a rendermi il padre, il padre sventurato. Di morte il fero brivido tutta m'invade omai. Mi chiuda almeno i rai la man del genitore!
WURM: Coraggio: il tempo è farmaco d'ogni cordoglio umano. Di stringer la tua mano speranza nutro ancor. |
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