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| Salvatore Cammarano Luisa Miller IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quarta. Miller, Rodolfo e Luisa
MILLER: Quai grida intesi? Chi veggo? O cielo!
RODOLFO: Chi? L'assassino, misero, vedi del sangue tuo!
MILLER: Che disse? Io gelo!
LUISA: Padre!
MILLER: Luisa!
RODOLFO: Ma voglio a' piè colui svenarti . . .
LUISA: Rodolfo . . . arresta . . . già mi serpeggia la morte in sen . . .
MILLER: La morte! Ah! dite!
RODOLFO: Scampo non resta! Un velen bevve!
MILLER: Figlia! Un velen!
LUISA: Padre, ricevi l'estremo addio, mi benedici, o padre mio. La man, Rodolfo . . . sento mancarmi . . . più non ti scerno . . . mi cinge un vel . . . Ah! vieni meco, deh! non lasciarmi, insieme accogliere ne deve il ciel.
MILLER: O figlia, o vita del cor paterno! Ci separiamo dunque in eterno? Di mia vecchiezza promesso incanto, sogno tu fosti, sogno crudel! No, non è più mio quest'angel santo, me lo rapisce invido il ciel!
RODOLFO: Ah! tu perdona il fallo mio, e perdonato sarà da Dio, ambo congiunge un sol destino, me pure investe di morte il gelo. Sì vengo teco, spirito divino, insieme accogliere ne deve il ciel.
(Luisa muore)
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