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Temistocle Solera
Oberto conte di San Bonifacio

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  • ATTO PRIMO
    • Scena seconda. Leonora
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Scena seconda. Leonora

 

LEONORA:

Ah, sgombro è il loco alfin! L'insana gioia

all'abborrite torri

porta la turba de' vassalli, e intanto

almen qui tace delle nozze il canto! . . .

Nozze? . . . Con altra donna?

Inaspettata io pur sarovvi! . . . anch'io

reco a quell'ara il giuramento mio.

Oh padre! Di qual duolo

cagion ti fia quest'infelice, quando

lunge dal patrio suolo

di te indegna l'udrai? Ma vendicato

sarà l'oltraggio, e questo

è il giorno in cui la mia vendetta appresto.

Sotto il paterno tetto

un angiol m'apparia

radiante nell'aspetto

d'amore e di beltà.

Di speme a me nudria

il core innamorato . . .

Ah! Mi tradì l'ingrato,

tolto ogni gioia ei m'ha.

Oh, potessi nel mio core

soffocar l'immenso amore!

D'innocenza al primo giorno,

oh, potessi ritornar!

Io sognavo allor Cherùbi

su dorate e bianche nubi;

ora i triboli e lo scorno,

ora il pianto e il sospirar.

 

(Si allontana verso l'abitato)

 





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